FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

fonti:    naturgucker           esta_ahi

it1315922 praugrande   Nicola Prisco

Angelo Porcelli             funghiitliani      DigPeter    Marco Klüber     ataldredge

 

 

 

fonti:   van swearingen         sisudave  Peter Herring        Stuart's Photos

 

 

 

fonti:   Jane McGary          jmlwinder

Carlos Pons     jardibotanic Sóller (SP)

  Marco Klüber           ecos de pedra

    newforestnpa    SilesianBromba

      Dzwjedziak                grijsz

         Maik T           Antonio Costa

interessante sito russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:   Bob Werra        Dave Fenwick

brianrosshaslam       Uli Lorimer

Manning & Goldblatt    J.E.Shields Gardens

      petrichor         Paul Ashford

Rod Saunders             Alan Gregg

rudivs        Jim Duggan        gwashley

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:    Anniesannuals                              Christine Wakfer fernkloof              UCI Arboretum          rareplants.de    farm 215        botanic.co.il

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:    Dave Fenwick

                      Alan Gregg

                                Raewyn48

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:    AlexEdg         billnbenj

       Brenda Anderson            cee       Simonette            dragonslumber 

                 flips 99      stevetoearth    

                      

                                                   

         

 

                       Glamini ®

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

              Cultivar innovative

 

 

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  Empire State Gladiolus Society

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              Composizioni floreali

Nella famiglia delle Iridaceae, il genere Gladiolus è per vastità praticamente uguale a quello delle Iris; entrambi contengono ben oltre 200 specie. Qui di seguito vengono menzionate separatamente le principali specie presenti in Eurasia ed alcune di quelle africane. Inoltre viene accennato alla storia della costituzione delle cultivar orticole e vengono dati suggerimenti per la loro coltivazione e l'uso.

 

Le specie eurasiatiche

 

I gladioli si trovano frequentemente nei campi e luoghi incolti dell'Italia centrale e meridionale, dove fioriscono in tarda primavera e all'inizio dell'estate. Essi appartengono a varie specie e soprattutto a:

Gladiolus communis, diffuso dalla Spagna fino al Medio Oriente, in Africa settentrionale e sulle maggiori isole del Mediterraneo orientale

Gladiolus italicus, il "Gladiolo dei campi",  dotato di semi non alati, ma per l'aspetto dei fiori non facilmente distinguibile dal G. communis. Questa specie è presente quasi esclusivamente nei campi di grano. Essa è molto prolifica e i suoi cormi sono comunemente commercializzati, sia in autunno che in primavera spesso erroneamente come G. communis byzantinus

Gladiolus byzantinus, presente soprattutto nel Mediterraneo occidentale e meridionale ( in Spagna meridionale, Sardegna, Sicilia, Italia meridionale e Nord Africa).

Nelle immagini riportate qui a sinistra è possibile osservare la variabilità riscontrata e la non sempre facile identificazione delle specie. La distinzione tra le specie presenti in Italia è stata trattata con competenza da Angelo Porcelli (vedi).

In alcune zone italiane ben distinte si trovano delle interessantissime specie, le quali in maggioranza sono da considerarsi in pericolo di estinzione e sono protette.

 

Il Gladiolus italicus ha fiori con tepali non sovrapposti, di colore rosa-rosso spesso con sfumature violacee e segnali rosa chiaro-bianchi. In condizioni ideali il suo stelo può raggiungere l'altezza di 60 cm, ma generalmente non supera i 50 cm. Può portare fino a 15 fiori su ogni spiga. I fiori si aprono progressivamente dal basso verso l'alto. Fra l'altro si distingue da molti gladioli sudafricani, dai quali derivano le ben note cultivar coltivate come fiori estivi, per il fatto che i fiori sono orientati generalmente solo in due direzioni e non avvolgono completamente lo stelo fiorale. I semi non sono alati. Il colore delle 3-5 foglie disposte in un ventaglio basale è verde intenso. Fiorisce in tarda primavera o all'inizio dell'estate.

