FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

Indice della pagina "Tulipa in piena terra":

Introduzione

Periodo di fioritura

La messa a dimora dei bulbi

Le esigenze idriche dei tulipani

La fertilizzazione

Parassiti e malattie

LE SPECIE E LE CULTIVAR: Le specie (Gruppo 15), Le cultivar: Gruppo 12 (kaufmanniani), Gr.13 (fosteriani), Gr.14 (tipo greigii), Gr.1 (precoci semplici), Gr.2 (precoci doppi), Gr.3 (trionfo), Gr.4 (Darwin), Gr.5 (liliumformis), Gr.6 (tardivi semplici), Gr.7 (sfrangiati), Gr.8 (viridiflora), Gr.9 (Rembrandt), Gr.10 (pappagallo), Gr.11 (tardivi doppi).

 

A Keukenhof in Olanda

 

Campi di tulipani in Olanda

 

Audrey Hepburn tra i tulipani

 

Fiori a Keukenhof nel 2006

 

Campo di tulipani in Olanda

 

T. FOXTROT, foto L.A.

 

Tulipani "nei boschi"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tulipani con viole del pensiero e iris

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tulipa sylvestris, foto di Paul H.Schulte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La bellissimma T. ANGELIQUE nelle splendide foto di Mimmi Elg   (fonte)

 

N.B. Questa pagina contiene molte foto e slideshow.

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 Può succedere che alcune foto non si aprono al primo tentativo.

Tulipa   specie, forme e cultivar

 

Introduzione.

Nei vari siti della Floriana Bulbose è possibile trovare molte informazioni sui tulipani. In particolare si rimanda  alla scheda tecnica riguardante queste piante nel sito www.amo-bulbi.it ed alle fotografie presenti nelle varie sezioni del sito www.bulbi.net.

Risulta senz'altro importante conoscere i vari tipi di tulipani secondo la classificazione internazionale, riportata schematicamente nella scheda tecnica Tulipani e come esempi anche più avanti in questa pagina, ma, dal punto di vista pratico, la prima informazione più importante che ogni giardiniere interessato a queste piante dovrebbe acquisire è quella riguardante la necessità per ogni specifico tulipano di essere dissotterrato annualmente o adatto ad essere lasciato indisturbato nel terreno per più anni. Nel catalogo CAT-III è presente una lista delle cultivar e specie le quali possono essere coltivate in Italia senza essere dissotterrate ogni anno. I tulipani di tale lista fioriranno bene per tre o quattro anni nello stesso posto se avranno ottenuto le adeguate cure, le quali si limitano a poche operazioni e cioè : l'impianto alla profondità corretta, l'apporto sufficiente di umidità durante il ciclo vegetativo, la fertilizzazione nel periodo della fioritura, il completamento del ciclo vegetativo dell'intera pianta (asportando solo l'ovario dopo la fioritura, senza recidere lo stelo fiorale), l'allontanamento delle piante infestanti, la sostanziale siccità del substrato nei mesi estivi durante il riposo dei bulbi.

 

Periodo di fioritura.

Tutti i tulipani fioriscono dopo la stagione fredda invernale, taluni anche nella primavera tardiva. L'abominevole prassi di forzare i tulipani in condizioni artificiali è l'unica ragione per la presenza in commercio di fiori già in autunno o a Natale. Ogni giardiniere dovrebbe boicottare il commercio di tali fiori per impedire che una pianta tipicamente primaverile, e in molte parti del mondo considerata l'emblema della rinascita della natura, venga declassata dagli imprenditori avidi di guadagno ad un puro oggetto costoso di consumo fuori stagione.

Perché le piante crescano adeguatamente, è meglio che dai bulbi si sviluppino le radici subito dopo l'impianto a temperature non eccessivamente alte, tipicamente autunnali. Poi sarà necessario un periodo freddo, il quale aumenta la sensibilità al fitormone auxina. La crescita delle piante avviate così correttamente alla fioritura, riprenderà con i primi giorni più caldi della primavera.

In natura i tulipani vivono in condizioni disparate e si trovano anche sui rilievi asiatici, dove la fioritura avviene in tarda primavera o all'inizio dell'estate. Con opportune cure ed accorgimenti i bulbi di alcune specie e cultivar possono essere conservati molto bene fino a febbraio o marzo, come avviene nei citati ambienti montani. Con tali bulbi è possibile ottenere la fioritura ritardata senza incorrere in prassi contro natura e prolungare così la stagione della fioritura dei tulipani di alcune settimane nel primo anno di coltivazione. Ovviamente, le piante lasciate in terra più anni fioriranno successivamente nel periodo primaverile normale.

 

La messa a dimora dei bulbi.

I bulbi dei tulipani possono essere piantati durante l'autunno ed anche all'inizio dell'inverno se non sussiste il pericolo di forti gelate. Infatti, i bulbi piantati in un periodo in cui possono iniziare a sviluppare il loro apparato radicale sono naturalmente protetti contro gli eventi di gelo. Risulta molto importante piantare i bulbi alla profondità giusta: in suoli pesanti e di medio impasto alla profondità corrispondente al doppio fino al triplo dell'altezza del bulbo stesso (p.es. un bulbo alto 5 cm sarà coperto da 10 cm di suolo di medio impasto). In substrati leggeri e sabbiosi conviene piantare ad una profondità maggiore. I bulbi piantati alla giusta profondità tendono a suddividersi meno e rifioriscono meglio nell'anno successivo al primo impianto. Per evitare grandi delusioni con tulipani nel secondo anno dopo l'impianto è comunque importante controllare se la data cultivar risulta tra quelle adatte ad essere lasciate indisturbate per più anni (CAT-III).

La distanza tra i bulbi dovrebbe essere almeno pari al loro diametro. Il mantenimento di una distanza costante è importante in impianti formali in aiuole, bordure e parterre geometrici. Impianti liberi conviene effettuarli possibilmente in cerchi dedicati alle singole specie o varietà. Non è consigliabile procedere all'impianto secondo il metodo strano escogitato da certi teorici, i quali suggeriscono di lanciare manciate di bulbi davanti a se e piantarli dove cadono. In natura i tulipani si propagano agamicamente per divisone dei bulbi o tramite la disseminazione. In entrambi i casi si formano dei gruppi tendenzialmente circolari oppure ovoidali sui pendii. Riprodurre tali forme risulta la soluzione ideale anche in giardini naturali.

