FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

Indice della pagina "Lilium in piena terra":

LE SPECIE: Introduzione, LL. auratum, bulbiferum, candidum, henryi, martagon, regale, speciosum, tigrinum e canadense, cernuum, chalcedonicum, columbianum, concolor, davidii, duchartrei, formosanum, hansonii, humboldtii, japonicum, leichtlinii, longiflorum, nepalense, pardalinum,  parryi, parvum, philadelphicum, pumilum, pyrenaicum, superbum, wallichianum.

LE CULTIVAR:        Introduzione e classificazzione, gigli del tipo asiatico, tipo orientale, tipo tigrinum, tipo a tromba, altri tipi.

LA COLTIVAZIONE DEI LILIUM

MALATTIE E PARASSITI  

 

 

 

fonti: makilab           Giovanni88Ant

Michael MacLennan               CAT-I

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: Malisano     Rimantas Pankevičius

           srgc                  giuss95

   Mauro Masiol     C.A.Andersen

 

vedi una serie di eccellenti fotografie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: CAT-I

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: Buckeye               Tim Waters

     Naturfilosofen              giuss95

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: Tim Waters     giuss95    CAT-I

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:   Lillakanarie     slowhand7530

              CAT-I             Amethist

          dietao       johnlykk2001

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: Shunichi Konno

                            Ichiro Kishimi

                                               CAT-I

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:   mlarochelle        dogtooth77

   Jim Kennedy     лилия поникающая

       esbelme                   Nick Turland

pictoscribe   virtual_flower_photos_by_john

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: CAT-I   rhrplants    Ming-I Weng

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:   Bienenwabe            gwashley

Handcanon  sakichin  yoyoandbelle    Topia                         geoffhandley

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:  CAT-I      Calvin Bird      esbelme

   NorthernLala            wendymerle

                    Min-I Weng

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: corona55     b-nik        Alberto birdgal5       gwashley      Bart Hanlon

amarguy      naomi_bot        pellaea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:  wooac     Ken-ichi     Ron Wolf

           pete@eastbaywilds.com

Robert Strusievicz    jordan_in_alaska

      doughwaylett       smalltownSK

  ru_Oserg       lilyseeds       esbelme

 

 

 

 

              foto Vijay e Mana Chandhok

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: a_and_b       Frisk7           zen

Will Stuart         kooch2008        Dan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: giuss95     mertcem       gipsie2-  Nuray Yuzbasi      Wagner Campelo   r-and-b        Mary       C.A.Andersen  NatashaP      Naturfilosofen      CAT-I  psmphotography         stellefilanti    

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: scrapshot             L&H Cross

dougwaylett            NorthernLala    Jorge Simão (J.SI.)        wendymerle          thegodval                  J.S.                  

 

 

fonti: L&H Cross      wendymerle

dougwaylett                  C.S.

 

 

fonti:  J.S.                        lukonbulbs

 

 

 

fonti: L&H Cross    J.S.    lukonbulbs

 

 

fonti: L&H Cross      J.S.        nftodd  scrapshot    dougwaylett      hem_iamy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: Gilles Gonthier      Phil-Clements

Ibleo     Tess_    R.H.     J.S.    R.A.C.  V.I.G.                      Sequella.co.uk

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTA: Con un click su molti dei nomi riportati in questa pagina è possibile vedere delle immagini.

LE SPECIE

 

Introduzione

Le specie del genere Lilium, i veri gigli, si trovano in natura in tutti i continenti dell'emisfero boreale. La loro coltivazione non è difficile se vengono rispettate le esigenze climatiche della zona di provenienza. Pertanto è opportuno informarsi bene per non causare inutili sofferenze alle piante.

La classificazione e la descrizione di tutte le ca. 110 specie esula dallo scopo di questo libro. Pertanto verranno descritte solo le specie relativamente facilmente trovabili in commercio in Italia e si accennerà ad alcune meno comuni. Per dettagli ed informazioni sulle specie rare si rimanda ad opere dedicate al genere Lilium, segnalate nella pagina della bibliografia (vedi).

 

 

Le specie più comuni

 

 

Lilium auratum

 

Questa rustica specie proviene dall'Estremo Oriente, soprattutto dal Giappone, e da molti viene considerata la più interessante ed attraente del genere Lilium. In Giappone questo giglio viene chiamato Yamayuri, (山百合), che significa 'Giglio che cresce sulla montagna'. Infatti, la specie è diffusa sul vulcano Fujiyama, la montagna simbolo del Giappone centrale. Si conoscono due forme principali: quella più frequentemente coltivata, chiamata L. auratum 'Platyphillum' (pianta alta, vigorosa) e la meno conosciuta L. auratum 'Praecox' (più precoce, relativamente bassa).

La forma 'Platyphillum' raggiunge nel suo habitat l'altezza da 1 a 2 m, ma sono noti esemplari alti anche 3 m. Le foglie sono larghe fino a 5 cm e lunghe fino a 20 cm e sono disposte lungo lo stelo sotto l'infiorescenza, la quale può essere composta in natura anche da 25 fiori. Nella coltivazione in Europa le dimensioni ed il numero dei fiori sono sempre molto più modeste, ma è mantenuta la notevole grandezza dei singoli fiori, i quali raggiungono un diametro di 20-25 cm, sono rivolti verso l'esterno in tutte le direzioni e sono spesso leggermente inclinati verso il basso. I fiori sono portati da pedicelli lunghi e robusti. Il colore base dei fiori è il bianco, con una striscia mediana più o meno colorata di giallo, la quale porta verso la ghiandola nettarifera alla base di ciascun tepalo. I tepali non sono saldati fra di loro, ma formano un largo imbuto. Le loro punte sono ricurve e sulla loro superficie, alla loro base, si notano delle vistose protuberanze (papille) generalmente colorate. Sui tepali sono presenti macchiette (punteggiature) più o meno fortemente colorate, di colore rosso-violaceo o marrone. Esistono però anche forme senza macchie. I fiori sono intensamente profumati e si schiudono in piena estate.

Le piante della forma 'Praecox' sono più basse di quelle di 'Platyphillum', ma i fiori non sono meno grandi e vistosi.

In Asia si trovano in commercio numerose altre forme con colorazioni diverse, come 'Pictum', 'Rubovittatum', 'Rubrum', 'Tricolor', 'Virginale'. E' nota anche la forma 'Flore Pleno'. In Europa viene generalmente commercializzata solo una selezione caratterizzata da un'altezza media, fiori con la colorazione tipo molto pronunciata, adatta ai giardini di modeste dimensioni ed anche alla coltivazione in vaso.

Il Lilium auratum è stato usato dagli ibridatori per costituire numerose cultivar di particolare bellezza.

La coltivazione delle varie forme del Lilium auratum non è particolarmente difficile in un terriccio neutro o acido, privo di calcio, preferibilmente in zone ad insolazione parziale. Essa non esula da quella valida per le altre specie, ma con una certa frequenza si verificano inaspettati capricci di questa specie che possono portare alla perdita delle piante. Purtroppo sono assai frequenti attacchi da virus, che possono essere debellati solo con la distruzione delle intere piante.

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Lilium bulbiferum (Giglio di San Giovanni)

 

Nell'Europa centrale e meridionale in zone collinari, sui Pirenei, nonché nei Balcani, è ancora assai diffuso questo giglio della sezione Isolirion, caratterizzato dai fiori di colore arancione-rosso rivolti verso l'alto. Il nome è dovuto alla sua capacità di produrre piccoli bulbilli alla base delle foglie sulla parte superiore dello stelo. Questi bulbilli si staccano al momento della senescenza della parte aerea della pianta e il forte vento può trasportarli anche assai lontano, dove germoglieranno e daranno vita a nuovi individui. Generalmente i bulbilli cadono però vicino alla pianta madre e in zone non contaminate dagli interventi dell'uomo possono dare vita a folti gruppi molto vistosi di questa attraente specie.

Lo stelo può raggiungere l'altezza di oltre un metro e può portare fino a 20 fiori. Di norma le piane della specie tipo sono però molto meno alte e portano solo 5-6 fiori del diametro di ca. 10 cm, di colore arancione vivo punteggiati internamente con macchiette marroni. I fiori sono portati su forti pedicelli ricoperti da una peluria chiara. Le foglie sono disposte lungo l'intero stelo. Esse sono corte, spesse e di colore verde scuro.

Questo giglio è molto rustico (vedi). Esso cresce bene in zone soleggiate in collina o in montagna (vedi), generalmente in zone dove cresce anche il L. martagon. Sull'Appennino centro-meridionale si trova generalmente più frequentemente in zone parzialmente ombreggiate. In Italia la fioritura si verifica dalla fine di maggio o nel mese di giugno.

Sono note delle forme, tra cui in Italia è di particolare importanza il L. bulbiferum 'Croceum'(vedi), presente anche nel sud della Germania, della Francia ed in Corsica. Esso ha fiori di colore arancione brillante e non produce bulbilli nelle ascelle dei fiori. Talvolta il nome della forma viene usato non correttamente per indicare tale giglio come Lilium croceum. Frequentemente si notano piante che portano un solo fiore per stelo.

In Italia settentrionale si trova la forma L. bulbiferum 'Giganteum', alta fino a 180 cm, con fiori di colore arancione-giallo, mentre nelle Alpi Marittime in Francia è presente una forma nana, chiamata L. bulbiferum ' Chaixii', più raramente riscontrato in Italia.