I cormi, venduti generalmente sotto il nome errato di Gladiolus communis byzantinus, vanno piantati generalmente in autunno, ma anche fino circa la metà della primavera, alla profondità almeno doppia della loro altezza e distanziati secondo la regola "uno sì, due no". In piena terra conviene lasciare i cormi indisturbati per più anni. Questa specie non esige cure particolari, ne concimazioni frequenti, ma importante è la condizione di siccità estiva perché i cormi possano riposare nel periodo più caldo dell'anno senza subire attacchi di muffe.

 

Altre specie presenti in Europa, nel Medio Oriente ed in Asia sono difficilmente reperibili per la coltivazione da parte dei giardinieri dilettanti. Visto che tutte queste specie potrebbero, a differenza delle specie africane, vivere senza particolari accorgimenti nei giardini italiani, assicurando loro solo la giusta umidità del suolo, possiamo elencare quelle più note, alcune introdotte nei giardini in Europa soprattutto nel XIX secolo, ma oggi presenti quasi esclusivamente solo in natura e nelle collezioni di orti botanici.

- In Turchia e nel Libano si trova una specie interessante di un gladiolo con fiori rosa-lilla o rosa-rossi in tarda primavera, il Gladiolus antakiensis.

- Il Gladiolus atroviolaceus è spontaneo in Grecia, Turchia, Iraq ed Iran. I fiori di questa specie sono particolarmente scuri, porpora o viola, e si schiudono in tarda primavera su spighe con i fiori rivolti tutti dalla stessa parte (unilaterali). Questa specie esige condizioni di totale siccità del substrato durante l'estate.

- Nella presentazione delle specie eurasiatiche meno conosciute può essere menzionato anche il Gladiolus dubius, la cui identità è proprio dubbia. Il nome è stato introdotto dal botanico italiano Giovanni Grussone, ma gli esperti considerano questo gladiolo solo una forma del G. italicus. Nella slideshow della colonna qui a sinistra è raffigurato un esemplare allevato negli Stati Uniti d'America, probabilmente da semi raccolti in Nord Africa. Questo esemplare vive in una zona dove le temperature invernali scendo a -10°C ed è caratterizzato da fiori particolarmente grandi e belli.

- La specie Gladiolus halophilus, originaria della Turchia, dell'Iraq e dell'Iran, fiorisce in piena primavera con fiori rosa brillante o rosso-porpora .

Assai diffuso, ma ancora di rado coltivato, è Gladiolus illyricus, originario dell'Europa occidentale, dell'Africa settentrionale, del Mediterraneo e presente anche in Turchia e nel Caucaso. In tarda primavera su steli lunghi fino 45 cm sbocciano fiori rosso scarlatto con macchie bianche (segnali) sui tepali inferiori. Le foglie sono molto strette e corte. In Italia esso è spontaneo nella regione Friuli Venezia Giulia. Di questo gladiolo si distinguono le forme 'Reuteri' e 'Anatolicus'. Talvolta viene, erroneamente, usato il nome Gladiolus communis illyricus.

- In Europa meridionale ed in Turchia, ma anche in Europa centrale ed orientale, si trova il bellissimo Gladiolus imbricatus con steli alti fino a 75 cm e fiori rossicci o porpora-viola con striature porpora scuro e bianco. Questa specie fiorisce all'inizio dell'estate. In Italia è protetta e presente nelle regioni nord-occidentali (Gladiolo piemontese). Esige un suolo umido durante il ciclo vegetativo. Le forme 'Crispiflorus', nativa della Russia meridionale, e 'Galiciensis' della Spagna nord-occidentale, non raggiungono l'altezza della specie tipo.

- Gladiolus inarimensis è un gladiolo endemico dell'Isola d'Ischia. Porta il nome antico dell'Isola (Inarime), che gli fu dato da Giovanni Gussone nel 1854, che lo incluse anche nel suo trattato Enumeratio plantarum vascularium in insula Inarime (1855). I fiori di questo gladiolo, riscontrato pure in altre parti della Campania, in Sardegna e in Toscana nella zona di Pisa, sono rosa-rossi e si schiudono a maggio o giugno. Le foglie lanceolate sono lunghe e lo stelo appiattito.

