FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scilla bifolia  la specie e le forme

 

La specie Scilla bifolia  è originaria dell'Europa del Sud e della Turchia asiatica. Nel passato era molto diffusa nelle regioni centrali dell'Italia. La pianta raggiunge al massimo l'altezza di 10 cm ed è caratterizzata da due foglie (occasionalmente raddoppiate a quattro), da fiori in infiorescenze rade, larghi al massimo 2,5 cm, orientati in alto o lateralmente, di colore blu o celeste. La fioritura in natura si verifica molto precocemente a fine inverno o inizio primavera. Sono disponibili anche le forme naturali con fiori bianchi e rosa (S. bifolia 'Alba' e 'Rosea'). I bulbi vanno piantati in autunno in un terriccio relativamente ricco più possibile simile a quello di sottobosco, permeabile e fresco, in luoghi con insolazione parziale. Mettendo i bulbi a dimora alla profondità corrispondente al doppio della loro altezza e assai vicini uno all'altro, secondo la regola "uno sì, uno no", possono essere create macchie molto attraenti sotto arbusti e cespugli. Le piante sono rustiche nelle condizioni climatiche italiane e abbisognano di annaffiature solo nel caso di una prolungata siccità primaverile. Eventuali concimazioni con fertilizzanti liquidi devono essere effettuate con parsimonia. Conviene lasciare i bulbi indisturbati per molti anni.

 

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Scilla litardierei

 

Questa specie è originaria dei Balcani. Le piante possono raggiungere l'altezza di 25-30 cm e se piantate vicine una all'altra creano magnifici insiemi con infiorescenze di fiori blu-lilla in piena primavera. Si tratta di una specie ancora troppo poco usata perché le sue virtù non sono sufficientemente note. Questa scilla è rustica nelle condizioni climatiche italiane ed è poco esigente per quanto riguarda il tipo di suolo e la disponibilità di umidità. Essa può essere coltivata sia in luoghi assolati che in quelli parzialmente ombreggiati e grazie alla sua notevole altezza e robustezza può competere con successo con piante erbacee anche in un prato. I bulbi vanno piantati alla profondità pari al doppio della loro altezza in gruppi possibilmente numerosi e molto fitti (secondo la regola "uno sì, uno no"). Questa pianta è particolarmente ben adatta alla naturalizzazione. Anche in aiuole conviene lasciare i bulbi indisturbati per più anni e concimare le piante molto poco.

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Scilla mischtschenkoana

 

La specie, originaria del Caucaso e dell'Iran, è ancora troppo poco nota e raramente usata in Italia. La sua caratteristica più particolare è la durata della fioritura. Questa inizia appena i boccioli sugli steli superano il livello del suolo e continua per varie settimane mentre lo stelo si allunga, per raggiungere l'altezza fino a 15 cm, ed emergono le foglie relativamente larghe di colore verde chiaro. I fiori sono di colore bianco o celeste chiaro con nervature mediane dei tepali più scure. Da ogni bulbo emergono più steli fiorali, anche fino a quattro, ed ogni stelo porta tre a cinque fiori in un'infiorescenza densa. La fioritura inizia verso la fine dell'inverno. Le piante sono estremamente rustiche e poco esigenti. Questa scilla è adatta sia per formare gruppi possibilmente numerosi e fitti o come pianta di accompagnamento di bulbose a fioritura più tardiva (p.es. giacinti o narcisi). Piantando i bulbi sopra quelli di tulipani alti possono essere creati degli insiemi inconsueti ed attraenti a lunga fioritura. I bulbi possono essere lasciati indisturbati durante l'estate se il luogo sarà ombreggiato e rimarrà fresco.

 

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Scilla peruviana  e la sua forma bianca

 

Il nome esotico di questa pianta è dovuto al famoso orticoltore Clusius che la introdusse nel 1607 e a cui fu riferito che questa specie, originaria del Sud del Mediterraneo ed anche dell'Italia meridionale, arrivò a Londra su una nave col nome Perù. Stranamente, nei Paesi anglosassoni viene tuttora usato non solo il nome Peruvian Lily, ma anche Cuban Lily, a dimostrazione della casualità e poca attendibilità  nell'attribuzione dei nomi volgari.

Si tratta di una scilla di straordinaria bellezza, con infiorescenze dense a forma di cupole appiattite composte da fiori blu intenso o blu-viola. La forma 'Alba' ha fiori bianco latte. Le infiorescenze possono essere composte da un numero elevato di fiori (fino a ca. 200). Gli steli fiorali continuano a crescere durante la fioritura ed anche i peduncoli dei fiori si allungano notevolmente durante la maturazione dei singoli fiori ed al momento della fruttificazione. Le piante raggiungono generalmente l'altezza di 25-30 cm ed in condizioni favorevoli possono allargarsi molto, soprattutto se durante l'estate ricevono un minimo di umidità necessaria per mantenere le foglie in crescita. Infatti, la Scilla peruviana è una pianta quasi sempreverde. La sua rusticità corrisponde alla zona d'origine: la pianta sopporta brevi eventi di freddo moderato durante l'inverno, quando le sue foglie si trovano in uno stato di lenta crescita, ma senza subire danni non può reggere il gelo prolungato. Generalmente le piante si riprendono bene dopo un periodo di freddo più intenso, ma sono indebolite e la fioritura ne risente in maniera significativa. La fioritura avviene in piena primavera dopo un inverno mite o verso la fine della primavera se la pianta ha subito danni invernali. I grandi bulbi della Scilla peruviana dovrebbero essere piantati alla profondità pari a 1,5 volte la loro altezza. Le piante possono però svilupparsi bene anche da bulbi piantati meno profondi, ma sempre ben coperti dal substrato che deve essere permeabile e relativamente ricco. I migliori risultati si ottengono in posti assolati, ma la pianta sopporta bene anche luoghi ad insolazione parziale, dove, soprattutto se viene evitata l'esposizione al pieno sole nelle ore pomeridiane, la fioritura può risultare significativamente prolungata.