La coltivazione di Lilium bulbiferum è facile nei climi adatti, non eccessivamente caldi, in un terriccio permeabile ricco, nel quale il bulbo deve essere piantato in buche profonde circa tre volte la sua altezza per permettere lo sviluppo delle radici sullo stelo sopra il bulbo stesso.

 

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Lilium candidum (Giglio della Madonna, Giglio di Sant' Antonio o di San Giuseppe)               

 

In Europa questo è il giglio più noto e più venerato già dall'antichità. Infatti, i primi dipinti di bulbose a Creta raffigurano questa pianta che era il fiore di Afrodite. Anche nell'Antica Roma Lilium candidum veniva considerato l'emblema delle dee Venere e Diana, e veniva abbondantemente usato durante cerimonie e feste. Nell'era cristiana il suo fiore candido divenne il simbolo della purezza della Vergine e durante il medioevo veniva coltivato nei giardini ed orti dei monasteri. Le rappresentazioni del suo stelo con i fiori bianchissimi nei quadri dell'Annunciazione, si contano tra le espressioni più sublimi della devozione artistica di tutti i tempi (vedi nella nostra sezione artistica).

La specie è originaria del Mediterraneo orientale e naturalizzata in molte zone dell'Europa del Sud e del Medio Oriente fino all'Afghanistan. I bulbi sono composti di scaglie carnose senza involucro, che devono essere trattate con cura perché non vengano danneggiate durante la conservazione e l'impianto. A differenza di praticamente tutti gli altri Lilium, i bulbi devono essere piantati poco profondi. Basta che siano coperti con ca. 3 cm di suolo. Sviluppano le radici solo dalla placca basale che è importante rimanga integra, con le scaglie ben attaccate. La distanza tra i bulbi deve essere pari ca. a due volte il loro diametro (regola "uno sì, due no"). Il terreno deve essere ricco, friabile e molto permeabile. Come tutti i veri gigli, L. candidum non sopporta l'acqua stagnante ne a livello del bulbo stesso ne a quello delle radici. I bulbi piantati in autunno sviluppano subito il fogliame che supera senza difficoltà il freddo invernale.

La buona conservazione dei bulbi fuori terra durante l'inverno, immersi in trucioli o torba, permette di disporre anche in primavera di un valido materiale per la messa a dimora, possibilmente presto e comunque non oltre le prime settimane della primavera astronomica. Le piante, annaffiate inizialmente con parsimonia, si svilupperanno presto e fioriranno nel primo anno poco più tardi di quelle piantate già in autunno dell'anno precedente. Anche il periodo di dormienza delle piante inizierà con un certo ritardo e sarà necessario non far mancare l'acqua irrigua durante la prima parte dell'estate per consentire l'adeguato sviluppo dei bulbi. In autunno esse emetteranno di nuovo il fogliame ed entreranno nel ciclo normale, tipico per la zona in cui vengono coltivate.

Durante la primavera, quando le foglie basali sono ben sviluppate, comincia a crescere lo stelo fiorale che può raggiungere e superare 50-60 cm. Grandi bulbi e piante ben nutrite durante la primavera con ripetute concimazioni con un fertilizzante liquido per piante fiorite possono portare fino a 20 fiori disposti in racemi. I fiori sono bianchissimi, con prominenti stami ed antere gialle, e sono dolcemente ed intensamente profumati. Si schiudono normalmente nella seconda metà di maggio e durano assai a lungo, soprattutto se in quel periodo non gli si fa mancare l'acqua. Le annaffiature devono essere dirette solo alla parte inferiore delle piante per evitare di danneggiare i fiori e causare il dilavamento del polline. Quando maturano i semi contenuti nelle capsule a tre loculi, inizia la senescenza delle piante e l'apporto di acqua deve essere drasticamente ridotto. Le piogge di fine estate ed inizio autunno saranno sufficienti per iniziare il nuovo ciclo vegetativo.

Il pericolo maggiore durante i mesi primaverili, e successivamente durante quelli autunnali, viene dall'insetto specializzato in Lilium, il coleottero Lilioceris lilii (vedi). Se questo parassita non viene controllato in tempo, può causare gravissimi danni al fogliame e ridurre significativamente la vigoria delle piante, fino a causare la loro morte. Alla ripresa vegetativa primaverile è opportuno controllare anche le limacce, ghiotte del fogliame del Lilium candidum.

Esistono alcune selezioni di forme - con foglie screziate, con un portamento ridotto, con una colorazione porpora chiaro - ma sono molto poco usate e chiunque parli del Giglio della Madonna pensa sempre solo alla specie originaria.

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Lilium henryi

 

Questo giglio, particolarmente facile da coltivare, appartiene alla sezione Archelirion. Esso è originario della Cina centrale. In coltivazione lo stelo può raggiungere l'altezza di oltre due metri, mentre in natura è di rado più alto di 120 cm. E' una pianta robusta, poco esigente, con un lungo ciclo vegetativo.

Il Lilium henryi si adatta a qualsiasi terreno sufficientemente permeabile, anche leggermente calcareo e sopporta la mezzombra. I bulbi, relativamente grandi (con un diametro frequentemente maggiore di 12 cm), devono essere piantati assai profondi per permettere lo sviluppo delle radici sullo stelo sotto terra al di sopra del bulbo, dove si formano anche numerosi bulbilli. Alcune forme di questa specie producono anche bulbilli alle ascelle delle foglie.

Il colore dei fiori, raccolti in ampie infiorescenze poco dense, è arancione, talvolta con sfumature verdi verso il centro. I tepali ricurvi portano vistose papille e spesso macchiette di colore rosso carminio scuro. I fiori possono raggiungere il diametro di 10 cm e sono portati su pedicelli frequentemente ramificati. Ogni gruppo di fiori su un pedicello si comporta in maniera autonoma ed il fiore che si trova all'estremità della "subinfiorescenza" si apre per primo, seguito dagli altri boccioli più vicini allo scapo. In tale modo la pianta presenta una fioritura molto lunga.

La fioritura del Lilium henryi è relativamente tardiva. In Italia centrale generalmente tra luglio e la fine di agosto.

Questa specie fu trovata in Cina da Augustine Henry nella valle Iciang ed introdotta nella coltivazione orticola nel 1889, Essa ha riscontrato un immediato successo e venne chiamata "giglio specioso arancione" a causa della sua assomiglianza con il Lilium speciosum. Dal 1936 viene coltivata anche la forma 'Citrinum', con fiori giallo limone.

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Lilium martagon

 

Il giglio martagone è una specie europea, spontanea in zone collinari e montuose. Cresce soprattutto nelle radure, nelle brughiere di altitudine, nei prati montani anche su substrato calcareo. E' diffuso fino alla Scandinavia ed a Est fino al Caucaso ed oltre, all'Asia centrale. Le piante raggiungono normalmente l'altezza da 40 a 100 cm, hanno delle foglie addensate a verticillo nella parte inferiore del fusto e solo sporadiche nella parte superiore, ma esiste anche una varietà con le foglie distribuite lungo il fusto (var. alternifolium della Svizzera). I fiori sono raccolti nel racemo terminale, generalmente in un numero assai basso di 3 a 5. Più si va al Nord e nelle zone fredde dell'Europa Centrale, più sono numerosi i fiori, anche oltre 20 per stelo fiorale, e sono state contate fino a 50 su piante di grande sviluppo. I sei tepali lanceolati sono ripiegati verso l'alto dando al fiore il tipico aspetto a turbante turco. Essi sono di colore rosso-porpora o rosa pallido con macchiette porporine scure. Gli stami sono prominenti. Per completezza e per accennare alla notevole variabilità, si possono citare varietà europee anche con fiori di altri colori e caratteristiche speciali: con colore giallo (var. flavidum), bianco con macchie rosa (var. albiflorum), bianco puro (var. album), rosa puro senza macchie (var. carneum in Austria), rosso porpora (var. sanguineopurpureum in Albania), con fiori doppi (var. plenum in Svezia),  con fiori rosso mogano (var. cattaniae in Dalmazia). In certe zone alpine europee ed in Asia sono presenti piante con una peluria sullo stelo (var. hirsutum delle Alpi meridionali e var. pilosiusculum della Siberia e Mongolia con peli anche sul retro dei tepali, var. caucasicum con steli molto forti che possono raggiungere oltre 2 m di lunghezza, con lo stelo ricoperto di vistosi peli).

I bulbi del Lilium martagon sono di forma ovoidale, con fitte scaglie carnose gialle. Devono essere piantati assai profondi, nonostante le piante emettano radici solo dalla placca basale. Si consiglia di metterli a dimora in autunno o presto in primavera in buche profonde almeno tre volte la loro altezza e di prevedere di non disturbarli negli anni perché non amano il trapianto. La distanza tra i bulbi dovrebbe corrispondere al triplo del loro diametro ("uno sì, tre no"). Il suolo deve essere ricco, umifero, tipico delle radure e del sottobosco montano, ma molto permeabile e friabile, il quale durante l'estate non deve surriscaldarsi ed asciugarsi eccessivamente.  Durante il periodo primaverile, prima della fioritura a giugno, è opportuno apportare dei nutrienti in forma di un fertilizzante liquido somministrato ripetutamente con l'acqua di irrigazione.