I tulipani hanno bisogno di molta luce per svilupparsi al meglio. I bulbi dovrebbero essere dunque piantati in zone soleggiate, ma, nel caso si disponga di un luogo dove ci sia ombra nel pomeriggio, potrà essere assicurata una fioritura più prolungata. Non conviene piantare tulipani in fitti boschi, neppure a foglia caduca, ma grandi aiuole nelle vicinanze di alti alberi decidui possono essere particolarmente attraenti, come dimostrano le esperienze nel famoso parco Keukenhof in Olanda .

 

Le esigenze idriche dei tulipani.

La maggioranza dei tulipani è originaria di zone dove gli autunni sono moderatamente umidi, gli inverni freddi e la primavera è umida ed arriva tardivamente per poi esplodere violentemente in un'estate precoce. Queste condizioni non sono prevalenti in Italia. In molte zone manca il sufficiente freddo invernale ed anche le cultivar adatte ad essere lasciate per più anni nel suolo subiscono un progressivo deterioramento.

In generale conviene assicurare una moderata umidità del suolo durante l'autunno dopo aver piantato i bulbi e subito annaffiato abbondantemente per stimolare la crescita delle radici. Durante l'inverno non risulta necessario apportare acqua, mentre nel caso di una primavera tendenzialmente siccitosa è necessario annaffiare frequentemente. Anche durante la fioritura è conveniente assicurare ai tulipani abbondante umidità, evitando però sempre di bagnare i fiori, soprattutto se ancora aperti prima della chiusura serale. Durante l'estate i bulbi lasciati nel suolo non dovrebbero stare a contatto con l'acqua libera. Pertanto è da evitare di lasciare i tulipani in aiuole abbondantemente annaffiate. Nello stesso tempo è però anche vero che i bulbi giovano di condizioni più fresche di quelle che si verificano frequentemente in zone completamente esposte all'alto calore delle aride estati italiane, dove il terreno se essicca in profondità. Dissotterrare e poi conservare i bulbi di tulipani fuori terra sono operazioni relativamente laboriose, ma in molte zone sono le uniche procedure che evitano danni da essiccamento o da eccessiva umidità nel periodo caldo.

 

La fertilizzazione.

I tulipani in coltivazioni amatoriali dovrebbero essere fertilizzati per la prima volta con un concime liquido per piante fiorite al momento della fioritura o poco prima, ripetendo l'operazione settimanalmente almeno quattro volte. In parchi o impianti estesi può essere applicato anche un fertilizzante granulare a lento rilascio, programmando il picco della disponibilità dei nutrienti nel periodo dell'antesi. In impianti annuali non è generalmente necessario procedere alla fertilizzazione, perché il bulbo contiene sufficienti riserve per assicurare la fioritura.

 

Parassiti e malattie.

I maggiori danni ai tulipani si registrano durante la conservazione dei bulbi provenienti dalla coltivazione e dal raccolto non ottimali. Tali bulbi vengono attaccati dal fungo Fusarium oxysporum (tulipae) che copre i catafilli esterni marroni con strati di muffa di colore bianco che rapidamente consuma l'intero bulbo. Partite attaccate dal Fusarium dovrebbero essere scartate.

Durante la conservazione prolungata dei bulbi di tulipani può verificarsi l'attacco da Penicillium. Generalmente la muffa di colore blu si sviluppa sotto i catafilli esterni. I bulbi reagiscono formando delle brutte zone sclerotiche intorno alle colonie del fungo, ma solo di rado tali infezioni causano il deterioramento dell'intero bulbo, il quale rimane generalmente capace di germogliare. Forti attacchi di Penicillium rilasciano però sostanze che causano effetti negativi a carico dei fiori. Nel caso durante la conservazione si sviluppi una infezione da Penicillium, conviene applicare un fungicida in polvere e non tardare a piantare i bulbi.

La placca basale dei bulbi di tulipani può essere attaccata dal fungo Phytophtora, causando gravi danni alla zona dalla quale emergerebbero le radici. Bulbi che sopravvivono al attacco producono piante nane che non fioriscono. Risulta particolarmente importante controllare i bulbi al momento dell'acquisto per la turgidità della placca basale. Se l'attacco di Phytophtora viene osservato nei bulbi di produzione propria è necessario evitare di ripiantare tulipani nella zona di provenienza delle piante infette e ridurre al minimo la presenza di acqua libera nel suolo nei nuovi impianti, perché le spore del fungo si diffondono proprio nell'acqua.

Due funghi specifici dei tulipani, Botrytis tulipae e Sclerotium tuliparum, possono causare gravi danni in impianti produttivi, ma non devono generalmente preoccupare i coltivatori amatoriali attenti durante la scelta di bulbi sani in commercio. Zone produttive infettate dai suddetti funghi devono essere scartate per successivi impianti.

Anche le malattie virali dei tulipani non costituiscono un problema per i giardinieri amatoriali, ma sono temute dai produttori.  Un caso del tutto particolare è quello del virus del mosaico del tulipano (TBV), responsabile di vistosi e spesso molto attraenti effetti di scolorimento dei tepali (color breaking), soprattutto in tulipani monocolore rosso, arancione, porpora, blu e marrone. Agli effetti del TBV erano dovuti già i famosi tulipani fiammati del XVII secolo in Olanda, venduti nei primi decenni del secolo anche a prezzi sbalorditivi durante la Tulipomania vedi.

 

Il virus del mosaico del tulipano viene trasmesso esclusivamente da afidi o tramite ferite delle piante causate dall’uomo durante le prassi di coltivazione. Il virus indebolisce le piante e solo poche varietà virusate sono sopravissute nei secoli grazie alla loro straordinaria vigoria. Attualmente si conosce una sola cultivar presente già nel 1620 che porta i tipici sintomi da virosi causate dal TBV, coltivata tuttora da alcuni coltivatori molto specializzati. Questa cultivar, denominata "Zomerschoon", presenta gli affascinanti sintomi nel fiore, ma non è portatrice di TBV. Si conoscono altre cultivar costituite nei secoli successivi alla Tulipomania, infette dal TBV, coltivate tuttora per le loro caratteristiche straordinarie. In Olanda esiste un'unica istituzione preposta alla salvaguardia di tali cultivar storiche, il Hortus Bulborum di Limmen.                                                                                                                                                         Nella produzione di bulbi di tulipani in Olanda, il TBV costituisce tuttora un problema fitosanitario. Le infezioni vengono controllate con misure di selezione e protezione a base di aficidi. Ognuno dei 22000 campi di tulipani olandesi viene ispezionalo annualmente una o due volte dal servizio fitosanitario nazionale. Le piante in crescita vengono controllate visivamente e in caso di un’incidenza superiore allo 0,5% di piante attaccate dal virus si procede all’estirpazione di tutte le piante infette. Questa prassi viene seguita direttamente dal 75% dei coltivatori, i quali hanno tutto l’interesse di eliminare piante infette sia per proteggere la propria coltura ed assicurare alte rese, che per poter ottenere la certificazione ufficiale di qualità. Per eseguire analisi strumentali viene applicata la tecnica ELISA oppure la costosa tecnica PCR. Tali tecniche vengono usate soprattutto per la certificazione delle alte classi qualitative.                                                                                                                                                                    In Olanda partite di tulipani con un’infezione da TBV superiore all’1% vengono rifiutate e non possono ottenere alcuna classifica di qualità. Partite infette al massimo dell’0,2 % sono di I classe, fino a ca. dell’0,5% di II classe, fino al massimo del 1% sono di classe Standard. Nell’attribuzione delle classi giocano un ruolo anche altri criteri (purezza varietale, altri patogeni, pulizia ecc.).