- Gladiolus kotschyanus è una specie originaria della Turchia, dell'Iran, dell'Iraq e del Caucaso. Essa raggiunge l'altezza di 75 cm ed ha fiori rosa-viola che in tarda primavera svettano nei prati ancora belli verdi delle colline delle sue zone d'origine.

- Gladiolus palustris è originario dell'Europa occidentale e settentrionale e dei Balcani. Questa specie è presente anche in Italia settentrionale, dove è protetta. Vive in prati che sono umidi durante la primavera e secchi d'estate. La sua altezza non supera i 50 cm. I fiori sono rosso-porpora e si schiudono all'inizio dell'estate.

- Gladiolus persicus è originario dell'Iran. Esso ha fiori violetto scuro in tarda primavera e all'inizio dell'estate. Questo gladiolo è molto difficilmente reperibile.

 

 

Le specie africane

 

L'elenco delle numerosissime specie originarie del continente africano esula, ovviamente, dallo scopo di questo libro on-line. Verranno nominate soprattutto quelle che sono state utilizzate dagli ibridatori per creare le cultivar oggi diffuse nella floricoltura e quelle che occasionalmente possono essere trovate in commercio.

 

Un'importante eccezione tra le specie dei gladioli africani è costituita da Gladiolus callianthus chiamato anche Gladiolus murielae, dell'Africa orientale, la cui selezione orticola viene commercializzata sotto il nome Acidanthera bicolor 'Murielae' ed in questo testo è descritta sotto tale vecchio nome del genere (vedi).

 

Tra le altre specie africane coinvolte nella costituzione delle cultivar orticole si devono ricordare soprattutto Gladiolus cardinalis, G. carinatus, G. carneus, G. cruentus, G. dalenii (comprendente Gladiolus primulinus e psittacinus), G. oppositiflorus, G. papilio e G. tristis.

 

- Gladiolus cardinalis si trova di rado in commercio, nonostante la sua significativa rusticità. Esso è originario della zona occidentale della provincia del Capo, dove cresce in suoli sempre umidi, frequentemente anche in mezzombra e lungo correnti d'acqua. Il suo nome volgare, Waterfall Gladiolus, trae origine dall'abitudine di crescere vicino alle cascate, dove anche l'aria è satura d'acqua, mentre è meno comprensibile l'altro nome, Blue Afrikaner, perché i fiori sono di colore rosso cardinale, spesso maculato di bianco sui tepali inferiori. In natura fiorisce alla fine di dicembre e viene pertanto in afrikaans chiamato Nuwejaarsblom. (Anche la parola "Afrikaner" viene dall'afrikaans e significa semplicemente "gladiolo".) Gli steli raggiungono l'altezza di 60 cm e i fiori hanno un diametro di ca. 7 cm.

- Anche Gladiolus carinatus  è originario del sudovest della provincia del Capo  e viene chiamato giustamente Mauve Afrikaner a causa del colore blu-mauve dei fiori bilobati, i quali sono anche profumati e si schiudono presto in primavera. Essi possono essere anche gialli o rosa con strisce gialle trasversali sui tepali inferiori. L'altezza della pianta è tra 30 e 60 cm. Tali caratteristiche sono state sfruttate nella creazione di particolari cultivar.

- Gladiolus carneus viene amorevolmente chiamato Painted Lady nel sudovest della penisola del Capo. Esso è alto tra 25 e 60 cm e si trova nel Sudafrica su pendii di arenaria frequentemente umidi. I fiori hanno vari colori dal bianco (forma 'Albidus', coltivata più frequentemente), al rosa e porpora, con i tepali inferiori maculati di colore più scuro. La coltivazione di questa specie e delle sue forme è assai facile. La fioritura avviene in primavera o all'inizio dell'estate.