E'  evidente che questo giglio non si presta bene per la coltivazione in condizioni climatiche mediterranee calde. Esso esige una posizione molto luminosa ed una esposizione al pieno sole almeno per due ore, che però può comportare in luoghi non adatti un innalzamento eccessivo della temperatura. Assicurare le giuste condizioni è facile solo in alta collina e nelle valli dei monti dell'Appennino e delle Alpi.

In commercio si trova soprattutto la specie base, originaria dei monti della Turchia, e talvolta anche la varietà album. Quest'ultima è però di difficile reperimento ed è anche notevolmente più costosa. I bulbi sono talvolta reperibili anche in primavera e possono essere piantati a marzo.

 

                                                                

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                                                        Da Giugno verifica disponibilità nel catalogo CAT-IV

 

 

 

Lilium regale

 

Questa specie della sezione Eulirion è originaria della Cina. E'  stata introdotta in Europa relativamente tardi (nel 1912), ma ha subito conquistato i giardinieri sia per la sua bellezza, che per il profumo e per la facilità di coltivazione.

La pianta può raggiungere facilmente l'altezza di 120-150 cm e in condizioni favorevoli può avvicinarsi all'altezza di 2 metri. Le sottili foglie, verde scuro, sono lunghe anche oltre 10 cm e disposte irregolarmente lungo il fusto. I fiori sono portati da pedicelli che si accorciano verso la sommità della pianta, conferendo all'infiorescenza un aspetto piramidale particolarmente elegante. Le infiorescenza sono composte da numerosi fiori (negli esemplari molto grandi fino a trenta). I fiori sono grandi a forma di un lungo imbuto, con i tepali lunghi fino a 15 cm, di colore bianco o giallo crema internamente e rosa-violacei esternamente. La forma 'Albus' ha fiori completamente bianchi. I fiori emanano un forte e piacevole profumo.

I bulbi sono relativamente grandi, esternamente violacei. Essi devono essere piantati alla profondità pari almeno al triplo della loro altezza, perché sullo stelo situato sotto il livello del substrato si sviluppano, sopra il bulbo, numerose radici indispensabili sia alla nutrizione della pianta che alla sua stabilità. In autunno intorno ad esse si formano numerosi bulbilli, utili per la riproduzione agamica.

Il Lilium regale cresce bene in qualsiasi suolo permeabile e ricco, neutro, acido ed anche leggermente alcalino. Risulta conveniente assicurare un certo ombreggiamento della parte inferiore dello stelo, mentre l'infiorescenza dovrebbe trovarsi sempre esposta al sole.

Durante il ciclo vegetativo è importante non far mancare alle piante l'umidità necessaria per mantenere turgido il lungo scapo. Si raccomanda di annaffiare le piante molto abbondantemente ogni volta che il terriccio si sia quasi seccato.

La pianta ha un ciclo vegetativo molto lungo e va in senescenza solo in tardo autunno. Nel clima mediterraneo è sufficiente una buona pacciamatura per proteggere i bulbi in terra senza doverli dissotterrare ogni anno. In questa maniera i bulbi possono ingrandirsi molto, dando vita a piante sempre più alte e robuste. Lo sfoltimento è necessario solo quando si verifica un affollamento da giovani piante intorno alla pianta madre. Risulta opportuno raccogliere e mettere a dimora altrove i numerosi bulbilli, mentre dopo la fioritura vanno recisi i pedicelli dei fiori per permettere alla pianta di usare tutta la sua energia per ingrandire il bulbo principale.  

                                                      

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Lilium speciosum

 

L'aggettivo latino speciosum,  usato nel binomio di questa specie, è alquanto appropriato. Esso significa molto bello, splendido, superbo, brillante, vistoso e descrive bene l'aspetto del fiore, dolcemente profumato, ben noto anche come eccellente soggetto frequentemente usato dai fioristi.

Questa specie della sezione Archelirion è originaria dell'Estremo oriente, dal Giappone (dove questo giglio viene chiamato Kanoko-yuri: 鹿の子百合) alla Cina e nel Nord di Taiwan (dove si trova la stupenda forma 'Gloriosoides': 豔紅鹿子百合). E'  stata introdotta nella coltivazione in Europa già negli anni trenta del XIX secolo ed è stato estesamente usata nell'ibridazione dei gigli. Gli steli sono alti fino a ca. 2 metri, ma generalmente non superano di molto i 100 cm. Le foglie, di colore verde piuttosto chiaro, lunghe talvolta fino a ca. 15 cm e relativamente larghe (fino a 5 cm),  sono irregolarmente distribuite lungo lo stelo, il quale porta un'infiorescenza poco densa di grandi fiori sorretti da forti pedicelli, talvolta ramificati. I fiori sono più o meno pendenti, con un diametro fino a 15 cm, con i sei tepali elegantemente e fortemente riflessi fino a far quasi toccare le loro punte. I margini dei tepali sono leggermente ondulati, bianchi, mentre il colore prevalente dei segmenti del fiore è il rosa in varie tonalità, fino al rosso carminio. Molti puntini più scuri e papille rossastre (vedi) circondano i segnali verde chiaro che portano alle ghiandole nettarifere situate alla base dei tepali (vedi). Il Lilium speciosum ha stami prominenti (vedi), elegantemente arcuati, molto decorativi (vedi) anche a causa del vistoso colore scuro delle antere (vedi). Lo stilo, anch'esso arcuato, è poco più lungo degli stami.

Esiste una forma completamente bianca, 'Album', nonché altre forme particolarmente attraenti, come 'Magnificum', 'Punctatum', 'Roseum', 'Tametomo' .

In commercio si trova più frequentemente il Lilium speciosum nella sua forma 'Rubrum'. Sempre più vengono offerte delle cultivar provenienti da selezioni, come BLACK BEAUTY, RED CHAMPION, WHITE CHAMPION, GRAND COMMANDER, UCHIDA.

I bulbi devono essere piantati in un suolo tendenzialmente acido ed umifero sufficientemente profondi (fino a 25 cm) per permettere l'emissione delle radici lungo il fusto sotto terra. Durante il ciclo vegetativo non deve mancare una sufficiente umidità del substrato. Al contrario, d'inverno i bulbi in fase di dormienza devono trovarsi praticamente all'asciutto. Nelle condizioni prevalentemente presenti in Italia può essere dunque più conveniente coltivare il L. speciosum in vaso che in piena terra, potendo sistemare il contenitore durante l'inverno a riparo dalle piogge. Bulbi piantati in piena terra dovrebbero essere dissotterrati in autunno e conservati all'asciutto, oppure dovranno essere prese precauzioni adeguate per evitare qualsiasi ristagno d'acqua.

Nonostante il Lilium speciosum resista all'insolazione piena, è consigliabile coltivarlo a mezzombra, dove potrà essere assicurata anche una fioritura più lunga.

 

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Lilium tigrinum (Lilium lanciflorum)

 

Già qualche decennio fa i botanici hanno rettificato il nome di questa specie, appartenente alla sezione Archelirion, da Lilium tigrinum Ker Gawl. in Lilium lancifolium Thunb. Però tra i vivaisti il nome tigrinum rimane il più usato. Infatti, il nome corretto sarebbe lancifolium, perché questo venne proposto dal naturalista svedese Carl Peter Thunberg nel 1794 ben sedici anni prima di tigrinum dell'inglese John Gawler (un famoso botanico, il quale cambiò il proprio nome in Charles Henry Bellenden Ker e nella letteratura botanica viene citato come Ker Gawl.). Anche Floriana Bulbose usa il nome Lilium tigrinum, benché la forma doppia di questo giglio, disponibile in commercio da meno tempo, viene catalogata come Lilium lancifolium 'Flore Pleno'.

Per delineare le incertezze diffuse nel mondo dei botanici a riguardo di questo giglio, è opportuno segnalare che esso viene da molti considerato un antico ibrido (è sterile) e non una specie.

 

Il Lilium tigrinum  è  diffuso in Cina, Corea e Giappone, dove è noto come Oni-Yuri (鬼百合, letteralmente "Giglio Demone", avendo i demoni Oni  sempre facce rosse e corpi grandi). Grazie alla sua notevole rusticità, in America del Nord esso è inselvatichito in varie zone. In Estremo Oriente vengono tuttora consumati i bulbi di questo giglio e le piante fanno parte dei presidi della medicina tradizionale. Anche in Occidente essi vengono talvolta usati come rimedi nella medicina omeopatica. Il polline risulta velenoso per l'uomo e tutte le parti della pianta sono estremamente velenose per i gatti, causando, se ingerite, il blocco renale e la morte entro pochi giorni.

 

Lo stelo del L. tigrinum, di colore scuro, nerastro, frequentemente ricoperto di peli grigio chiaro, può raggiungere la lunghezza di 150 cm e portare fino a 20 fiori, ma in coltivazione è lungo generalmente tra 60 e 80 cm e porta 8-10 fiori. Le foglie, verde-grigio intenso, lucide, lunghe 12-20 cm, sono strette ed appuntite e presentano dei margini ruvidi. Nelle ascelle delle foglie si formano piccoli bulbilli scuri adatti alla facile moltiplicazione. Sotto la superficie del terreno, sopra il bulbo, emergono dallo stelo numerose radici, indispensabili per la buona riuscita della pianta. Le infiorescenze a racemo sulla cima dello stelo sono costituite da fiori particolarmente eleganti, con tepali ricurvi, le cui estremità si sovrappongono in alto (turbante turco), di colore arancione-rosso disseminati di vistose macchie marrone-viola scuro. La fioritura si verifica in piena estate. La pianta abbisogna di almeno alcune ore di insolazione diretta, ma i fiori hanno una durata maggiore in zone parzialmente ombreggiate di pomeriggio.

