FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

Coltivare l'Amaryllis belladonna in vaso si raccomanda solo a chi dispone di recipienti sufficientemente grandi che possono essere lasciati indisturbati nello stesso luogo per molti anni. Si abbrevia l'attesa della prima fioritura piantando i bulbi piuttosto a fine estate (vedi).

 

        P.-J. Redouté: Amaryllis belladonna

 

Amaryllis belladonna alcune foto delle

              fasi del ciclo vegetativo della specie

fonti: D.Fenwick    ATIS547       J.S.

    4D7       Tim Waters       cocoi_m Kobus101     alfiogreen      amarguy

                        Jessie

Amaryllis belladonna in Sudafrica;

nel suo habitat originale presenta una

notevole variabilità. Le forme naturali hanno colori dal bianco al rosa scuro.

fonti: David Edwards        RobW_

Kimberleyelephant          pennyeast

GDD-SANBI            LVW-SANBI

 

 

I cloni di Amaryllis belladonna, importati in diversi Paesi e più o meno inselvatichiti, hanno costituito delle popolazioni  con varie sfumature

di rosa e bianco crema.

fonti: ATIS547    eiredarren     tobym

dracobotanicus    IBC (NL)   casillero

   A.Porcelli          J.S.     james.pratley

  suhajdab        Milhafre    jo92photos  

 

I bulbi di Amaryllis belladonna devono trovarsi in un terreno arido durante l'estate. Gli steli fiorali spuntano in piena estate e soprattutto dopo le prime piogge al termine del massimo calore estivo. Il fogliame cresce in autunno e rimane verde fino a maggio.

                                              foto J.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amaryllis belladonna  e le sue forme

                                                                    

Poche piante hanno avuto una storia tanto sofferta come questa specie per quanto riguarda il nome botanico a loro attribuito. Il suo nome è quello della bella pastorella greca Aμαρυλλίς dal terzo idillio di Teocrito e dalla prima ecloga delle Bucoliche di Virgilio (leggi). Esso deriva dal verbo greco αμαρύσσω (amarussō), che significa brillo, splendo, scintillo. Il nome Amaryllis venne usato per la prima volta da Carl von Linné nel 1738 nel suo Hortus Cliffortianus

Informazioni più dettagliate sulla storia di questa specie si trovano nella pagina dedicata alla coltivazione in piena terra (vedi).

 

La specie Amaryllis belladona è originaria del Sudovest della Provincia del Capo in Sudafrica (vedi), dove cresce in piccoli ma densi gruppi tra le rocce in suoli molto permeabili. Essendo la propagazione per seme molto semplice, si possono  osservare estese popolazioni soprattutto lungo i pendii delle colline e montagne, nelle quali si nota frequentemente  un'importante variabilità nel colore e nell'aspetto dei fiori. La pianta ha un grande bulbo scuro tondeggiante, ricoperto da catafilli beige o marrone chiaro. Esso cresce ad una velocità moderata e può produrre fiori solo quando ha raggiunto un diametro di ca. 8 cm o più. Nei fynbos  del Sudafrica si osserva la fioritura particolarmente copiosa dopo gli incendi (vedi) .