- Gladiolus cruentus, originario del Sudafrica, porta un nome volgare molto semplice, Red Gladiolus. Infatti i suoi fiori sono scarlatti con segnali bianchi sui tepali inferiori e si schiudono in piena estate. Studi approfonditi degli ultimi decenni hanno messo in evidenza la grande confusione di nomi dei gladioli rossi sudafricani. Infatti, gli studiosi hanno accertato che sono tre le specie rosse e non è affatto chiaro quale poteva essere utilizzata nei primi incroci. Esse sono G. saundersii, G. flanaganii e il vero G. cruentus. Quest'ultima specie vive in luoghi poco accessibili, spesso nelle vicinanze di cascate e generalmente le piante si trovano in posizione ricadente lungo i pendii. Le specie qui nominate sono relativamente rustiche e superano l'inverno grazie ai loro cormi in fase di dormienza. Questa è un'altra importante caratteristica, sfruttata dagli ibridatori delle cultivar usate nei giardini ed in floricoltura, ma non è affatto chiaro quale di queste specie ha realmente contribuito in maniera decisiva alla creazione dei gladioli moderni. 

- Gladiolus dalenii è largamente diffuso, dall'Etiopia fino alla Provincia del Capo. Esso si trova in varie forme, molte delle quali in passato venivano classificate come specie separate. Tra queste il Gladiolus primulinus, di colore giallo chiaro, originario dello Zimbabwe, coltivato estesamente come tale ed usato per incroci per la costituzione dei gladioli nani. Altre forme del Gladiolus dalenii, note in inglese con il nome Parrot Lily, hanno spighe con due ordini di fiori con colori che vanno dal giallo ed arancio al rosso e porpora. I fiori sono frequentemente macchiati di giallo sui tepali inferiori. Sono state usate estesamente negli incroci. Ben nota è, per esempio, la cultivar HOOKERI con grandi fiori di colore arancione, o gialli e rossi, in cui i tepali superiori sono meno inclinati avanti di quelli della specie, il che costituisce una caratteristica importante nello sviluppo delle moderne varietà con i fiori ben aperti.

- Gladiolus oppositiflorus, chiamato Transkei Gladiolus, è originario della zone ad est della Provincia del Capo ed è importante per il grande numero di fiori per spiga (anche oltre trenta) che si schiudono d'inverno. La pianta raggiunge l'altezza di 60 cm. I fiori sono bianchi o rosa chiaro con striature marroni sui tepali inferiori. La sottospecie salmoneus, con fiori color salmone con una striscia rossa nei tepali inferiori, fiorisce invece in tarda estate. E'  facile immaginare quanto tali caratteristiche erano importanti durante il lavoro genetico sulle varietà orticole.

- Gladiolus papilio, del Lesotho e dello Swaziland, vive in zone umide, è molto robusto e prolifico. Raggiunge l'altezza di 80 cm. Esso fiorisce d'estate ed i suoi numerosi fiori (fino a trenta per spiga) sono giallognoli e verdastri con bordi porpora. Questa specie è stata una delle componenti del lavoro che ha portato ai famosi ibridi farfalla (Butterfly Hybrids).

- Gladiolus tristis è originario delle zone occidentali del Sudafrica. Necessita di un suolo umido durante tutto l'anno e nella zona d'origine può raggiungere oltre un metro di altezza. Sono note soprattutto due forme: 'Tristis' con fiori giallo-verdi e striature bruni nei tepali superiori e la forma, estesamente coltivata in giardini, chiamata 'Concolor', con fiori giallo chiaro. Il Gladiolus tristis viene apprezzato per la sua significativa rusticità, ma in Europa non è facilmente reperibile.

 

Diverse altre specie vengono coltivate nei giardini sudafricani, ma non hanno ancora trovato diffusione in Europa, nonostante molte siano di una bellezza eccezionale ed alcune emanino un profumo inebriante. Seguono alcuni esempi di tali specie.

- Gladiolus alatus cresce generalmente in suoli sabbiosi del sudovest della Provincia del Capo con steli a zigzag, lunghi fino a 25 cm. I fiori sono di colore arancione-rosa salmone, giallo e verde, molto appariscenti. Fiorisce in primavera ed è profumato.

- Gladiolus cunonius si trova nella Provincia del Capo, dove cresce soprattutto in suoli sabbiosi e raggiunge l'altezza massima di 70 cm. Le spighe sono lunghe ed incurvate. Esso ha fiori di una forma curiosa, con il tepalo dorsale marcatamente più grande degli altri, a forma di un cucchiaio. Il colore prevalente dei fiori è rosso-arancione, con i tepali inferiori rivolti verso avanti e di colore giallo o verde.