  

Questo giglio è uno dei più facili in coltivazione. Esige solo un terriccio permeabile e ricco, sufficientemente umido durante il ciclo vegetativo. I bulbi devono essere piantati alla profondità pari almeno a tre volte la loro altezza per permettere lo sviluppo delle radici sopra il bulbo. I bulbi possono rimanere interrati nello stesso posto per molti anni, perché non temono il freddo e l'umidità invernale. La piante è capace di vivere bene con pochissime cure, ma risponde pure molto bene alla somministrazione all'inizio dell'estate di un concime liquido per piante fiorite. La moltiplicazione è particolarmente facile interrando i bulbilli ascellari, i quali frequentemente emettono già una radichetta prima di staccarsi dal fusto (vedi).

Il Lilium tigrinum (lancifolium) in natura è sia diploide che triploide. Le piante diploidi sono fertili e sono state estesamente usate nella costituzione di nuove cultivar, mentre quelle triploidi (dovute probabilmente ad antichi incroci di L. lancifolium e L. maximowiczii) sono sterili. In Europa in commercio si trova la forma triploide.

La forma più diffusa in commercio è Lilium tigrinum (lancifolium) 'Splendens', con fiori di colore particolarmente scuro e con macchie quasi nere, la quale può in condizioni ideali produrre anche oltre venti fiori per stelo. Ultimamente viene venduta anche la forma a fiore parzialmente doppio, Lilium lancifolium 'Flore Pleno' (vedi). Esiste una forma con foglie variegate, 'Foliis Variegatis' e una con fiori gialli, chiamata 'Flaviflorum'.

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Altre specie

 

In commercio è possibile trovare delle specie di Lilium meno conosciute, ma non meno semplici in coltivazione. In seguito vengono elencati alcuni esempi reperibili con relativa facilità. Nel catalogo CAT-I, nel CAT-IV e nelle liste delle bulbose rare possono talvolta essere trovati anche dei Lilium più rari.

 

Lilium canadense - originario del Canada e del Nord degli Stati Uniti d'America, volgarmente chiamato Meadow Lily, ha numerosi (anche venti) fiori penduli, portati su pedicelli orizzontali, con tepali parzialmente retroflessi a formare una campana aperta del diametro fino a 10 cm, di colore giallo limone con macchiette porpora. Lo stelo raggiunge al massimo l'altezza di 180 cm. Le foglie, lunghe 15 cm e larghe 5 cm sono disposte in ciuffi lungo lo stelo. I bulbi sono ovali ed emettono stoloni lunghi 3-5 cm, sui quali si formano nuovi bulbi, convenientemente distanziati per evitare affollamenti negli anni. La specie è estremamente rustica e sopravvive a lungo nei prati delle zone d'origine. Esistono delle forme con il colore prevalente rosso ('Coccineum', 'Editorum') o arancione con il centro del fiore giallo ('Flavo-Rubrum'), mentre la forma 'Immaculatum' è gialla senza macchie. Il Lilium canadense è stato il primo giglio ad essere importato in Europa, già nel 1629, ma non si trova frequentemente sul mercato delle bulbose.

 

Lilium cernuum - originario dell'Estremo Oriente (in Cina 垂花百合), fiori del diam. di max. 3 cm, penduli, a turbante, di colore rosa con macchiette scure, le foglie sullo stelo lungo 30-60 cm, sono più lunghe nella parte centrale dello scapo. Esiste una forma bianco puro, denominata L. cernuum 'Candidum', originaria delle Diamond Mountains in Corea. I bulbi di questa specie sono piccoli, ma devono essere piantati assai profondi (almeno 10 cm). Preferisce il suolo piuttosto asciutto.

 

Lilium chalcedonicum - originario della Grecia, chiamato anche Martagon rosso, introdotto nell'orticoltura europea già nel 1600. Ha fiori rossi lucidi a forma di turbante turco. Su steli, dell'altezza fino a 140 cm, possono trovarsi fino a 10 fiori sopra le numerose foglie, le quali sono disposte orizzontalmente nella parte inferiore e più adagiate allo stelo nella sua parte superiore. La pianta preferisce suoli caldi, leggermente alcalini.

 

Lilium columbianum - originario dell'Ovest degli Stati Uniti d'America, dove viene anche chiamato Oregon Lily o Columbia Tiger (vedi), ha fiori a turbante turco di colore giallo intenso fino ad arancione scuro, tepali punteggiati o macchiati di porpora. Lo stelo raggiunge l'altezza di 150 cm e termina con un'ampia infiorescenza, costituita da numerosi fiori  (fino a 30)  portati su lunghi piccioli (vedi). La fioritura avviene verso la fine della primavera o all'inizio dell'estate. I piccoli bulbi devono essere piantati molto profondi. In natura essi si trovano spesso alla profondità di 18-20 cm, assicurando la sopravvivenza delle piante anche nel caso di temperature invernali molto basse. Non è facile trovare i bulbi in commercio in Europa.

 

Lilium concolor - originario della Cina Centrale, dove viene chiamato Stella della Mattina (渥丹) e del Giappone, dove viene chiamato Giglio Principessa, Hime Yuri (ヒメユリ). Esso ha fiori piccoli, del diametro di ca. 4 cm, portati in infiorescenze composte da 2 a 10 fiori, su steli alti 60-80 cm (di rado di più), con foglie adagiate allo scapo, lunghe 5 cm e larghe 2 cm, leggermente pelose sui margini. I fiori sono rivolti verso l'alto, piatti, di forma stellare con le punte dei tepali appena incurvate verso il basso. I fiori, di colore rosso scarlatto, si schiudono verso la fine della primavera ed emanano un sottile profumo. In commercio in Europa è più facile trovare la forma 'Pulchellum', con fiori di colore rosso cinabro, punteggiati di rosso scuro. I bulbi devono essere piantati assai profondi per permettere l'emissione delle radici sullo stelo. Essi non durano per molto tempo, ma la pianta si diffonde facilmente tramite i semi. Pertanto è importante non danneggiare le piccole piante nate intorno alla pianta madre.

 

Lilium davidii - originario della Cina Occidentale (川百合), in natura può portare numerosissimi fiori - fino a 40 per scapo nella var. willmottiae. In Italia esso fiorisce generalmente nella seconda metà di Giugno.

Il nome di questo splendido giglio ricorda il suo scopritore, il missionario e naturalista francese di fama internazionale, Père Jean Pierre Armand David (1826 - 1900), il   quale  fu  anche il primo occidentale a descrivere il Panda gigante (Ailuropoda melanoleuca, David 1869).

Si tratta di uno dei gigli chiamati “a fiore di turbante” a causa della sua forma con tepali retroflessi a formare praticamente una sfera. Questa caratteristica è condivisa con altri gigli, come per esempio i ben noti gigli di montagna europei, Lilium martagon e Lilium pyrenaicum, ma è la dimensione ed il colore del fiore che lo distinguono in maniera particolare: i boccioli sono giallo-arancione ed opachi, invece il fiore aperto presenta la superficie interna dei tepali, particolarmente lucida, rivolta verso l’esterno. Questa è di un colore arancione-rosso travolgente ed è disseminata di puntini marroncini.

Da ogni bulbo cresce un fusto, lungo 80 – 120 cm, ricoperto su tutta la sua lunghezza di foglie filiformi verde scuro, lunghe fino 20-22 cm. L’infiorescenza è apicale e contiene da 6 a 12 fiori (di rado anche 20 e più) con un diametro di 6-8 cm. I fiori si aprono progressivamente dal basso verso l’alto e sono assai durevoli, soprattutto se durante la fioritura la pianta non viene esposta al sole pomeridiano. Durante la fioritura il fusto tende a flettere, contribuendo con la sua forma arcuata, ideale per la disposizione dei fiori penduli, all’eleganza dell’intera pianta.                                     Le esigenze colturali del Lilium davidii sono semplici e non si discostano da quelle degli altri gigli. In natura esso vive ad un'altitudine di 1600 a 2800 m.s.m. e cresce ai bordi dei boschi in mezzo ai cespugli. Anche in coltivazione esso può essere associato a piante cespugliose di bassa statura, i quali ombreggiano opportunamente la base dello stelo fiorale. 

Lilium duchartrei - originario della Cina Occidentale (宝兴百合) ed introdotto relativamente tardi nell'orticoltura europea (1910). In inglese è in uso un bellissimo nome per questa specie assai particolare: Marble Martagon Lily. Questa specie ha la particolare abitudine di crescere in senso orizzontale per 20 o più centimetri sotto terra prima di emergere con uno stelo alto, che raramente supera i 100 cm. I fiori hanno la forma di un turbante turco, sono bianchi con molte macchiette porpora scuro (vedi), le quali assumono una colorazione rossiccia man mano che i fiori invecchiano. I fiori, portati su pedicelli lunghi, rigidi ed orientati verso l'alto nelle infiorescenze rade, composte al massimo da 12 corolle pendule, sono quasi sferici, con un diametro di ca. 5 cm. Essi sono profumati.