Le specie e le cultivar di tulipani.

Sono note oltre 100 specie, originarie prevalentemente dell'Asia centrale, mentre sono ca. 6000 le cultivar create dall'uomo. Per poter classificare un tale grande numero di varietà, sono stati scelti due criteri per assegnare gli ibridi a quattordici gruppi: il periodo di fioritura e la forma dei fiori. Solo i tulipani "Viridiflora" sono raggruppati sulla base della presenza di un particolare colore: delle pennellate verdi nell'asse dei tepali. La classificazione è riportata in dettaglio nella scheda tecnica dei tulipani dell'appropriata sezione del sito www.amo-bulbi.it e più avanti in questa pagina sono stati inseriti degli esempi.

Sarebbe, ovviamente, impossibile riportare qui tutte le specie e le varietà potenzialmente interessanti per essere coltivate in Italia. Pertanto è stato adottato l'espediente di presentare praticamente tutte le specie più facilmente reperibili, ma solo degli esempi significativi degli ibridi. Questo dovrebbe permettere ai giardinieri interessati ai tulipani di farsi un'idea sulle interessantissime specie e aiutarli a scegliere i bulbi di tutti i tipi di tulipani secondo i propri gusti e le esigenze personali.

 

 

Le specie (Gruppo 15 della classificazione internazionale).

Frequentemente in questo gruppo vengono incluse anche le varie selezioni e addirittura i risultati diretti degli incroci tra due specie, ma sono tenute fuori i cosiddetti tulipani botanici, derivati da e simili a Tulipa fosteriana, T. greigii e T.  kaufmanniana. Nel catalogo CAT-III è dedicata alle specie una loro lista e molte si ritrovano nell'elenco dei tulipani che possono essere lasciati indisturbati nel suolo per alcuni anni. Infatti, una delle caratteristiche delle specie, delle loro prime selezioni e degli incroci semplici è quella del comportamento "naturale", consistente in cicli vegetativi ben definiti, nella produzione di fiori solo al raggiungimento dell'ottimale dimensione del bulbo, dell'altezza standard degli steli fiorali in condizioni ottimali e della conservazione dell'aspetto invariato per quanto riguarda la forma ed il colore delle foglie e dei fiori. E' necessario rendersi conto del fatto che le specie di bulbose non sono "programmate" per fiorire annualmente. Al contrario, il loro comportamento è diverso da specie a specie, con fioriture frequentemente abbondanti in certi anni e quasi assenti in altri, secondo l'andamento stagionale più o meno favorevole a date specie,  che può portare a fenomeni di sincronizzazione di intere popolazioni. Così, i bulbi delle specie di tulipani del catalogo CAT-III fioriscono abbondantemente nel primo anno perché coltivati e scelti in precedenza a tale scopo, ma la loro fioritura successiva dipenderà dalla giusta e completa nutrizione durante il ciclo vegetativo, dalla disponibilità di acqua, dalla profondità d'impianto, da eventuali fenomeni avversi e, soprattutto, dalle predisposizioni genotipiche.

 

Tulipa acuminata originaria della Turchia (in realtà forse una vecchia forma orticola), notevole sviluppo in altezza (40-45 cm), forma bizzarra del fiore con tepali stretti con filamento terminale, colore giallo con macchie e strisce di colore rosso ad aprile, molto ammirata perché inconsueta.

 

Tulipa agenensis presente in Italia, Francia e Turchia (read), ma probabilmente originaria del mediterraneo orientale, di difficilissimo reperimento, con lunghi tepali di colore scarlatto-marrone con punta ripiegata, base nero-verde con margine giallo internamente e marrone esternamente, altezza 25-40 cm. In passato questa specie era nota con il suggestivo nome oculus-solis. Talvolta in Toscana è responsabile di spettacolari fioritura generalmente in luoghi coltivati a grano e vite.

 

Tulipa albertii originaria dell'Asia centrale, fiore arancio-rosso brillante con base scura, bulbi scurissimi (marrone-nero) con vistosa peluria apicale, altezza 20-25 cm. I bulbi in commercio in Europa non sono probabilmente la specie autentica seppure i fiori sono molto simili.

 

Tulipa altaica originaria dell'Asia centrale dall'Altai fino alla Siberia, fiore con tepali appuntiti, giallo carico con l'esterno verdastro e rosso bronzeo, altezza 15-30 cm, particolarmente rustica.

 

Tulipa aucheriana originaria della Siria e della Persia, fiori rosa con base nera-marrone e bianco-gialla, altezza solo ca. 5-10 cm, rara in coltivazione, ma affascinante per l'apertura dei fiori a stella e riflessi verde-marrone-giallo.

 

Tulipa bakeri originaria di Creta, di colore porpora con base chiara, generalmente disponibile nella selezione LILAC WONDER con fiori rosa e base gialla, molto apprezzata e facile in coltivazione, fioritura particolarmente precoce (inizio marzo), altezza 15 cm.

 

Tulipa batalinii originaria dell'Asia centrale, con fiori giallo opaco e base grigiastra, altezza da 8 a 10 cm, disponibile in varie selezioni anche derivanti da incroci con T. maximowiczii e T. linifolia, più vistosamente colorate (p.es. APRICOT JEWEL - arancione-albicocca con interno giallo , BRIGHT GEM - giallo zolfo, BRONZE CHARM - colore bronzeo) con steli fiorali più alti (fino ca. 15 cm).