Le infiorescenze, composte da fiori imbutiformi (generalmente tra 6 a 12), sono portate su steli di colore verde-porpora alti 50-60 cm, i quali emergono  dal bulbo prima delle foglie verso la fine di Agosto (Febbraio-Aprile nel Paese di origine vedi), generalmente dopo le prime piogge che segnano la fine della massima calura estiva. I fiori, simili a quelli dei gigli di tipo longiflorum, sono lunghi ca. 10 cm con un'apertura massima tra le punte dei tepali pari a ca. 8 cm. Sono portati su peduncoli corti ed orientati prevalentemente nella direzione di massima insolazione. Il loro colore è rosa tenue, frequentemente con la gola più chiara, fino a bianca. I fiori sono piacevolmente profumati, soprattutto nelle giornate calde e verso sera. In natura si trovano anche delle forme completamente bianche oppure appena con un'ombra di rosa (vedi) e quelle con varie tonalità di rosa, fino ad una tinta assai scura. I fiori che invecchiano all'ombra assumono generalmente una colorazione più scura, eventualmente a macchie, mentre in pieno sole frequentemente sbiadiscono durante la maturazione. Dal centro del fiore emerge il lungo pistillo con lo stigma rivolto verso l'alto. Esso è circondato dalle antere inizialmente scure e lucide, le quali si spaccano per esporre il polline bianco ed appiccicoso. I fiori rimangano aperti per molti giorni. Piante coltivate in vaso fioriscono più a lungo se annaffiate copiosamente durante la fioritura senza mai bagnare i fiori.

Vari cloni di Amaryllis belladonna sono stati portati dalla regione d'origine in zone con un clima adatto alla loro propagazione. Esistono numerose popolazioni inselvatichite in climi simili a quello mediterraneo, ma anche in alcune zone assai aride. Si riscontra una notevole variabilità sia nel colore che nell'aspetto dei fiori (slideshow a sin. e vedi alcune vere forme nella Galleria dell'IBS).

L'Amaryllis belladonna non ha bisogno di un suolo particolare e riesce bene anche in substrati pesanti, purché permeabili. In vaso i migliori risultati si ottengono in suoli neutri di medio impasto, non eccessivamente friabili e sabbiosi per sostenere bene gli alti scapi fiorali. La pianta è adatta alla coltivazione solo in recipienti di grandi dimensioni, in cui le piante potranno essere lasciate indisturbate per molti anni. Questo comporta una limitazione dell'uso dei recipienti, i quali dovranno rimanere completamente asciutti dalla fine di maggio fino a tutto agosto  e dunque dovranno essere privi di altra vegetazione che esiga di essere innaffiata d'estate. In primavera si trovano generalmente solo bulbi di  dimensioni medio-piccole. Essi dovranno essere piantati ad una profondità pari a 1,5 o 2 volte l'altezza del bulbo e saranno dunque ben coperti dal substrato. Col tempo, ingrandendo negli anni, la loro cima si troverà appena sotto la superficie. Bulbi molto grandi, occasionalmente pronti per l'immediata fioritura, si trovano in commercio solo d'estate. Essi dovranno essere piantati meno profondi, con la punta appena coperta dal suolo.

Il momento più adatto per la messa a dimora è alla fine dell'estate (vedi), ma bulbi di media grandezza sono frequentemente disponibili anche in primavera. Essi dovrebbero essere impiantati in vasi collocati all'esterno appena dopo il pericolo di gelate per permettere alle foglie, che spesso sono già visibili in cima ai bulbi, di svilupparsi e di completare un breve ciclo di accrescimento. Dopo la messa a dimora in primavera le piante non riescono generalmente a fiorire nel primo anno e, trattandosi spesso di bulbi di minore grandezza, sono necessari 2 o 3 anni per vedere i primi fiori. Successivamente, se trattate correttamente, le piante fioriranno praticamente ogni anno nei grandi vasi  che si dovrà evitare di spostare o girare. I bulbi ingrossando negli anni raggiungono spesso il livello della superficie del suolo. Non è necessario intervenire per coprirli con il terriccio, ma quando si formano grossi agglomerati tra bulbi grandi e bulbetti prodotti agamicamente, conviene separarli all'inizio dell'estate e ripiantarli immediatamente distanziandoli adeguatamente. Un moderato apporto di nutrienti  in autunno ed in primavera (fertilizzante liquido per piante fiorite) permette un migliorie accumulo di riserve nei bulbi e dunque una fioritura più abbondante.