In natura la pianta cresce in zone molto umide ed anche in coltivazione non le deve mai mancare l'alta umidità del substrato. Preferisce la mezzombra.

 

Lilium formosanum - originario di Taiwan (台灣百合) è una specie con fiori pendenti, imbutiformi, completamente bianchi e con le punte dei tepali leggermente retroflesse. Questo giglio non è rustico, mentre lo è la sua forma 'Pricei', caratterizzata dal colore rosso-porpora sull'esterno dei tepali e piccioli scuri, la quale si trova in zone più elevate, dove si verificano notti fredde. Il Lilium formosanum 'Pricei' è di statura inferiore alla specie tipo e raggiunge generalmente l'altezza di soli 50 cm, raramente con più di due fiori per scapo. A Taiwan esistono delle forme derivate da incroci tra la specie tipo e la forma 'Pricei', le quali hanno l'esterno dei tepali tinto di rosa-porpora. Questa specie e le sue forme emanano un forte profumo. I bulbi devono essere piantati assai profondi per permettere lo sviluppo delle indispensabili radici sullo stelo sopra il bulbo. Piante più vecchie, con bulbi ingranditi producono i migliori fiori, ma, purtroppo, sia la specie tipo che le sue forme sono particolarmente suscettibili agli attacchi virali.

  

Lilium hansonii - originario della Corea e delle isole nelle vicinanze, è una specie molto interessante, resistente al calcio nel suolo ed usata nello sviluppo di cultivar moderne. I fiori si schiudono all'inizio dell'estate e sono del tipo di turbante turco, con tepali molto spessi, di colore arancione-giallo con machiette marroni. Essi sono pendenti e vengono portati su pedicelli incurvati verso l'alto. Le infiorescenze terminali sui steli alti anche oltre 150 cm possono essere costituite da 12 fiori. Le foglie sono disposte in ciuffi. I bulbi sono composti da scaglie poco addensate, di colore giallognolo che al sole diventano rosa e devono essere piantati assai profondi per permettere le sviluppo delle radici sullo stelo. Questa specie non ama il trapianto e per ottenere i migliori risultati conviene lasciarla indisturbata per molti anni.

 

Lilium humboldtii - originario della Sierra Nevada negli Stati Uniti d'America, è una specie tipica  delle foreste rade. I fiori, di colore arancione più o meno intenso con macchie marroni, hanno la forma di turbante turco con un diametro fino a 10 cm e sono portati in racemi piramidali su steli alti anche oltre 150 cm. Questo giglio è caratterizzato da un grande numero di fiori, raramente anche oltre 70, i quali si schiudono dalla fine dell'estate fino al tardo autunno. Le piante preferiscono zone semiombreggiate, soprattutto se coltivate in un suolo tendenzialmente asciutto.

 

Lilium japonicum - originario del Giappone (笹百合  o  ササユリ)  dove viene chiamato sasa-yuri, (sasa significa bambù erboso), in inglese Bamboo Lily, perché frequentemente si trova proprio in mezzo a macchie di bambù. I fiori sono imbutiformi, allargati all'apertura con i le punte dei tepali parzialmente retroflesse. Essi sono portati quasi ad angolo retto rispetto allo stelo e sono di colore bianco o rosa chiaro, spesso lucido come quello dell'interno di conchiglie marine. Lo stelo, alto al massimo 75 cm, porta due a 5 fiori del diametro di 7-10 cm, mentre la lunghezza dei tepali supera generalmente 12 cm. La pianta esige un luogo ben drenato e fresco durante il ciclo vegetativo, ma, sorprendentemente, durante l'inverno deve trovarsi nel suolo umido durante il riposo invernale. La pianta non è rustica ed in condizioni italiane deve essere coltivata in un ambiente condizionato.

 

Lilium leichtlinii - originario del Giappone, porta il nome del famoso giardiniere tedesco Max Leichtlin, che lo introdusse nella coltivazione in Europa nel 1867. E' una specie della sezione Martagon con fiori della tipica forma a turbante turco con i tepali retroflessi in maniera da non far sovrapporre le punte dei tepali. I fiori sono relativamente grandi, con un diametro che raggiunge 10-13 cm, di colore giallo burro a giallo ocra chiaro, punteggiati di marrone-porpora scuro. Le piante raggiungono al massimo l'altezza di 100-120 cm e possono portare fino a 30 fiori in un racemo poco denso. La specie predilige suoli acidi o neutri, in cui i bulbi vanno piantati assai profondi (ca. 20 cm) per permettere la radicazione dello stelo. Frequentemente lo stelo cresce inizialmente in maniera orizzontale sotto la superficie del suolo. Conviene assicurare alla pianta un parziale ombreggiamento della parte inferiore dello stelo, ma la sua parte superiore deve essere esposta al sole pieno. La fioritura avviene nella prima parte dell'estate e durante tale periodo è importante assicurare un sufficiente apporto di acqua. I bulbi sopportano temperature basse e possono essere lasciati indisturbati nel suolo per molti anni se d'inverno non si verifica mai un ristagno d'acqua.

La varietà leichtlinii  ha fiori sferici leggermente schiacciati (come il globo terrestre), di colore giallo chiaro con una punteggiatura porpora scuro ed è la forma più facilmente reperibile in commercio, i bulbi possono essere messi a dimora già in autunno, ma frequentemente non sono disponibili prima dei mesi invernali e vanno dunque messi a dimora all'inizio della primavera,  la varietà maximowiczii proviene dal Giappone e dalla Corea, può raggiungere l'altezza massima di 180 cm, ha fiori di colore giallo-arancio o arancio-rosso con macchiette di colore marrone-porpora, la var. tigrinum (중나리) fiorisce in maniera molto simile a Lilium lanciflorum (tigrinum), ma rispetto a tale specie ha fiori di un colore arancione più chiaro e più precoci, inoltre le piante non formano bulbilli ascellari.

 

Lilium longiflorum - originario delle isole meridionali del Giappone, è una specie semirustica che si trova in numerose varietà (forme) naturali ed è stato utilizzato estesamente per incroci, i quali hanno portato a molte delle cultivar prodotte in massa per rifornire il mercato dei fiori recisi.

La specie tipo porta fino a nove fiori bianco puro, orientati orizzontalmente verso l'esterno, ad imbuto profondo e stretto, con tepali lunghi 12-16 cm. In natura i fiori sono portati su steli alti fino a 80-90 cm, i quali in coltivazione, soprattutto in recipienti, rimangono significativamente più bassi. Nei Paesi anglosassoni questa specie è conosciuta come Easter Lily (Giglio pasquale), perché viene coltivato in serre per fiorire già in primavera; in natura la specie fiorisce invece nella tarda estate.

 

Lilium monadelphum - originario del Caucaso deve essere messo a dimora in autunno e per tale ragione viene trattato nell'altra parte di questo libro (leggi).

 

Lilium nepalense - originario della regione himalayana del Nepal e dell'India Settentrionale, è una specie molto vistosa nonostante i grandi fiori siano penduli. Il colore dei fiori, a larga coppa del diametro fino a 15 cm e con tepali lunghi 12-15cm, è verde-giallo con una larga banda rosso-porpora-marrone nella gola. La forma 'Concolor', originaria del Bhutan e dell'India Nord-Occidentale, è completamente gialla. Le larghe foglie sono lanceolate ed irregolarmente distribuite lungo lo stelo, che in natura raggiunge l'altezza fino a 120 cm. L'infiorescenza terminale in natura può essere composta da 7 fiori, ma in coltivazione in Europa è costituita generalmente da due o tre fiori sullo stello decisamente più corto di un metro. In natura la propagazione agamica avviene tramite bulbi cresciuti su stoloni che emergono dal bulbo madre e raggiungono la lunghezza massima di 60 cm. In coltivazione in Europa gli stoloni si formano di rado se i bulbi vengono lasciati indisturbati per alcuni anni nelle condizioni pedoclimatiche adeguate. In tal caso essi sono relativamente corti. . Essendo la specie solo semirustica ed adatta a zone semiombreggiate, non risulta facile simulare le condizioni favorevoli della zona di origine. Generalmente si ottengono buoni risultati in luoghi dove si sono potute accumulare esperienze favorevoli anche con i difficili Cardiocrinum giganteum: in Italia, per esempio, nella zona dei laghi prealpini.

 

Lilium pardalinum - originario dell'Ovest degli Stati Uniti d'America, dall'Oregon fino alla California, dove tuttora lo si può trovare assai abbondante nei fossati lungo le autostrade. In America questa specie viene chiamata Leopard o Panther Lily  ed è presente in varie forme, delle quali solo quella del Sud della California ('Fragrans') è anche profumata. I fiori hanno la forma più o meno pronunciata a turbante turco, tipica della sezione Martagon. Essi sono portati su pedicelli ricurvi ad S ed hanno i tepali di colore rosso, rosso-rosa o rosso-arancione, che alla base passa a giallo o arancione-giallo in una larga banda pesantemente maculata di marrone. L'altezza delle piante può sfiorare i 2 metri e le infiorescenze possono essere molto ampie.  Un'importante caratteristica del Lilium pardalinum è quella dell'aspetto dell'organo ipogeo. Esso è costituito da una struttura rizomatosa ricoperta di scaglie spesse e friabili di colore bianco o giallognolo che diventano rosa se esposte alle luce solare. Questo apparato sotterraneo contribuisce alla diffusione e propagazione in suoli ben drenati, freschi e sufficientemente umidi, dove esso può allungarsi facilmente e portare alla formazione di dense colonie di piante, le cui parti aeree esigono di essere esposte al pieno sole.