 

Tulipa biflora originaria del Caucaso e del Mar Caspio, fiori profumati bianco crema con centro giallo, esternamente verde e cremisi in piccoli racemi generalmente di tre fiori, filamenti gialli con punte delle antere porpora, precoce, altezza ca. 15 cm, pianta velenosa (Tuliposide A).

 

Tulipa bifloriformis originaria dell'Asia centrale, fiori bianchi con base gialla che sfuma verso l'estremità dei tepali, precoce, altezza 15-20 cm.

 

Tulipa celsiana originaria della Spagna meridionale e del Marocco (Atlante), fino a due o tre fiori per stelo fiorale di colore giallo internamente e talvolta rosso esternamente, da molti autori dichiarata identica a Tulipa sylvestris australis, presente anche in altre zone del Medialtezza 15 cm. 

 

Tulipa clusiana originaria della Persia, del Iraq ed Afganistan, con tepali bianchi e bordi esterni rossi bordati da sottile banda bianca, base blu scuro, fiori completamente aperti a forma di stella, altezza 25 cm o eventualmente di più, assai difficile in coltivazione e praticamente introvabile in commercio, mentre è facile la splendida selezione LADY JANE, con steli fiorali lunghi 25-30 cm, non comunissima ma accessibile, come pure la selezione CYNTHIA, con fiori gialli e l'esterno rosso-arancione, più bassa (ca. 15 cm).

 

Tulipa cretica originaria delle zone calcaree dell'isola di Creta, fiore bianco o rosa pallido esternamente, piccola base gialla, antere gialle, altezza 25 cm, una forma rara ha tepali esternamente tinti di rosa intenso.

 

Tulipa edulis originaria del Giappone, della Corea e Manciuria, di aspetto non consueto per i tulipani: con lo stilo lungo e 2-3 foglie direttamente sotto il fiore (pertanto spesso inserita nel genere Amana), fioritura precoce, fiore internamente bianco con base porpora circondata da un bordino giallo, esternamente venato e macchiato marrone-porpora,  altezza 5-8 cm.

 

Tulipa eichleri originaria della Transcaucasia, dell'Iran nordoccidentale, presente anche in urchia ed in Grecia, fiore grande (tepali lunghi fino 10 cm e larghi 5 cm) arancio-rosso event. con bordino giallo, base nera circondata da un anello giallo, esterno dei tepali opaco, altezza 25-40 cm. Fogliame decorativo ondulato, infatti la specie è nota anche con il sinonimo Tulipa undulatifolia.  Comunemente viene chiamata Tulipano del Pamir. Esistono interessanti selezioni, come CLARE BENEDICT con fiori rosso brillante e EXCELSA con fiori scarlatti.

 

Tulipa ferganica originaria dell'Asia centrale, con tepali sottili e appuntiti, internamente gialli, esternamente marroncini, fiori a stella quando completamente aperti, altezza 25-30 cm.

 

Tulipa fosteriana originaria dell'Uzbekistan orientale, fiori rosso scarlatto con base nera bordata di giallo, altezza da 15 a 45 cm, normalmente disponibile solo nelle numerose cultivar derivate (Gruppo internazionale n. 13).

 

Tulipa gesneriana è il nome di una schiera di tulipani ibridi (tulipani di Didier) presenti in Europa dal XVI secolo (Neotulipae), i quali non corrispondono a specie asiatiche individuabili, anche se da queste derivati. In Italia ed in Francia si trovano popolazioni naturalizzate associate a questo nome, ma note più comunemente come Tulipa serotina  o platystigma.

   

Tulipa greigii originaria del Turkestan, grande fiore vistoso a coppa (tepali lunghi fino 8 cm) , rosso scarlatto con macchia scurissima su base giallo brillante, fogliame verde grigiastro con macchie e strisce marrone-porpora più o meno vistose, altezza 40-45 cm. La specie è stata usata estesamente per incroci e molti ibridi assomigliano alla specie, non ultimo per il fogliame vistosamente screziato (Gruppo internazionale n.14), ma sono stati ottenuti anche ibridi particolarmente alti e robusti. Coltivare in recipienti ampi e profondi.

 

Tulipa hageri originaria della Grecia e Turchia, fiori a coppa di colore rosso bronzeo con base nero bluastra o verde oliva, altezza 10 cm, molto decorativa se piantata assai fitta. La selezione 'Splendens' è di colore rosso scuro, alta fino 15 cm.

 

Tulipa heweri originaria dell'Iraq, più fiori per stelo, internamente gialli, esternamente rossicci, introdotta solo recentemente (anni 90 del secolo scorso), affine a Tulipa praestans Hoog. Altezza 15-18 cm.

 

Tulipa humilis originaria del sudest della Turchia, dell'Iran e Caucaso, dalla FLoriana Bulbose viene trattata, anche nelle su numerose forme, sotto il sinonimo Tulipa pulchella (vedi più avanti).

 

Tulipa iliensis originaria del Turkestan, fiori con tepali internamente gialli, all'esterno rossi e verdi, che con l'invecchiare del fiore possono diventare interamente rosso vino scuro, molto rara.

 

Tulipa ingens originaria dell'Asia centrale (Pamir), fiori molto grandi rosso scarlatto con base nera bordata di giallo, altezza fino 40 cm, ma generalmente più bassa, molto vistosa ed assai rara.

 

Tulipa kaufmanniana  originaria del Turkestan, fiori internamente gialli, esternamente rossicci al sole si aprono completamente a stella , altezza 15-25 cm. La specie è praticamente introvabile, ma è stata estesamente usata per incroci con T. fosteriana e T. greigii, portando alle numerose cultivar del gruppo dei cosiddetti tulipani botanici.

 

Tulipa kolpakowskiana  originaria dell'Afganistan e dell'Asia centrale, specie assai variabile, fiori gialli, spesso esternamente con sfumature verde-rossicce, senza colorazione scura della base, generalmente solitari o appaiati, eretti, penduli solo in bocciolo, foglie vistosamente ondulate, altezza 8-10 cm.

 

Tulipa  kurdica  originaria dell'Iraq nordorientale, fiori di colore rosso mattone con base di colore nero bluastro, fioritura tardiva, altezza 10 cm.

 

Tulipa linifolia originaria dell'Uzbekistan, Afganistan e dei Monti Pamir, fiori solitari rosso scarlatto con base nero bluastro con bordino color crema, tepali appuntiti, fioritura relativamente tardiva, foglie strette ondulate con margini rossicci, altezza assai variabile da 8 a 30 cm. Particolarmente adatta ad essere piantata molto fitta.