- Gladiolus emiliae, originario dell'ovest della penisola del Capo, alto fino 60 cm, si distingue per la colorazione attraente dei fiori giallastri o marrone chiaro con vistose macchiette marroni o porpora.

- Gladiolus liliaceus, chiamato Large Brown Afrikaner, proviene dalle zone vicino al mare nell'est del Sud Africa, dove vive su pendii argillosi. Raggiunge l'altezza di 70 cm e presenta generalmente sei fiori per spiga. I suoi fiori sono larghi, di colore bruno con giallo e con la gola verde chiaro, talvolta con disegni a macchie o strisce marroni o rosso scuro. I bordi dei tepali sono ondulati  Di notte questi fiori appaiono blu-mauve ed emanano un forte profumo per attrarre gli impollinatori.

- Gladiolus rudis originario di declivi in arenaria della Provincia del Capo, alto tra 20 e 50 cm, in primavera porta fiori color crema o rosa chiaro con un'elegante macchia a forma di giavellotto, gialla con bordo porpora,  sui tepali inferiori.

- Gladiolus splendens dell'ovest del Sudafrica in suoli argillosi vicino a correnti d'acqua, alto tra 50 e 100 cm, in primavera ha fiori rosso brillante e verdi in spighe ricurve.

- Gladiolus variegatus della penisola del Capo, fiorisce in primavera con uno a quattro fiori per stelo. Poco noto, ma assolutamente affascinante per i fiori bianchi con macchie rosso scuro sui tre tepali inferiori, rivolti verso avanti. Può raggiungere l'altezza di 40 cm. Il tepalo dorsale è il più lungo e protegge gli stami come un cappuccio. Questa specie può costituire il sogno di ogni collezionista di piante geofite ornamentali.

 

Tutti questi gladioli formano cormi, i quali permetterebbero la loro conservazione ed il trasporto per essere acclimatati in Europa. Infatti, solo poche specie del Sudafrica sono più o meno sempreverdi e dotati di rizomi anziché di cormi. E'  ovvio che rimangono ancora molte possibilità per arricchire i giardini degli amatori del giardinaggio nell'emisfero boreale con nuove introduzioni di specie del genere Gladiolus.

 

Informazioni dettagliate sui gladioli africani possono essere trovati nelle pubblicazioni di Peter Goldblatt e collaboratori. Vengono segnalati: "Gladiolus in Tropical Africa" del 1996, "Gladiolus in Southern Africa" del 1998  e  "The Color Encyclopedia of Cape Bulbs" del 2002 (vedi).

 

 

Le cultivar orticole

 

I gladioli nani e la loro coltivazione

L'inizio del lavoro di selezione ed ibridazione dei gladioli risale agli anni venti del XIX secolo, quando venne introdotto il primo ibrido, Gladiolus xcolvillei, che ricorda il vivaista James Colville di Chelsea vicino Londra. Questo ibrido fu il risultato dell'incrocio tra G. cardinalis e G. tristis che aprì la strada ad una serie di fortunati incroci che portarono alla costituzione di un intero gruppo, noto come "gladioli nani" o, in maniera non appropriata, come Gladiolus nanus. Sono gladioli non inclusi nella classificazione internazionale, alti al massimo 60-70 cm, generalmente con 6-7 fiori per spiga, creati inizialmente soprattutto da orticoltori che lavoravano nelle isole della Manica. Dai primi incroci sono ancora oggi in commercio le varietà "G. ackermanii" e l'ottima THE BRIDE, frequentemente indicata come G. colvillei THE BRIDE.  Infatti, non di rado le interessantissime cultivar del gruppo dei gladioli nani vengono indicate anche con il nome della specie, del gruppo o del primo ibrido a cui più assomigliano. Oltre l'ibrido bianco, G. colvillei 'Albus' o THE BRIDE, si possono così segnalare G. dalenii ATOM con fiori rossi con bordi bianchi, G. nanus ELVIRA con fiori rosa e macchie rosse, G. nanus HALLEY con fiori bianco crema striati di rosso, G. nanus NYMPH  con fiori bianchi con macchie rosse, G. primulinus MIRELLA con fiori di colore rosso brillante, G. ramosus ROBINETTA con fiori di colore rosso scuro, G. thubergenii CHARMING BEAUTY di colore rosa. Tuttora continua il lavoro di ibridazione e vengono introdotte delle nuove cultivar di gladioli nani.