 

Lilium parryi - originario delle montagne della California e dell'Arizona negli Stati Uniti d'America dove vive in zone in cui le radici si sviluppano già all'inizio dell'autunno, in suoli particolarmente ben drenati e tendenzialmente asciutti, soprattutto durante l'inverno ed in piena estate. I fiori sono gialli (Lemon Lily), occasionalmente con machiette marroni, con gli stami e lo stima sopra il livello delle corolle imbutiformi disposte orizzontalmente su pedicelli orientati verso l'alto. Le infiorescenze sono composte da numerosi fiori (15 o più), i quali emanano un dolce profumo. Risulta vantaggioso piantare i bulbi già in autunno per assicurare l'adeguata radicazione.

 

Lilium parvum - originario delle montagne dell'Ovest degli Stati Uniti d'America, del Cascade Range in Oregon e della Sierra Nevada in California, dove si trova ad altitudini che vanno dai 1000 ai 3000 m. Il colore dei fiori delle popolazioni situate all'altitudine minore è giallo, mentre ad altitudini più elevate passa all'arancione e fino al rosso  scuro. I fiori hanno la forma campanulata con le punte dei tepali incurvati. Hanno un diametro di ca. 5 cm e nella parte centrale dei tepali sono macchiati di porpora scuro. Le infiorescenze sono portate su steli sottili, alti 70-100 cm, e possono essere composte da 12-15 o anche più fiori. Le piante necessitano di una notevole umidità del suolo durante il ciclo vegetativo.

 

Lilium philadelphicum - originario dei pendii orientali delle Rocky Mountains, è una specie molto vistosa e da sempre ammirata dagli americani, i quali la chiamano volgarmente con una lunga serie di nomi, ispirati dal colore delle corolle (Wild Orange Lily, Orange Cup Lily, Red Lily, Flame Lily, Flame Lips) oppure dai luoghi di provenienza (Wood Lily, Glade Lily, Huckelberry Lily). I due a cinque fiori a coppa sono riuniti in corimbi e sono rivolti verso l'alto. I loro tepali sono distintamente più larghi verso la punta che alla base, dando alla corolla un aspetto insolito rispetto ad altri gigli. La fioritura è estiva. Le foglie della specie tipo sono riunite in ciuffi orizzontali. Gli steli raggiungono l'altezza massima di un metro. In coltivazione sono state introdotte in America varie selezioni trovate in natura, con fiori con colori dal giallo al rosso-porpora scuro. Dal bulbo madre crescono brevi polloni sui quali si formano i nuovi bulbi. La forma 'Andinum', con foglie lineari irregolarmente distribuite lungo lo stelo è presente più a Nord della specie tipo, fino alla British Columbia in Canada.

 

Lilium polyphyllum - originario dell'Afganistan, della regione himalayana fino all'India, dove vive tra i 2000 e 4000 metri di altitudine e può raggiungere l'altezza di 2,4 metri. Questa specie è stata introdotta come pianta da giardino nel 1873, ma è tuttora molto rara. In natura le dimensioni della pianta, delle sue foglie e dei fiori sono doppie rispetto a quelle che si possono ottenere in coltivazione. Le foglie sono disposte lungo lo stelo, spesso a spirale, ma l'infiorescenza in cima è priva di foglie e i singoli fiori sono portati su lunghi pedicelli arcuati. Il colore dei fiori, i quali si schiudono in piena estate, è giallo crema - verdastro con numerose macchiette lilla. I tepali sono a forma imbutiforme con le punte vistosamente retroflesse. I fiori posso raggiungere un diametro di 7,5-8 cm. In natura la pianta vive nelle vicinanze di rocce e le sue radici spesso arrivano alla profondità di 90 cm. I bulbi sono allungati ed esigono un terriccio friabile, ben drenato e relativamente ricco di humus. Essi vanno piantati alla profondità di almeno 25 cm.

 

Lilium pumilum (o tenuiflorum) - originario della Corea del Nord, della Manciuria e della Mongolia, è una specie caratterizzata da piccoli fiori (diametro 2,5-3 cm) penduli a turbante turco, lucidi, rosso brillante, talvolta con macchiette nere. L'infiorescenza a racemo (vedi), simile a quella del Lilium martagon, è portata sullo stelo sottile, alto 50-60 cm e contiene al massimo 20 fiori. La fioritura avviene all'inizio dell'estate. Esistono delle forme a fiore giallo, a cui sono stati dati nomi di fantasia ("Golden Gleam" e "Yellow Bunting"). In Europa la coltivazione del Lilium pumilum sia in piena terra che in vaso (vedi) non presenta difficoltà, ma l'altezza dello stelo è generalmente minore che in natura e di rado si ottengono piante con più di 12 fiori.

 

Lilium pyrenaicum - originario delle montagne tra la Francia e la Spagna, ma anche dei Balcani, della Turchia e del Caucaso, è una specie naturalizzata in altri Paesi, come per esempio la Gran Bretagna, e capace di essere coltivata con successo anche in zone a clima avverso, come in Islanda. I fiori hanno la forma tipica per la sezione Martagon, con i tepali, lunghi fino a 5 cm, completamente retroflessi a formare una corolla praticamente sferica, talvolta un po' appiattita, di colore giallo tenue con macchiette molto scure, maleodorante. Le piante sono di varia altezza secondo le condizioni in cui si trovano. Lo scapo floreale può raggiungere la lunghezza di oltre un metro e le infiorescenze a racemo possono portare un numero molto variabile di fiori (fino a 12 o 15). Si conoscono numerose varietà naturali, di cui alcune venivano in precedenza considerate delle specie separate: albanicum con pochi fiori di colore giallo ambra, artvinense (della Turchia) e bosniacum (dei Balcani) con fiori di colore arancione, carniolicum (dei Balcani) con fiori di colore arancione o rosso, con la pagina esterna dei tepali tinta di verde e vistose striature marrone-porpora sulla pagina interna (rivolta verso l'esterno del fiore), jankae (Romania) con tepali gialli e verdastri alla base, macchie marrone-porpora, steli rossi, rubrum (Spagna) con fiori rosso-arancio macchiati di marrone, ponticum (Caucaso) con fiori giallo oro e macchie porpora.

 

Lilium superbum - originario dell'Est e del Centro degli Stati Uniti d'America (dal Massachusetts alla Florida e dell'Indiana ed Alabama), dove vive in zone umide e paludose, nel terreno acido. Questa è una specie molto fiorifera, che può portare, su steli alti anche oltre 2 metri, fino a quaranta fiori in un racemo piramidale. I sei tepali hanno un colore arancione con punte cremisi e sono punteggiati di marrone alla base, dove si trovano le ghiande nettarifere segnate da strisce verdi, le quali in ogni fiore formano una stella. Esistono varie forme: con fiori rossi più o meno punteggiati e gialli con le punte dei tepali rosse. I fiori penduli sono portati da pedicelli a forma di S, i quali assumono dopo la fioritura la posizione verticale esponendo le capsule dei semi in senso verticale. Questa specie si propaga facilmente per seme, ma esige un suolo molto umido e mai alcalino.

                

Lilium wallichianum - originario della zona prehimalayana del Nepal, del Bhutan e del Nord-Est dell'India, è una specie della sezione Eulirion che si trova dai 1000 ai 1500 metri s.l.m. in vallate calde in mezzo ad altra vegetazione che procura un parziale ombreggiamento. I bulbi si trovano frequentemente molto in profondità (anche 40-50 cm) e il fusto cresce spesso orizzontalmente sotto terra per emergere in tarda primavera ad una certa distanza dal bulbo. I fiori si schiudono in tarda estate durante il periodo dei monsoni e sono generalmente uno o due, di rado tre. Essi sono di forma imbutiforme con la base stretta e il bordo molto allargato (diametro fino a 18 cm) con le punte dei tepali retroflesse. I fiori sono orientati verso l'esterno quasi ad angolo retto rispetto al fusto, il quale è radicante alla base, sottile ma forte ed alto circa un metro. I fiori hanno un colore bianco crema, con sfumature verdastri al centro, e sono molto profumati. La varietà sulphureum ha fiori color giallo zolfo cangiante in bianco crema, violacei esternamente, mentre la var. neilgherrense del Sud dell'India ha fiori internamente bianchi con la gola gialla ed è color crema all'esterno. Quest'ultima varietà fiorisce molto tardi nell'anno su fusti significativamente più corti della specie tipo, ma può portare fino a quattro fiori. Il Lilium wallichianum non è rustico e dovrebbe essere coltivato in una zona ben protetta o in serra.