 

Tulipa LITTLE BEAUTY di origine orticola viene indicata da varie fonti come appartenente a T. hageri, T. humilis o al complesso Orphanidea, essendo di origine incerta viene da Floriana Bulbose riportata solo con il nome di fantasia, ma inserita nel Gruppo 15. Si tratta di un delizioso tulipano nano, alto solo 6-8 cm, con un fiore rosa-rosso internamente con base bianca e blu-viola, esternamente rosso cigliegia.

 

Tulipa LITTLE PRINCESS di origine orticola (forse un incrocio tra T. hageri e T. aucheriana), pianta nana con fiore interessante per la colorazione arancione-rame, con base nero verdastro circondata da giallo, altezza 6-8 cm.

 

Tulipa marjoletii originaria della Francia meridionale (Tulipe de Marjolet), fiori giallo primula con bordo rosso, invecchiando l'intero fiore assume una colorazione prevalentemente rossiccia, filamenti neri, fioritura tardiva, altezza 40 cm. Pianta rara e protetta.

 

Tulipa maximowiczii  originaria dell'Asia centrale, fiore arancione o rosso simile nella forma a quello della Tulipa linifolia, ma più precoce e pianta di minor statura, polline blu, fogliame ondulato con margini rossi, altezza 5 cm.

 

Tulipa montana 'Lutea'  originaria delle montagne in Iran e Turkmenistan, forma gialla della Tulipa montana (rossa), la quale viene anche chiamata T. wilsoniana e da Floriana Bulbose commercializzata su tale nome (vedi più avanti), altezza 5-8 cm.

 

Tulipa neustruevae  originaria dell'Asia centrale ed Iraq, più fiori per stelo di colore giallo brillante con esterno rossiccio, altezza 15-18 cm, di recente introduzione nel mondo del giardinaggio.

 

Tulipa orphanidea 'Flava'  considerata un possibile risultato dell'incrocio tra T. orphanidea  e Tulipa sylvestris. (La stessa T. orphanidea, originaria della Grecia e Turchia, con fiori rosso mattone, ha qualche problema tassonomico, perché da alcuni autori viene considerata una specie complessa che racchiude anche T. hageri e T. whittallii.) I fiori eleganti, slanciati, sono gialli con l'esterno verde-arancione. Altezza 20-25 cm.

 

Tulipa ostrowskiana originaria del Turkestan, vistosi fiori a coppa di colore arancio-rosso o vermiglio su stelli corti che si allungano durante la fioritura dagli iniziali ca. 15 cm fino a 30-32 cm sopra le foglie incurvate e prostrate. Da alcuni autori questo tulipano viene classificato come una sottospecie di Tulipa tetraphylla.

 

Tulipa platystigma originaria di zone montagnose della Francia sud-orientale, fa parte del gruppo dei tulipani naturalizzati (Tulipa gesneriana), fioritura tardiva con fiori lilla viola, steli lunghi ed esili, alti fino 50-80 cm, pianta quasi estinta.

 

Tulipa polychroma originaria delle montagne dell'Afaganistan e Iran settentrionale, fiori profumati bianchi con il centro giallo uovo e tepali con interessante colorazione esterna: i tre esterni grigio-verde oliva, i tre interni striati di verde e blu, altezza 6-8 cm.

 

Tulipa praestans FUSILIER selezione orticola della specie originaria dell'Asia centrale. Questa cultivar è alta 20-25 cm con più fiori rosso acceso per scapo floreale, fogliame verde scuro, bulbi tondeggianti scuri.

 

Tulipa praestans UNICUM selezione orticola della specie originaria dell'Asia centrale. Questa cultivar è alta 20 cm, o poco più, con più fiori rosso acceso per scapo floreale, foglie verdi con vistoso bordo giallo.

 

Tulipa pulchella originaria del sudest della Turchia, dell'Iran e del Caucaso, viene chiamata anche Tulipa humilis. Vengono commercializzate numerose selezioni dotate di nomi di fantasia e con colori dal rosa al rosso spirea e viola, con basi di varia colorazione, alte tra 5 e 12 cm. Per l'elenco delle varietà disponibili si rimanda al catalogo CAT-III. Sono particolarmente adatte e giardini rocciosi.

 

Tulipa saxatilis originaria dell'Isola di Creta, fiori profumati a coppa di colore lilla chiaro con una vistosa base gialla, tepali lunghi fino 5 cm, altezza 10-15 cm, adatta ad essere naturalizzata in posizioni calde. Viene frequentemente confusa con la selezione LILAC WONDER della T. bakeri, la quale però fiorisce significativamente più precocemente.

 

Tulipa schrenkii (sinonimo Tulipa armena) originaria del Caucaso, Iran e nordest della Turchia, nota in coltivazione in Europa dall'inizio del XVII secolo, fiori generalmente rossi o rosso-arancio, con bordo giallo, base nera, blu o giallo-verde, altezza max. 20 cm. Questa specie con una variabilità relativamente alta viene considerata come una delle progenitrici dei tulipani storici del ben noto gruppo DUC VAN TOL.

 

Tulipa sprengeri originaria della Turchia settentrionale, fiori relativamente piccoli arancio-rosso acceso, esternamente talvolta verde oliva, altezza 40 cm. Sopporta bene anche una posizione semiombreggiata e fiorisce molto tardi (fine maggio o giugno),  Questo è uno dei pochi tulipani ben adatti ad essere naturalizzato anche in prati non molto densi. Si moltiplica prevalentemente e molto faciltmente per seme. Le piante non sono frequentemente disponibili, ma dove si stabilizzano possono diventare infestanti. In natura è praticamente introvabile. Lo stock europeo deriva da un unico bulbo trovato nella spedizione effettuata alla ditta Tubergen dal loro collezionista in Turchia all'inizio dl XX secolo.

 

Tulipa stapfii originaria dell'Iraq e della Persia, vistosi fiori a larga coppa rosso scuro brillante con base nera circondata da un bordino giallo, tepali appuntiti, foglie verdi vistosamente ondulate, altezza 8-10 cm o poco più.

 

Tulipa subpraestans originaria dell'Asia centrale-Pamir, a differenza della T. praestans frequentemente fiori solitari di colore rosa-rosso brillante o rosso-arancione con base gialla, antere nere, altezza 40-50 cm, rara.