I bulbi devono essere distanziati tra di loro in maniera da permettere lo sviluppo rigoglioso delle foglie. In piena terra lo spazio tra un bulbo e l'altro non dovrebbe essere inferiore a due o tre volte il diametro dei bulbi. Per dare i risultati migliori la Scilla peruviana esige un apporto sufficiente di acqua durante l'intera primavera, ma può superare senza grande difficoltà anche periodi di siccità. La somministrazione di deboli dosi di un fertilizzante liquido per piante fiorite durante i mesi primaverili ed autunnali contribuisce allo sviluppo delle piante ed in conseguenza dei bulbi. La specie e la sua forma bianca, Scilla peruviana 'Alba', può essere coltivata in tutte le zone con un clima mite. Dove si verificano eventi di forte gelo è conveniente piantare i bulbi in vasi sufficientemente grandi e collocare questi in giardino dopo il pericolo di notti molto fredde.

Ci sono due specie poco note affini alla S. peruviana : Scilla hughii e Scilla dimartinoi endemiche su alcune isole italiane del Mediterraneo. Purtroppo, queste specie non sono reperibili in commercio.

 

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Scilla siberica  e la sua forma bianca e la selezione SPRING BEAUTY

 

Il nome di questa scilla è dovuto ad un'interpretazione errata della sua provenienza. Infatti la specie è originaria del Caucaso e del Medio Oriente, da dove è stata introdotta nei giardini europei nel 1796. Grazie alla notevole rusticità ha subito avuto successo nelle zone con inverni molto freddi dell'Europa centrale, mentre non sopporta estati secche ed eccessivamente calde. Gli steli fiorali possono raggiungere fino a 20 cm e portano infiorescenze rade di fiori blu brillante, frequentemente asimmetriche, cioè con i fiori orientati da una parte. I singoli fiori sono leggermente penduli e possono avere un diametro assai largo, anche oltre 2 cm. Nelle condizioni climatiche italiane la fioritura avviene all'inizio della primavera. Solo in giardini situati in montagna o in zone particolarmente fredde i fiori si schiudono a metà primavera come succede nel loro habitat nelle zone di origine.

I bulbi sono ricoperti di catafilli scuri, generalmente di colore viola, e vanno messi a dimora all'inizio dell'autunno in un suolo permeabile alla profondità corrispondente al doppio della loro altezza. Essi possono essere interrati assai vicini uno all'altro. Generalmente si preferisce creare delle macchie circolari con molti bulbi secondo la regola "uno sì, uno no", ma anche gruppetti di 8 - 12 bulbi in mezzo ad altre bulbose, p.es. bucaneve, crochi, narcisi ciclaminei di bassa statura o Eranthis, possono contribuire efficacemente a creare degli interessanti insiemi a fioritura precoce. Il numero di steli per bulbo dipende dalla dimensione del bulbo e pertanto è opportuno scegliere al momento dell'acquisto bulbi della dimensione più grande possibile. La conservazione dei bulbi fuori terra non è tra le più facili. Si consiglia di non tardare a metterli a dimora dopo l'acquisto. Il bulbo interrato comincia presto a produrre sostanze protettive ed evita da solo perdite per marciume basale o attacchi fungini. La Scilla siberica può essere piantata in zone fresche, anche sotto cespugli. Nel caso il terreno non si essicchi eccessivamente durante l'estate, i bulbi possono essere lasciati indisturbati per molti anni. Dove l'estate è torrida conviene dissotterrarli a termine del ciclo vegetativo e conservarli al buio ed a temperature moderate immersi in trucioli secchi o in vermiculite.

La forma con fiori bianchi, Scilla siberica 'Alba', ha le stesse esigenze della specie, come pure la selezione, venduta come la cultivar denominata SPRING BEAUTY.

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Di particolare interesse per certe condizioni italiane, oltre alle succitate Scilla, tutte  originarie  dell'Eurasia e facilmente reperibili sul mercato, sarebbero alcune specie sudafricane. Purtroppo sono necessari diversi anni per allevare  tali piante da semi, i quali mantengono solo brevemente la loro germinabilità, e i bulbi non sono facilmente reperibili. In primo luogo deve essere citata la Scilla natalensis, interessante per la sua notevole dimensione (alta frequentemente oltre 100 cm) con racemi piramidali composti da numerosi (anche oltre cento) piccoli fiori blu. Questa specie è caratterizzata da bulbi molto grandi che devono essere piantati ad una profondità pari solo al terzo dell'altezza del bulbo. La pianta esige parecchia acqua durante il suo sviluppo fino alla fioritura estiva. In autunno le foglie ingialliscono e la pianta entra in uno stato di dormienza che si protrae fino alla primavera inoltrata. Durante tale periodo i bulbi non devono essere esposti al gelo e traggono vantaggio da una massiccia pacciamatura.

Va anche menzionata la vigorosissima Scilla nervosa, alta fino a 50 cm, caratterizzata di grandi racemi composti da numerosi fiori (fino a cento) di colore bianco verdastro, i quali si schiudono in piena estate. Questa pianta è più rustica della S. natalensis, ma può comunque essere facilmente danneggiata dal gelo. La sua vigoria meriterebbe dei tentativi di introduzione in zone incolte per migliorare la stabilità di pendii.

 

 

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