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Hermodactylus tuberosus

 

La pianta è nota in Italia con il nome volgare "bella vedova" o "bocca di lupo". Il nome scientifico è derivato dal nome del dio Hermes (in latino Mercurius) e dalla parola greca dactylos (dito), con riferimento all'aspetto dell'apparato radicale tubercolato. Le esili foglie sono lineari quadrangolari, più lunghe dello scapo florale che porta un solo fiore. Il perigonio è composto da lacinie esterne, riflesse vellutate viola-marrone, e da quelle interne erette, di colore giallo verdastro. L'ovario uniloculare si prolunga in un breve stilo con tre lunghi stimmi petaloidei gialli.

Hermodactylus tuberosus è generalmente coltivato in piena terra, ma può essere piantato con successo anche in recipienti sufficientemente profondi per portare un tocco di semplice bellezza su un balcone o un terrazzo. Affascinante è soprattutto la superficie vellutata dei vessilli se osservata da vicino. I rizomi tuberosi vanno piantati in autunno ad una profondità di ca. 5 cm vicino l'uno dall'altro per formare durante l'accrescimento un ciuffo denso. Il suolo può essere di qualsiasi tipo. Durante il ciclo vegetativo non deve mancare l'umidità nel substrato, mentre durante il riposo estivo è sufficiente annaffiare il vaso ogni due settimane.

 

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