 

Tulipa sylvestris naturalizzata in varie zone europee (in Italia viene chiamata fiorentina 'Odorata')è presente anche in Asia fino all'Iran ed in Nord Africa, descritta e classificata già da Linneo, fiore profumato, spesso pendente, giallo chiaro occasionalmente con venature rossicce e verdi esterne, altezza generalmente 20 cm, ma anche di più. Si propaga rapidamente ed è adatta alla naturalizzazione. Le piante note sono triploidi o tetraploidi, mentre la sottospecie australis è diploide (vedi), ha steli sottili e l'esterno dei fiori sfumato di rosso (vedi anche T. celsiana).

 

Tulipa tarda, chiamata anche dasystemon, originaria dell'Asia centrale e del Turkestan, generalmente più fiori per stelo, colore bianco con larghissima base gialla che fa apparire il fiore internamente tutto giallo, tepali esterni con disegni verdi e rossi sulla pagina inferiore, quelli interni con costole centrali verdi e porpora, fioritura tardiva, altezza 10-15 cm. Particolarmente adatta ad essere piantata fitta ed in grandi estese, dove risalta il cambio di colore dell'intera macchia all'apertura dei fiori. 

 

Tulipa tetraphylla originaria dell'Asia centrale, più fiori (fino 4) per stelo, di colore giallo chiaro, con i tepali relativamente stretti, quelli esterni riflessi e sulla pagina inferiore con la costola mediana verde o porpora bordata di banda rossiccia, altezza 15 cm.

 

Tulipa turkestanica originaria non solo del Turkestan, ma anche della Cina nordovest, numerosi piccoli fiori (fino 12)  per stelo, con odore non piacevole, colore crema con centro arancione, tepali interni notevolmente più larghi di quelli esterni, fiori frequentemente leggermente penduli, dando un effetto elegantissimo alla pianta alta 18-20 cm, raramente di più. Foglie verdi o glauche.

 

Tulipa urumiensis originaria dell'Iran nordoccidentale e della Turchia orientale, fiori giallo brillante o giallo oro, più scuri all'esterno, soprattutto in alcune popolazioni, altezza 5-15 cm. Non è escluso che questo tulipano sia solo una forma più colorata della T. tarda.

 

Tulipa vvedenskyi TANGERINE BEAUTY, selezione della specie originaria dell'Asia centrale, grandi fiori arancione-rosso con base gialla, fogliame glauco ondulato, altezza 20 cm.

 

Tulipa whittallii 'Major', forma della specie originaria della Turchia, a sua volta considerata forse una varietà della Tulipa orphanidea, fiori elegantissimi a forma di campana di colore arancione brillante con base nerastra, tepali esternamente giallo-verde opaco, altezza 15 cm.

 

Tulipa wilsoniana originaria del confine tra Iran e Turkmenistan, talvolta considerata identica a Tulipa montana, ma i fiori, a forma di grandi coppe, sono rosso scuro con base scura su steli molto corti, altezza 5 cm o poco più.

 

                            L'ammirevole coltivazione di specie di tulipani nell'azienda del dedicato orticoltore Hein Meeuwissen in Olanda. foto Jan van den Bergh

      

 

Le cultivar (tutti i Gruppi della classificazione internazionale con un numero inferiore a 15).

 

Un posto particolare viene occupato dai tulipani cosiddetti botanici dei Gruppi 12, 13 e 14. Si tratta di risultati di selezioni ed incroci tra T. kaufmanniana, fosteriana e greigii attribuiti ai Gruppi secondo le caratteristiche prevalenti simili a tali tulipani specie. La grande maggioranza di questi tulipani possono essere lasciati indisturbati nel suolo per più anni senza subire importanti riduzioni ne dell'altezza ne dell'intensità di fioritura. Le eccezioni sono costituite solo da alcune cultivar particolarmente alti, in cui sono state introdotte caratteristiche da altri gruppi della classificazione internazionale (per esempio i tulipani Greigii-Lefeber). Perché i tulipani lasciati in terra abbiano successo, è, ovviamente, necessario che vengano adottate le adeguate pratiche colturali.

 

 

- I tulipani del Gruppo 12 (tulipani kaufmanniani) assomigliano alla specie Tulipa kaufmanniana e sono caratterizzati soprattutto da fiori con boccioli slanciati, larghi quando completamente aperti al sole per formare vistose stelle. Le piante sono alte tra 15 e 25 cm. La fioritura è precoce (inizio marzo, raramente anche prima). Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ANCILLA, CONCERTO, CORONA, DAYLIGHT, EARLY HARVEST, FRITZ KREISLER, GAIETY, GIUSEPPE VERDI, HEART'S DELIGHT, JOHANN STRAUSS, SCARLET BABY, SHAKESPEARE, SHOWWINNER, STRESA.

 

          

                                                                                                         tulipani del gruppo "Kaufmanniana" - T. ANCILLA

 

 

- I tulipani del Gruppo 13 (tulipani fosteriani) assomigliano alla specie Tulipa fosteriana e sono caratterizzati da steli di media lunghezza, una bella forma dei boccioli, fiori a coppa, tepali arrotondati, steli alti tra 20 e 45 cm, fioritura intermedia (a marzo e nella prima metà di aprile). Questi ibridi sono ancora vicini alla specie d'origine, mentre gli ibridi con una forte componente proveniente da altri gruppi, compresi i tulipani Darwin, sono generalmente inseriti nel Gruppo 3. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ALBERT HEIJN, ANALITA, CANDELA, FLAMING PURISSIMA, GALATA, GOLDEN EMPEROR, JUAN, ORANGE EMPEROR, PURISSIMA, SOLVA, SWEETHEART, YELLOW PURISSIMA.

 

         

                                                                            tulipani del gruppo "Fosteriana" - T. JUAN (con il narciso ARKLE 1 Y-Y)

 

 

- I tulipani del Gruppo 14 (tulipani di tipo greigii) assomigliano alla specie T. greigii soprattuto nella forma e nel colore delle foglie (frequentemente ondulate e screziate), nella forma dei boccioli(non di rado somiglianti a parallelepipedi), nella fioritura più tardiva (metà aprile e oltre). Sono dovuti a certi incroci con cultivar alte anche i tulipani tipo Lefeber, i quali sempre meno vengono considerati appartenenti a questo gruppo. I tulipani del gruppo Greigii sono alti 20-30 cm, oppure molto di più (anche 80 cm). Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar CANDY CLUB, CORSAGE, DREAMBOAT, FLORETTE, FUER ELISE, GIANT PARROT, HAPPY FAMILY, HOCUS POCUS, IMPERIAL GIANT, LADY DIANA, LARGE COPPER, LEMON GIANT, MARY ANN, ORATORIO, ORIENTAL SPLENDOUR, PLAISIR, QUEBEC, STARDOM, SWEET LADY, SYLVIA WARDER, TURKISH DELIGHT, WEISSE BERLINER.