 

I gladioli nani sono particolarmente graziosi in gruppi. Non necessitano di sostegni e sono dunque adatti ad essere usati come elementi decorativi anche nelle aiuole o nelle bordure visibili da più lati. I loro fiori si schiudono dal basso verso l'alto delle spighe e anche se appassiti non deturpano l'aspetto, essendo i fiori relativamente piccoli. Di particolare interesse sono i disegni fini e ben definiti nei tepali, soprattutto quelli inferiori. Questi gladioli possono essere recisi e si mantengono bene in acqua, ma il loro posto giusto è nel giardino o in fioriere, dove danno soddisfazioni che in Italia sono ancora troppo poco conosciute dai giardinieri dilettanti.

 

I cormi vanno piantati alla profondità almeno tripla della loro altezza in un comune suolo di giardino e più profondi, ca. 10 cm, in un suolo sabbioso. Importantissima è la permeabilità del substrato e la posizione in pieno sole. In Italia il periodo di messa a dimora può essere molto protratto: dalla fine di marzo fino all'estate. Piantando i cormi in vari periodi è infatti possibile ottenere la fioritura scaglionata. Le piante fioriscono circa tre mesi dopo la messa a dimora. Durante il ciclo vegetativo è necessario annaffiarle regolarmente e, se si desidera sostenere la loro propagazione, sarà opportuno apportare a 5 o 7 settimane dalla messa a dimora, , insieme all'acqua dell'irrigazione, due volte un fertilizzante liquido per piante fiorite. Dopo la fioritura conviene asportare solo la cima della spiga ed attendere la senescenza naturale delle foglie. In climi caldi, dove si verificano solo brevi gelate invernali, è possibile lasciare i cormi in terra per più anni. Essi si rinnovano ogni anno completamente e, se d'inverno il suolo non è troppo umido, si mantengono generalmente molto bene. Dopo pochi anni si verificherà però un eccessivo affollamento e in autunno sarà necessario separare i cormi dai nuovi cormetti, conservarli in torba, trucioli o vermiculite e ripiantarli in primavera. Dove l'inverno è molto rigido, si dovrà procedere al dissotterramento ogni anno.

 

I gladioli possono essere propagati facilmente per seme. Generalmente si ottiene la fioritura delle piante solo nel secondo o, più frequentemente, nel terzo anno dopo la semina. Conviene allevare le piante in un semenzaio durante i primi due anni, dissotterrare i cormi alla fine del secondo anno, conservarli a regola d'arte durante l'inverno e piantarli nella posizione definitiva per la fioritura nel terzo anno.

 

 

I gladioli a grandi fiori e la loro coltivazione

Nel XIX secolo iniziò il lavoro genetico e Louis Van Houte ebbe successo con l'incrocio tra le specie Gladiolus cardinalis e G. psittacinus (oggi classificato come G. dalenii) ottenendo, per esempio, ibridi denominati G. x citrinus (fiori gialli) e G. xbrenchleyensis (rosso chiaro). Notevoli risultati conseguì alla fine del '800 Max Leichtlin in Germania e Victor Lemoine in Francia. Quest'ultimo creò il famoso G. xlemoinei, a fioritura precoce con fiori rosa-rossicci molto grandi - del diametro di 15 cm - incrociando un ibrido noto come G. xgandavensis con G. purpureo-auratus  (oggi chiamato G. papilio). Molti altri contributi furono dati da ibridatori europei e statunitensi coinvolgendo vari ibridi e specie, tra cui risulta importante Gladiolus nebulicola (originario della zona delle Cascate Vittoria in Zimbabwe, noto anche come G. primulinus ed oggi considerato una forma di G. dalenii).