 

                      

                    Alcune specie rare di Lilium  nelle fotografie di John Lykkegaard (Danimarca)

 

 

LE CULTIVAR

 

Introduzione e classificazione

I numerosi ibridi dei Lilium sono frutto di complessi incroci, oggi eseguiti in tutto il mondo, ma iniziati soprattutto negli Stati Uniti d'America grazie all'intuizione ed alla dedizione di un coltivatore di origine olandese, Jan de Graaff.  Questo importante personaggio della storia dei gigli proveniva da una famiglia di coltivatori di bulbi nei Paesi Bassi, dove nacque a Leida nel 1903. Egli studiò orticoltura a Londra e brevemente lavorò nei servizi diplomatici del suo Paese, presto ottenne però un incarico nell'ambito dell'impresa della sua famiglia e fu inviato nel 1928 negli Stati Uniti. In Oregon egli si rese conto delle potenzialità della Oregon Bulb Farms e nel 1934 procedette all'acquisto di questa grande impresa (48 ettari di terreno tutto coltivato a bulbi di narcisi ed iris olandesi). L'interesse di Jan de Graaff venne presto catturato dai gigli ed egli lanciò un ambizioso programma di ibridazione. Già verso la fine degli anni cinquanta l'intera superficie produttiva dell'azienda fu dedicata alla coltivazione di Lilium. I risultati dell'attività di miglioramento genetico portarono ad importantissimi risultati. Basta ricordare i Lilium Mid-Century  e molti ben noti ibridi 'orientali' e 'a tromba'. Il significato dell'operato di Jan de Graaff è però molto più esteso. Egli riuscì a costituire una modernissima azienda basata sulle conoscenze orticole e stimolò così un rinnovamento mondiale nel settore delle geofite. Jan de Graaff scrisse alcuni libri, tra cui il famoso trattato "Lilies", e si dedicò con entusiasmo alla divulgazione delle conoscenze sulle bulbose aprendo l'enorme mercato americano a queste piante.

La tradizione delle grandi collezioni di Lilium in America Settentrionale continua tuttora; basta ricordare la strepitosa collezione di Lily Nook in Canada (vedi).

Esistono vari sistemi di classificazione delle numerosissime varietà orticole del genere Lilium, con le quali si cerca  non solo di indicare le caratteristiche principali dei fiori simili a quelli delle specie di cui gli ibridi derivano, ma si riporta anche il portamento dei fiori (rivolti verso l'alto, verso l'esterno, verso il basso). Tali classificazioni hanno un significato soprattutto nell'ambito della floricoltura professionale e delle competizioni durante esposizioni specializzate.

Per gli amatori del giardinaggio risulta particolarmente importante la forma, la dimensione e la bellezza dei fiori, l'altezza delle piante ed il periodo di fioritura. Queste caratteristiche sono specifiche dei singoli ibridi e vengono indicate pianta per pianta nei cataloghi specializzati della vendita al dettaglio.

Per permettere comunque al lettore di rendersi conto come i gigli orticoli sono stati raggruppati in Sezioni, basate sull'origine degli ibridi e sul loro aspetto, si rimanda alle informazioni contenute nella pagina dedicata alla classificazione delle cultivar del genere Lilium (vedi).

Per praticità e per semplificare ai clienti la scelta delle varietà,  nel catalogo CAT-I della Floriana Bulbose, oltre alle numerose specie e forme (varietà naturali), le cultivar di Lilium sono organizzate in cinque gruppi: di tipo asiatico, di tipo orientale, di tipo tigrinum, di tipo a tromba ed altri tipi. Le presentazioni nella colonna a sinistra di questa pagina riprendono lo schema adottato nel detto catalogo primaverile e permettono di cogliere le caratteristiche principali delle cultivar presenti nei singoli gruppi, i quali corrispondono solo vagamente alla classificazione internazionale. In particolare, il gruppo "tipo tigrinum" contiene gli ibridi a forma di turbante turco da vari incroci, ma i nuovi ibridi di Lilium speciosum, insieme ai cosiddetti orienpet (O-T) e  gli ibridi non classificabili sono inseriti tra gli "altri tipi". Il gruppo "a tromba" contiene ibridi con fiori imbutiformi, nella classificazione internazionale inseriti nelle Sezioni degli ibridi "Candidum", "Longiflorum", "Cinesi a tromba e Aureliani".

 

Lilium di tipo asiatico

La coltivazione di questo gruppo di gigli orticoli è particolarmente semplice. Infatti essi sono molto adattabili, resistenti sia alle alte temperature che a quelle basse (se lasciati interrati fino a -15°C) e sono disponibili in una larga gamma di brillanti colori. Essi sono ben adatti alla coltivazione anche in vaso, sia di dimensioni grandi per le cultivar alte (70-100 cm)  che di dimensioni contenute per le numerose cultivar di altezze medio-basse (35-60 cm). La fioritura avviene nella prima metà dell'estate. Le piante esigono un posto assolato, ma traggono vantaggio dall'ombreggiamento pomeridiano nei giorni molto caldi. Durante tutta la durata del ciclo vegetativo il substrato dovrebbe essere sufficientemente umido per non causare stress da siccità, che potrebbe compromettere la turgidità dei tessuti. La maggior parte dei gigli venduti come asiatici hanno fiori eretti, singoli o in infiorescenze, tra cui i 'Mid-century', derivati da incroci tra L. tigrinum ed ibridi del gruppo L. x hollandicum. Esistono anche ibridi con fiori doppi o semidoppi (vedi) e molte nuove introduzioni che aprono eccellenti prospettive per il futuro (vedi) .

 

 

Lilium di tipo orientale

I gigli di questo gruppo si contano tra i fiori estivi più decorativi ed eleganti. Essi sono frequentemente dotati di un profumo inebriante. La loro coltivazione è facile sia in piena terra che in vasi sufficientemente voluminosi. Prevalentemente i fiori di questi gigli si schiudono nella seconda metà dell'estate; sono grandi e generalmente rivolti verso l'esterno. Le piante emettono radici sul fusto sopra i bulbi, i quali devono essere piantati sufficientemente in profondità in terreni ottimamente drenati, ricchi (umiferi), acidi o neutri. Essi prediligono posizioni assolate. I bulbi lasciati interrati resistono a temperature fino a ca. -5°C. Per evitare danni durante l'inverno è consigliabile procedere, al termine del ciclo vegetativo, al dissotterramento dei bulbi ed alla loro corretta conservazione a temperature poco superiori ai 0°C, immergendoli in un substrato inerte solo leggermente inumidito (vermiculite, torba, trucioli), evitando scrupolosamente sbalzi di temperatura che potrebbero portare alla condensa d'acqua sulla superficie dell'involucro, causando un aumento locale dell'umidità relativa dell'atmosfera interstiziale e la conseguente moltiplicazione di funghi.

 

 

Lilium di tipo tigrinum

I gigli così definiti da Floriana Bulbose sono caratterizzati dalla forma dei fiori, molto simile a quella della specie Lilium tigrinum (lancifolium), a larga sfera leggermente schiacciata (turbante turco). Nella classificazione internazionale questi ibridi vengono generalmente attribuiti ai gigli asiatici con fiori penduli. Il colore dei fiori va dal bianco al rosso acceso. A differenza della specie Lilium tigrinum (lancifolium) la fioritura di molte varietà inserite in questo gruppo è assai precoce. I fiori non emanano quasi nessun profumo, ma sono molto attraenti per l'eleganza del portamento pendulo e per gli interessanti colori e le macchiette scure sui tepali. Queste cultivar possono essere piantate sia in piena terra che in vasi sufficientemente grandi, dato che le piante in condizioni adeguate raggiungono l'altezza di 100 cm. I bulbi devono essere piantati assai profondi (12-15 cm) in un substrato neutro o a reazione acida, mediamente umifero, ben drenato. Come la maggioranza degli ibridi asiatici, i bulbi di questi gigli sono rustici e possono rimanere interrati d'inverno senza la necessità di essere conservati in condizioni particolari, ma durante il periodo di riposo non devono mai verificarsi episodi di ristagno d'acqua.

 

 

Lilium di tipo a tromba

I gigli così definiti da Floriana Bulbose sono caratterizzati da grandi fiori ad imbuto, generalmente con un vistoso e decorativo apparato riproduttivo, con fioritura in piena estate. La loro coltivazione è facile, ma le piante raggiungono una notevole altezza (100 cm e più) e i fiori sono relativamente pesanti. Frequentemente risulta opportuno prevedere dei sostegni per il fusto per assicurare la stabilità, soprattutto delle piante coltivate in vasi, i quali devono essere di adeguata dimensione. I bulbi di queste cultivar sono di grande dimensione e devono essere piantati profondi (ca. 20 cm) per assicurare lo spazio sufficiente per lo sviluppo delle radici alla base dei fusti. Il substrato deve avere un'alta percentuale di materia organica e per assicurare la buona riuscita delle cultivar di questo gruppo risulta opportuno concimare abbondantemente durante l'accrescimento prima della fioritura. Il terriccio, preferibilmente a reazione acida o neutro, deve essere comunque altamente permeabile per evitare ristagni d'acqua. I bulbi possono rimanere interrati durante l'inverno in tutte le zone dove non si verificano freddi intensi che potrebbero causare il congelamento del substrato in profondità. Il pericolo dal gelo intenso è maggiore per le piante allevate in contenitori.

