FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

Numerose informazioni sul nome, la storia e gli ibridi derivati si trovano nella pagina dell'Amaryllis belladonna nella sezione Da piantare in primavera in piena terra (vedi).

I bulbi di Amaryllis belladonna devono trovarsi in un terreno arido durante l'estate. Gli steli fiorali spuntano in piena estate e soprattutto dopo le prime piogge al termine del massimo calore estivo. Il fogliame cresce in autunno e rimane verde fino a maggio.

                                              foto J.S.

 

Fiore bianco di una pianta frutto di un incrocio intergenerico (xAmarygia)

 

 

Amaryllis belladonna

                                                                        

Correttamente il nome Amaryllis deve essere applicato solo a due specie di origine sudafricana: Amaryllis belladonna, comunemente disponibile sul mercato e Amaryllis paradisicola (vedi), scoperta solo recentemente (nel 1972), descritta da D.Snijman nella rivista Bothalia nel 1998 e praticamente introvabile in Europa. Frequentemente il  nome  Amaryllis  viene usato per un genere sudamericano, Hippeastrum, a fioritura prevalentemente primaverile, ma del quale certi ibridi vengono spesso forzati per ottenere la fioritura invernale. Per controllare la disponibilità di Hippeastrum è necessario consultare i cataloghi CAT-I e Cat-IV della Floriana Bulbose (vedi).

 

Amaryllis belladona è una specie a fioritura di fine estate o inizio autunno. Viene anche chiamata Femmina nuda, perché gli scapi fiorali, alti 50-60 cm crescono direttamente dal bulbo prima delle foglie. Questa specie non ama il trapianto e i grandi bulbi piantati in primavera (dal CAT-I) o all'inizio di settembre (dal CAT-V) fioriscono generalmente solo nel secondo anno dopo l'impianto.

I bulbi devono essere piantati alla profondità pari a 1,5 volte l'altezza del bulbo. Saranno dunque ben coperti in vasi sufficientemente ampi dal terriccio che deve essere permeabile e relativamente ricco. Importante è la totale siccità estiva. Infatti, sono le prime piogge di fine estate a svegliare queste piante. Dopo la fioritura dei ricchi racemi di grandi fiori rosa, eventualmente striati di bianco, dolcemente profumati soprattutto nelle giornate calde, si cominciano a formare i semi, ma è opportuno togliere le capsule che li contengono per favorire l'ingrossamento e la divisione del bulbo. Le foglie verde scuro, lucide e turgide crescono durante l'autunno e devono superare bene l'inverno per nutrire il bulbo. Le piante tollerano episodi di lieve gelo, ma le foglie vengono danneggiate dal gelo sotto - 5°C. Le foglie rimangono verdi fino ai mesi di aprile o maggio e non devono essere tolte ne deve essere tentato il trapianto dei bulbi prima del completamento del ciclo vegetativo. Due o tre concimazioni con un fertilizzante liquido per piante fiorite possono essere somministrate quando la pianta si trova in crescita.

 

In Sudafrica si trovano alcune forme naturali dell'Amaryllis belladonna, tra cui anche la forma bianca, 'Alba', molto più rara della specie base e praticamente introvabile in Europa. Occasionalmente sono disponibili sul mercato europeo piante con fiori bianchi, eventualmente con la gola gialla, simili nel loro portamento e nella forma del fiore a quelli della specie base Amaryllis belladonna. Si tratta di risultati di complesse ibridazioni che hanno coinvolto un'altra Amaryllidacea, la Brunsvigia, e vengono pertanto denominate xAmarygia. Esistono anche numerose Amarygie con fiori di varie tonalità di rosa, nonché bicolori (rosa e bianco) e mauve.

 

 

   

Amaryllis belladonna

Come mostrato in queste immagini, i bulbi piantati in vaso ad agosto possono fiorire già a settembre dello stesso anno. Generalmente però emettono solo foglie e fioriscono nell'estate successiva.

                                                                                                                          foto J.S.

 

 

►Amaryllis da piantare in estate in piena terra

 

►Amaryllis belladonna: numerose informazioni sulla specie, la storia, la coltivazione, gli ibridi intergenerici

 

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