 

Il numero di ibridi è cresciuto enormemente nel XX secolo e sono stati intrapresi tentativi di classificarli. Oggi viene accettata soprattutto la classificazione secondo il North American Gladiolus Council, il quale assegna i gladioli a grandi fiori prevalentemente al gruppo Ibridi Grandiflora, e li distingue per il nome della cultivar e tre numeri per descrivere la grandezza dei fiori, il colore e l'intensità (o la variazione) del colore. Inoltre vengono indicati con numeri l'altezza delle piante e il numero dei boccioli per spiga.

 

Gli ibridi ottenuti con incroci con le forme della specie africana Gladiolus dalenii vengono assegnati al gruppo degli Ibridi Primulinus, i quali si distinguono per spighe con 14-19 fiori ad imbuto e con margini lisci, distribuiti in maniera alterna lungo la spiga. Il tepalo superiore è inclinato avanti a forma di un cappuccio sopra i tepali centrali più larghi. Alcuni ibridi con queste caratteristiche potrebbero comprendere i gladioli nani, ma in tali casi determinante per la classificazione risulta il numero dei fiori per spiga, il quale si traduce anche in una notevole altezza delle piante considerate come Ibrido Primulinus.

 

Il terzo gruppo secondo la suddetta classificazione sono gli Ibridi Orchidiola. Tali gladioli sono stati sviluppati soprattutto in Israele e derivano da incroci tra Gladiolus tristis e G. xgandiflorus. Si tratta di gladioli con una notevole resistenza al freddo (chiamati anche Gladioli autunnali), alti tra 85 e 200 cm, con numerosi fiori di grandezza media, generalmente monocolore, di cui sette o otto rimangono simultaneamente aperti a lungo (2 settimane) sulle spighe recise e tenute in acqua. Questi gladioli vengono usati prevalentemente per la produzione di fiori recisi durante i mesi invernali e primaverili.

 

Un risultato del miglioramento genetico degli ultimi anni, compiuto in Olanda dalla Cooperative Plant Breeders Association "For Ever u.a.", sono i gladioli a grandi fiori su piante di ridotta altezza (non più di 50-70 cm) chiamati Glamini® (vedi). Per gladioli di questo tipo esiste sicuramente un'ottima possibilità di recuperare l'affetto dei giardinieri dilettanti, i quali negli ultimi anni, forse perché i gladioli a stelo lungo e fiori grandi dominano nel mercato dei fiori recisi, hanno sempre di più preferito altre piante fiorite. Potrebbe anche darsi che il minore interesse per i gladioli alti è dovuto al fatto che essi devono essere spesso sorretti da tutori. I gladioli Glamini®  non abbisognano di alcun sostegno (vedi). I cormi di queste cultivar sono leggermente più piccoli di quelli delle cultivar alte, ma altrimenti non si distinguono in alcun modo.

 

La coltivazione dei gladioli a grandi fiori in giardino non presenta difficoltà. Il suolo deve essere molto permeabile e profondo, perché i grandi cormi di questi gladioli devono essere piantati ad una profondità non inferiore ai 15 cm ed alle radici devono essere a disposizione  altri ca. 15 cm di terriccio lavorato. Molto conveniente è la coltivazione in terreni sabbiosi, ma soprattutto in questi risulta praticamente sempre necessario un sostegno delle piante alte, le cui infiorescenze possono diventare assai pesanti. Le nuove varietà a sviluppo contenuto non hanno di solito bisogno di alcun sostegno. La distanza tra i cormi dovrebbe essere idealmente di 15-20 cm, ma i gladioli possono essere coltivati anche più vicini uno all'altro, soprattutto se sistemati in cerchi costituiti da un'unica varietà. L'esposizione deve essere in pieno sole oppure in una zona dove nel pomeriggio le piante sono protette dall'eccessivo caldo, consentendo una fioritura più lunga. Quattro settimane dopo la messa a dimora deve iniziare la somministrazione di un concime per piante fiorite, alto in potassio. Conviene somministrarlo insieme con l'acqua irrigua tre o quattro volte a distanza di una settimana, diluito a metà della dose consigliata sulla confezione. Le annaffiature devono essere regolari fino al completamento della fioritura. I gladioli tenuti in giardino sfioriscono progressivamente dal basso della spiga e conviene togliere i fiori appassiti. Le piante devono essere lasciate indisturbate anche dopo la fioritura ed annaffiate in maniera da umidificare bene il suolo ogni volta che esso si essicca in profondità. I cormi producono generalmente molti piccoli cormi intorno al cormo che si rinnova durante il ciclo vegetativo. In climi dove non si verificano gelate invernali, i cormi possono rimanere indisturbati per circa tre anni. La proliferazione delle piante può portare ad affollamenti eccessivi che necessitano del dissotterramento dei cormi alla fine del ciclo vegetativo.  In questa maniera si evita che i cespi smettano di fiorire e produrre solo foglie. I cormi vanno separati dal fusto sovrastante con un taglio netto con forbici da giardino. Devono essere poi liberati dai nuovi cormetti ed asciugati all'ombra.  I resti della vegetazione vanno distrutti ed allontanati dal posto dove avviene l'essiccamento dei cormi per evitare possibili infezioni. Appena possibile è consigliabile staccare dalla base del nuovo cormo quello raggrinzito dell'anno precedente e poi conservare i cormi in un luogo ben aerato e fresco, al riparo di anche brevi eventi di gelo.