 

         

                                                                                                                   tulipani del gruppo "Greigii" - T. SMYRNA

 

 

- I tulipani del Gruppo 1 sono quelli classificati come semplici precoci. Sono generalmente di statura medio-bassa (non oltre 40 cm), frequentemente con fiori a tinta unica portati su steli floreali forti e resistenti alle intemperie del mese di marzo, la fioritura a relativamente lunga. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate delle cultivar di cui molte sono storiche: APRICOT BEAUTY, CHRISTMAS DREAM, CHRISTMAS MARVEL, COULEUR CARDINAL, DIANA, gruppo DUC VAN TOL, GENRAAL DE WET, KEIZERSKROON, LAC VAN RIJN, PRINS VAN OOSTENRIJK, PRINSES IRENE, WAPEN VAN LEIDEN.

 

         

                                                                                                                  tulipani del gruppo "Precoci a fiore semplice" - T. SPAENDONCK

 

 

I tulipani del Gruppo 2 sono precoci a fiore doppio, generalmente di statura medio-bassa (non oltre 40 cm), fiori pesanti simili a piccole peonie, più facilmente danneggiati dal maltempo di quelli dei tulipani del Gruppo 1. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ANNA SLUYTER, CARDINAL MINDSZENTY, CARLTON, DUC VAN TOL doppio, FOXTROT, MONTE CARLO, PEACH BLOSSOM, RUBRA MAXIMA, SCHOONOORD.

 

         

                                                                                               tulipani del gruppo "Precoci a fiore doppio" - T. ANTHONY EDEN

 

 

- I tulipani del Gruppo 3 sono denominati Trionfo (Triumph tulips) secondo la definizione cognata dal ibridatore olandese Zandbergen di Rijnberg, il quale voleva distinguerli così da gruppi affini. Si tratta infatti di piante ottenute soprattutto da incroci tra tulipani Cottage e Darwin. Mentre il gruppo Cottage è confluito in altri gruppi, i Darwin sono rimasti distinti (Gr.4). I tulipani trionfo sono caratterizzati da fiori semplici su steli alti tra 40 e 60 cm, di forma molto regolare e particolarmente ben adatti per aiuole ed impianti formali. Alcuni tipici rappresentanti di questi tulipani, a cui annualmente si aggiungono nuove introduzioni di grande interesse, sono le cultivar ATTILA, BELLONA, BIG BROTHER, DEMETER, DON QUICHOTTE, DREAMING MAID, GAVOTA, GOLDEN MELODY, HAVRAN, JUDITH LEYSTER, KEES NELIS, KONINGIN WILHELMINA, LEEN VAN DER MARK, MISS HOLLAND, NEGRITA, NEW DESIGN, PEER GYNT, SHIRLEY, WHITE DREAM, YOMACO.

 

          

                                                                                                                                                                                   tulipani del gruppo "Trionfo"

 

 

- I tulipani del Gruppo 4 sono i famosi Darwin, caratterizzati da corolle frequentemente più grandi di quelle di altri Gruppi, portati su steli lunghi, comunemente di 50-70 cm. Sono stati introdotti in Olanda dalla ditta Lefeber soprattutto da incroci mirati con T. fosteriana e tuttora sono largamente usati, accanto ai tulipani trionfo, per grandi impianti a fioritura tardiva (da aprile a maggio secondo le condizioni climatiche) dove è importante la omogeneità della fioritura. Sono ugualmente ben adatti anche a giardini piccoli per creare punti focali. Necessitano di essere dissotterrati annualmente per assicurare lo stesso rendimento di bulbi di uguale grandezza, ma se lasciati indisturbati per alcuni anni, rifioriscono bene circa ogni tre anni in maniera più o meno sincronizzata. Un'eccezione da ricordare è quella della cultivar BIG CHIEF, la quale, se piantata sufficientemente profonda, produce splendidi fiori ogni anno. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar, anche se nuove selezioni sono tuttora in corso: APELDOORN, APELDOORN'S ELITE, APRICOT IMPRESSION, BEAU MONDE, BEAUTY OF APELDOORN, BIG CHIEF, ELIZABETH ARDEN, GOLDEN APELDOORN, GOLDEN OXFORD, GOLDEN PARADE, GUDOSHNIK, PARADE.

 

          

                                                                                                                                       tulipani del gruppo "Darwin"

 

 

- I tulipani del Gruppo 5 sono i tardivi a fiore semplice senza le caratteristiche specifiche dei Darwin, indicati così perché frequenti incroci tra i tulipani tardivi di tipo Cottage e Darwin avevano fatto sparire le distinzioni tra questi gruppi. Le piante di questo gruppo hanno forti steli dell'altezza di 60-70 cm e fioriscono ad aprile (in zone italiane a clima freddo anche all'inizio di maggio). Vincenti sono impianti massicci distinti per cultivar o miscugli ad impianto simmetrico di varietà con fiori a colori contrastanti, nonché combinazioni con piante perenni. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar BLEU AIMABLE, BLUSHING BEAUTY, GEORGETTE, HALCRO, KINGSBLOOD, LONG LADY, MAUREEN, MENTON, MUSIC, MRS. J.T.SCHEEPERS, PAPILLON, PINK DIAMOND, PRINCESS ELIZABETH, QUEEN OF NIGHT, RECREADO, RED GEORGETTE, SMETANA, SWEET HARMONY, TEMPLE OF BEAUTY, ZOMERSCHOON.

 

         

                                                                                   tulipani del gruppo "Tardivi a fiore semplice" - T. ANGEL'S DREAM

 

 

- I tulipani del Gruppo 6 vengono chiamati anche liliumformis. Hanno fiori slanciati e tepali appuntiti portati su steli medio-alti. Si distinguono per la particolare eleganza e, frequentemente, anche per la fioritura più prolungata dei tulipani di altri Gruppi. Questi tulipani rifioriscono relativamente bene dopo il primo anno dall'impianto, anche se con steli di lunghezza variabile ed in generale più corti rispetto al primo anno. Per assicurare il buon portamento dei tulipani liliumformis è particolarmente importante l'apporto sufficiente e costante di umidità durante il ciclo vegetativo. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ALBA REGALIS, BALLADE, BALLERINA, BURGUNDY, CHINA PINK, ELEGANS RUBRA, ELEGANT LADY, JACQUELINE, MARILYN, MARJOLEIN, MAYTIME, MONA LISA, WEST POINT, WHITE TRIUMPHATOR.