Le foglie dell'Amaryllis belladonna si sviluppano in autunno dopo la fioritura. Esse sono lucide, lineari, verde intenso, lunghe da 20 a 50 cm, molto decorative, di varia larghezza secondo il clone disponibile. In vaso le piante tollerano episodi di lieve gelo, ma in generale vengono più facilmente rovinate dal freddo rispetto a quelle coltivate in piena terra, le cui foglie vengono danneggiate gravemente solo dal gelo a temperature sotto - 5°C. Le foglie crescono durante l'autunno e l'inverno e sono indispensabili per l'ingrossamento dei bulbi e la fioritura nella successiva stagione. Le foglie rimangono verdi fino al mese di maggio e non devono essere tolte ne deve essere tentato il trapianto delle piante prima del completamento del ciclo vegetativo.

La propagazione viene effettuata per separazione dei bulbi laterali, mentre è molto lenta quella da seme. In natura, nei luoghi di origine della specie, i grandi frutti carnosi bianchi, giallognoli o rosati (vedi) vengono dispersi dal vento e dalle forti piogge di fine Marzo ed Aprile e la germogliazione avviene entro due settimane. Sono però necessari cinque o più anni perché le nuove piante possano fiorire per la prima volta.

Danni da parassiti sono rari (limacce e mosca dei bulbi). Il nemico principale è il freddo e danni alle foglie. In recipienti troppo piccoli i danni risultano più frequenti e non di rado fatali alle piante.

Come numerose altre piante classificate precedentemente come Amaryllidaceae, anche A. belladonna è una pianta tossica per l'uomo a causa della presenza di certi alcaloidi sia nei bulbi che negli organi verdi. L'ingestione può causare un grave malessere ed i suoi liquidi provocano irritazioni cutanee.

In letteratura, e frequentemente anche tra gli appassionati del giardinaggio, appare il riferimento a "ibridi di Amaryllis", "Amaryllis belladonna hybrids", "Belladonna hybrids" ecc. Tali termini dovrebbero essere ben compresi, e forse evitati, per impedire di ingannare le persone meno esperte e farle credere che si tratti di forme o varietà naturali di Amaryllis belladonna o di ibridi tra le due specie finora descritte (Amaryllis belladonna L. e Amaryllis paradisicola Snijman read  vedi).

La storia degli incroci che hanno coinvolto la specie Amaryllis belladonna è estremamente complessa ed interessante. Essa è descritta in qualche dettaglio nella pagina dedicata alla coltivazione in piena terra (nel paragrafo Alcune cultivar derivate - vedi).

 

Gli ibridi intergenerici tra Amaryllis belladonna ed altre Amaryllidaceae sono xAmarygia, xAmarine,   xAmarcrinum (non corretto è il nome Crinodonna) e xBoopharyllis (vedi).

 

 

 

 

                     Una forma di Amaryllis belladonna sull'Isola d'Ischia                                         foto Rita Patrignani

 

       

Amaryllis paradisicola

 

Questa specie (vedi) non è ancora in commercio in Europa. Essa è stata descritta da D.A. Snijman nel 1998 nella rivista Bothalia come species nova. La pianta presenta alcune essenziali differenze da A. belladonna, tra cui nella forma delle foglie e dell'infiorescenza. Quest'ultima è composta da 10 a 21 fiori disposti in cerchio. Essi sono di colore rosa uniforme e la loro fragranza viene descritta come simile a quella dei narcisi. La pianta vive in zone aride di montagna, con un clima più freddo di quello della Provincia del Capo, e fiorisce ad aprile dopo le prime piogge autunnali (read).

 

 

 

alla pagina di Amaryllis belladonna da coltivare in piena terra (N.B. contiene numerose informazioni dettegliate sulla specie ed ibridi derivati)

 

alla pagina di Amaryllis da mettere a dimora in vaso alla fine dell'estate

 

                               DA FEBBRAIO A MARZO - VERIFICA DISPONIBILITA' NEL CATALOGO I

 

                               DA LUGLIO A SETTEMBRE - VERIFICA DISPONIBILITA' NEL CATALOGO V

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