 

I gladioli a grande sviluppo sono disponibili come cormi di vari calibri. Più grande è il cormo, più alto e robusto sarà lo stelo fiorale. Generalmente anche cormi sani relativamente piccoli produrranno fiori. Importante è che essi siano ben formati e all'acquisto si presentino turgidi, ma non troppo secchi. Essi devono essere sani, senza zone molli ne segni della presenza di muffe.

 

Gli ibridi a grandi fiori si prestano particolarmente bene alla coltivazione come sfondi colorati dei giardini, dove non deve però mancare una buona circolazione dell'aria intorno alle piante. Spesso le varietà alte vanno coltivate per raccogliere i steli fiorali recisi. Questi si prestano particolarmente bene alla preparazione di composizioni fiorali. Quando la spiga viene recisa è importante valutare la quantità di tessuti verdi che rimarranno per nutrire il nuovo cormo. Nella floricoltura industriale vengono estratte le piante intere dal suolo e la base, comprendente il cormo, viene scartata. Il giardiniere che desidera mantenere vive le sue piante negli anni dovrà rinunciare a spighe eccessivamente lunghe per concedere alle piante di produrre nuovi cormi sufficientemente grandi.

 

I gladioli a grandi fiori caratterizzati dallo sviluppo contenuto, come i Glamini®, sono adatti anche a formare gruppi in aiuole o in bordure lungo i viali e vialetti.

 

In zone a clima freddo è necessario dissotterrare i cormi ogni anno, separare i piccoli cormi e staccare  con delicatezza e scartare il resto del vecchio cormo dalla base di quello nuovo. La conservazione durante l'inverno deve essere fatta in un luogo buio, asciutto e ben aerato, possibilmente immergendo i cormi in trucioli, torba secca o vermiculite.

 

Svariate malattie e parassiti possono attaccare i gladioli, ma in Italia non si verificano generalmente importanti danni alle colture amatoriali. Conviene controllare frequentemente lo stato delle piante per poter intervenire rapidamente contro le limacce e piccoli insetti, come tripidi e afidi.

 

La scelta delle varietà di gladioli a grandi fiori è necessario lasciarla agli stessi amanti del giardinaggio e qui non vengono indicate preferenze. E'  possibile affermare che per la coltivazione in giardino sono in generale convenienti i miscugli di varietà, possibilmente dello stesso tipo e della stessa altezza. Anche la scelta dei gladioli a basso sviluppo (per esempio dei Glamini®) dipende solo dai gusti dei giardinieri, ma è preferibile coltivare queste varietà in gruppi omogenei delle singole varietà.

 

 

 

alla pagina di Gladiolus in vaso

 

alla pagina di Gladiolus da piantare in autunno

                                                                                   Verifica disponibilità nel catalogo CAT-I

 

         

              Esposizione di nuovi ibridi ad  un convegno del North American Gladiolus Council

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                                  INTRODUZIONE AL SENTIERO VERDE DEI BULBI

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