 

         

                                                                                                                                         tulipani del gruppo "A fior di giglio"

 

 

- Tulipani del Gruppo 7 hanno fiori con tepali finemente sfrangiati sul bordo superiore. I fiori sono portati su steli medio-alti (30-50 cm), sono generalmente monocolore, ma le dentellature possono assumere colorazioni diverse dal resto del fiore. Questi tulipani vengono frequentemente chiamati anche "tipo orchidea", ma è importante non confonderli con i tulipani "tipo pappagallo", con i quali precedentemente venivano raggruppati. Le caratteristiche sfrangiature dei tepali vengono mantenute anche se i bulbi vengono lasciati nel suolo per più anni, ma queste piante si indeboliscono significativamente nel tempo ed esigono dunque la separazione dei bulbilli ed il ripianto annuale. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ALEPPO, AMERICAN EAGLE, BLUE HERON, BURGUNDY LACE, CANOVA, CARROUSEL, FANCY FRILLS, FRINGED BEAUTY, HAMILTON, LUCIFER, MAJA, STARFIGHTER, SWAN WINGS, WARBLER.

 

          

                                                                                                     tulipani del gruppo "Sfrangiati (Orchidea)" - T. FABIO

 

 

- Tulipani del Gruppo 8 sono piante di varie provenienze con una caratteristica comune: bande verdi sulla pagina esterna dei tepali. Questo Gruppo viene pertanto chiamato "Viridiflora", anche se non di rado i suoi componenti vengono inseriti anche nelle liste dei gruppi di provenienza (come, p.es. "Greigii" o "Pappagallo") e viene soltanto segnalata la presenza di pennellate verdi nell'asse dei tepali.  Questo è l'unico Gruppo costituito sulla base della presenza di un colore. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ARTIST, CHINA TOWN, DANCING SHOW, DOLL'S MINUET, ESPERANTO, FLOROSA, GOLDEN ARTIST, GREEN SPOT, GROENLAND, PIMPERNEL, SPRING GREEN.

 

         

                                                                                                        tulipani del gruppo "Viridiflora" - T. CHINA TOWN

 

 

- I moderni tulipani del Gruppo 9 chiamati "Rembrandt" sono cultivar simili alle antiche varietà colpite dal virus del mosaico del tulipano (TBV) in quanto i loro tepali sono segnati da vistosi  disegni irregolari a tinte più chiare di quelle del corpo del tulipano, ma non sono piante malate. Infatti, molto è stato investito in Olanda nella ibridazione per ottenere tali cultivar, le quali sono comunemente disponibili in confezioni "Rembrandt in miscuglio". La Floriana Bulbose dispone anche di un numero limitato di tulipani colpiti dal TBV provenienti dall'unica collezione olandese che occasionalmente vende parte della sua sovraproduzione.  Nelle immagini che scorrono a sinistra di questo testo vengono mostrati sia delle varietà Rembrandt moderne che quelle che sono portatori di virus. Come tipici rappresentanti possono essere nominate le cultivar ABSALON, ADONIS, BESSIE, CARNAVAL DE NICE, CARNAVAL DE RIO, GEORGE HAYWARD, INSULINDE, LORD STANLEY, SASKIA, SORBET, ZUREL. Un caso particolare è rappresentato dall'antica e costosa varietà ZOMERSCHOON (coltivata già nel 1620), la quale viene generalmente inserita nel Gruppo 5 dei tulipani semplici tardivi, ma ha anche tutte le caratteristiche dei tulipani Rembrandt moderni. I tulipani Rembrandt possono essere lasciati più anni indisturbati nel suolo se ben nutriti, ma le varietà colpite dal TBV nel tempo si indeboliranno sempre di più ed  il virus potrà essere trasmesso da afidi a piante di tulipani sani. Comunque, tutti i tulipani Rembrandt nutriti insufficientemente sopravvivono con difficoltà. Facilmente si trovano in commercio miscugli di varietà non identificate, le quali derivano in parte dai prodotti collaterali dell'esteso lavoro di ibridazzione.

 

         

                                                                                                                                                    tulipani del gruppo "Rembrandt" - T. SASKIA

 

 

- Tulipani del Gruppo 10, i cosiddetti "Pappagallo", sono caratterizzati da tepali profondamente sfrangiati a lobi e spesso ondulati come piume. Il nome deriva però dalla forma dei tepali ancora in bocciolo, che frequentemente assomigliano al becco di un pappagallo. La fioritura avviene ad aprile su steli medio-alti (35-50 cm). Alcune cultivar hanno conservato evidenti caratteristiche dei progenitori nella forma dei fiori e delle foglie e vengono pertanto nominati anche nelle liste di altri gruppi (p.es. Gr. 14 dei tulipani Greigii). Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar APRICOT PARROT, BIRD OF PARADISE, BLACK PARROT, BLUE PARROT, KAREL DOORMAN,  ESTELLA RIJNVELD, FANTASY, FLAMING PARROT, GIANT PARROT, ORANGE FAVOURITE, PICTURE, RED PARROT, SNOW PARROT, TEXAS FLAME, WHITE PARROT.

 

         

                                                                                                                                     tulipani del gruppo "Pappagallo"

 

 

- Tulipani del Gruppo 11, il quale comprende le cultivar a fiori doppi, simili a peonie, formati da numerosi segmenti, generalmente pesanti e portati su steli medio-alti (40-50 cm). Questi fiori possono facilmente subire danni in giornate di forte vento o pioggia, ma in luoghi protetti ed anche recisi rimangono in fiore a lungo. Questi fiori sono particolarmente vistosi e vengono apprezzati e richiesti da molti giardinieri. Insieme con i tulipani pappagallo vengono anche frequentemente usati da fioristi esigenti. Come tipici rappresentanti di questi tulipani possono essere nominate le cultivar ANGELIQUE, GERBRAND KIEFT, GOLDEN NIZZA, LILAC PERFECTION, MARAVILLA, MAYWONDER, MOUNT TACOMA, ORANGE PRINCESS, QUINTA, TOP LIPS, UNCLE TOM, WIROSA.

 

         

                                                                   tulipani del gruppo "Tardivi a fiore doppio" osservati da Christian

 

                                                                                                                        

                                                                                             Verifica disponibilità nel catalogo dei tulipani: CAT-III

 

 

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