 

 

Lilium di altri tipi

L'attività degli ibridatori porta all'ininterrotta introduzione di nuove cultivar, spesso destinate più all'industria del fiore reciso che al giardinaggio amatoriale, ed a livello mondiale non mancano dunque bulbi che necessitano di trovare un maggiore impiego nei giardini dei dilettanti appassionati. Un gruppo di gigli di grande successo è costituito dagli ibridi orienpet (O-T) - "oriental x trumpet" -  riconosciuti nella classificazione internazionale come una Sezione a parte dai gigli orientali. Floriana Bulbose preferisce per ora mantenere tali gigli tra "gli altri tipi", insieme con occasionali nuovi ibridi da varie specie ed i risultati degli incroci tra gigli appartenenti a varie sezioni, come gli ibridi L-A (da incroci di gigli della Sezione "Longifolium" con i gigli asiatici), gli ibridi L-O (da incroci di gigli della Sezione "Longiflorum" con i gigli orientali), gli ibridi A-O (da incroci di gigli della sezione degli asiatici con quelli orientali) ecc. In futuro tali ibridi potranno essere inseriti in maniera ragionata nella classificazione semplificata usata dalla ditta senza creare un numero eccessivo di gruppi. La disponibilità dei gigli da classificare successivamente varia di anno in anno. Nella rassegna delle foto qui a sinistra vengono riportate delle varietà di potenziale interesse soprattutto negli anni a venire. Si consiglia di trattare le cultivar inserite in questo gruppo in maniera analoga al gruppo 'Lilium di tipo orientale'.

 

 

               

                                                Lilium TARRAGONA (ibrido orientale) con Pedrito

 

 

LA COLTIVAZIONE DEI LILIUM

Sono poche le specie e le cultivar i cui bulbi devono essere piantati poco profondi. Tale esigenza viene segnalata nella descrizione dettagliata delle singole specie o cultivar. Tutti gli altri bulbi di Lilium devono essere piantati assai in profondità (almeno al triplo dell'altezza dei bulbi). La distanza tra i bulbi è dettata più dall'effetto che il giardiniere desidera ottenere che da esigenze specifiche delle varie specie o cultivar. Risulta importante informarsi sull'altezza delle piante e prevedere un certo ingombro dovuto all'inarcamento degli steli. Per piante di bassa statura è generalmente sufficiente lasciare tra i bulbi lo spazio uguale al doppio del loro diametro (la regola uno sì, due no), mentre per piante alte può essere opportuno lasciare lo spazio pari a quattro diametri (uno sì, quattro no), oppure piantare i bulbi anche più fitti usando dei sostegni verticali sui quali fissare lo stelo man mano che esso si allunga.

E' possibile affermare che i Lilium sono tra le piante geofite a fioritura estiva quelle più facili da coltivare e con pochi accorgimenti anche giardinieri con scarsa esperienza possono ottenere ottimi risultati. Importante è la buona qualità dei bulbi, i quali dovrebbero essere praticamente privi di contaminazioni fungine, con le singole scaglie belle turgide. E' però necessario ricordare che anche da bulbi parzialmente compromessi si ottengono generalmente piante sane, magari solo un poco indebolite, che nelle stagioni successive potranno dare risultati del tutto soddisfacenti. Infatti, a molti Lilium bastano poche o anche una sola scaglia per sopravvivere e ricostituire il bulbo durante la stagione vegetativa.

I Lilium in giardino si prestano ad abbellire aiuole, angoli luminosi, zone davanti a siepi e lungo viali. Generalmente è opportuno piantare almeno tre bulbi della stessa specie/cultivar vicino per creare un insieme più importante della singola pianta, ma i gigli alti con grandi fiori possono essere sistemati ottimamente anche da soli, per esempio tra cespugli di media altezza o in aiuole con bordure monocromatiche.

Il substrato per tutti i Lilium conviene sia assai ricco, mediamente umido durante il ciclo vegetativo e tendenzialmente acido o neutro per evitare danni dalla carenza di ferro. Le specie che prediligono la reazione alcalina del substrato sono rare e vengono segnalate nella parte descrittiva di questa pagina. Anche le rare eccezioni di specie particolarmente resistenti alla siccità sono indicate nella descrizione più dettagliata a loro riservata. La fertilizzazione con un concime complesso per piante fiorite è sempre raccomandato sia poco prima della fioritura che a fioritura ultimata. Infatti, molti gigli tendono a rimanere a lungo verdi e turgidi per sintetizzare le molecole necessarie all'ingrandimento del bulbo. Con la nutrizione adeguata dopo la fioritura, avendo tolto le rimanenze dei fiori, comprese le capsule contenenti i semi, si ottengono piante decorative e sane, le quali ingialliranno solo al momento del naturale termine del ciclo vegetativo. Solo quando si manifesta la rapida senescenza delle foglie conviene sospendere quasi del tutto l'apporto artificiale di umidità. Le piante quasi completamente secche possono essere tagliate a ca. 15 cm dalla superficie del suolo. La rimanenza dello stelo potrà essere facilmente rimossa con uno strappo secco quando il bulbo sarà entrato in totale dormienza. Secondo la zona climatica ed in funzione della rusticità della specie/cultivar i bulbi potranno essere lasciati indisturbati nel terreno oppure si procederà al loro dissotterramento ed alla conservazione in un substrato inerte fino all'impianto in primavera. Sono relativamente pochi i gigli i quali devono essere piantati in autunno (vedi le pagine dei Lilium in questa guida on-line nella sezione dedicata al secondo semestre). 

La propagazione dei Lilium può essere effettuata sia agamicamente separando i bulbi moltiplicatisi e dissotterrati a fine del ciclo vegetativo, o piantando i bulbilli prodotti da alcune specie e cultivar lungo lo stelo sotto la superficie del terreno o alle ascelle delle foglie oppure separando le scaglie ed immergendole in un substrato leggermente inumidito per indurre la formazione di bulbetti di soccorso alla base delle scaglie. Tali bulbetti dovranno essere piantati in maniera simile ai bulbilli ascellari. Saranno necessari tre o quattro anni per ottenere poi bulbi sufficientemente grandi per dare vita a piante capaci di fiorire. Anche la propagazione sessuata da semi è un'operazione assai lunga. Generalmente è necessario attendere la prima fioritura, che avviene solo da quattro a sei anni dopo la prima messa a dimora dei semi maturi.  

 

MALATTIE E PARASSITI

I bulbi possono soffrire durante la conservazione a causa dello sviluppo di funghi del genere Penicillium. Risulta importante assicurare l'assenza di sbalzi termici nei contenitori nei quali durante l'inverno i bulbi vengono preservati circondati da un materiale inerte, come vermiculite, torba o trucioli. Infatti, le muffe sono in grado di svilupparsi solo ad alte percentuali di umidità relativa dell'atmosfera interstiziale o in zone soggette alla condensa. Pericolosissimi sono sacchetti di plastica, nei quali i bulbi non dovrebbero essere conservati a lungo senza la protezione di un materiale inerte dotato di una notevole inerzia termica. Spolverare i bulbi con un fungicida può ridurre i rischi della proliferazione dei Penicillium.

Durante l'accrescimento dei Lilium possono manifestarsi attacchi di Botrytis elliptica e B. cinerea. I maggiori danni si hanno quando le piantine sono appena fuoriuscite dal terreno e sono alte ca. 10 cm. Visto che la proliferazione dei Botrytis è strettamente legata all'umidità dell'aria, conviene essere parsimoniosi nelle annaffiature delle giovani piante ed assicurare a quelle in pieno sviluppo una sufficiente circolazione dell'aria. In Italia l'umidità relativa dell'aria è generalmente piuttosto bassa e in giardino gravi problemi con i Botrytis non sono comuni. In zone molte umide è però consigliabile intervenire per tempo con fungicidi specifici per evitare la formazione di brutte macchie ellittiche sul fogliame ed il conseguente indebolimento delle piante.

Le giovani piante di Lilium vengono facilmente danneggiate dalle limacce ed è consigliabile agire per prevenire i loro attacchi controllando frequentemente la microfauna presente sul lato inferiore di pietre e mattoni nelle vicinanze delle aiuole e, soprattutto, sul fondo dei vasi.

Anche i nematodi possono causare gravi danni ai bulbi attaccando la loro placca basale. Nella coltivazione professionale si ricorre alla fumigazione del suolo. Gli amatori devono cercare di evitare l'umidità permanentemente molto alta del suolo, praticando dei cicli di annaffiamento che lascino quasi essiccare il suolo prima di una nuova copiosa somministrazione d'acqua. Il corretto drenaggio del suolo è particolarmente importante.

I gigli possono essere attaccati dagli afidi, i quali non causano di per se molti danni, ma possono trasportare malattie virali che indeboliscono significativamente lo sviluppo delle piante.

In Italia il pericolo più importante per i Lilium coltivati all'aperto è costituito dal bellissimo piccolo insetto specializzato in vari generi della famiglia Liliaceae, il coleottero Lilioceris lilii (vedi) della famiglia Chrysomelidae. Se questo parassita non viene controllato per tempo, esso può causare gravissimi danni al fogliame e ridurre significativamente la vigoria delle piante, fino a causare la loro morte. Gli adulti di Lilioceris volano e sono attivi già ai primi tepori primaverili. Si accoppiano direttamente sulle piante e depongono velocemente numerose uova. Le larve, ma anche gli stessi adulti, provocano danni praticamente irreparabili. Frequenti controlli visivi delle piante e l'intervento tempestivo meccanico o con insetticidi è l'unico rimedio contro questo temibile parassita.

 

                             

                                    Lilioceris lilii                                       foto Gilles Gonthier   

 

alla pagina di Lilium da piantare in vaso nel primo semestre dell'anno

alla pagina di Lilium da piantare in piena terra nel secondo semestre

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                                  INTRODUZIONE AL SENTIERO VERDE DEI BULBI

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