| FOTO | NOME (specie sottospecie 'Forma' CULTIVAR) Descrizione |
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Ornithogalum - le specie
La specie più diffusa in Italia, Ornithogalum umbellatum, chiamata volgarmente Latte di gallina o Cipollone bianco, è presente soprattutto in luoghi incolti ed in prati fino a ca. 1500 m di altitudine. Esistono però più di 150 specie di questo genere. Varie specie sono di origine mediterranea e non presentano difficoltà nella coltivazione. Anche quelle provenienti dall'Asia sono generalmente assai rustiche. Più difficili, perché suscettibili al freddo, sono invece quelle originarie dal Sudafrica. Quest'ultime vengono commercializzate in primavera e sono disponibili nel catalogo CAT-I. L'eccezione più importante è costituita da Ornithogalum dubium, una bellissima specie con fiori giallo-arancione, disponibile anche in autunno, ma consigliata solo per la coltivazione in vaso (vedi). Tutte le parti delle piante sono altamente tossiche. Si sono verificati casi di intossicazione grave quando i bulbi degli ornitogali sono stati mangiati invece dei prelibati lampascioni (Muscari comosum).
Ornithogalum arabicum
Questa specie è di origine mediterranea e viene coltivata in Europa già dall'inizio del '600, ma può resistere solo al gelo moderato. Le piante raggiungono l'altezza di 40-50 cm e i vistosi fiori bianchi con un diametro anche oltre 5 cm sono riuniti in racemi radi ed appiattiti. I fiori sbocciano in primavera e sono caratterizzati da un ovario nero che contrasta con il bianco puro dei sei tepali e con le sei antere gialle che formano una coroncina molto attraente. I grandi bulbi bianchi vanno messi a dimora in autunno (oppure in primavera) in un terriccio ricco e permeabile in una zona in pieno sole o comunque dove l'insolazione diretta non è inferiore a quattro ore. La profondità dell'impianto deve essere pari almeno al doppio dell'altezza dei bulbi. Generalmente i bulbi vengono distanziati tra di loro secondo la regola "uno sì, uno no". E' opportuno somministrare un fertilizzante liquido complesso due o tre volte durante il ciclo vegetativo ed assicurare in quel periodo una sufficiente umidità del suolo con annaffiature regolari. I bulbi possono rimanere indisturbati in zone non troppo fredde d'inverno e all'inizio della primavera, ma generalmente vengono dissotterrati e conservati durante l'estate e fino all'autunno oppure fino alla primavera successiva, possibilmente immersi in trucioli.
Verifica disponibilità nel catalogo CAT-IV _________________________________________________________________________________
Ornithogalum balansae
Questa specie originaria dei Balcani e della Turchia, denominata anche O. oligophyllum, presenta una notevole rusticità e nelle normali condizioni italiani non abbisogna di alcuna protezione durante l'inverno. Le foglie non sono molto numerose, raccolte alla base dello stelo che raggiunge alla fioritura al massimo 15 cm. I fiori sono riuniti in infiorescenze. Sbocciano all'inizio della primavera e sono bianchi con la pagina inferiore dei tepali verdastra. I corimbi sono generalmente composti da non più di 5 fiori. I bulbi devono essere piantati in autunno alla profondità pari al doppio della loro altezza, possibilmente molto ravvicinati (uno sì, uno no) per creare dei gruppi compatti. Le altre cure non sono diverse da quelle dell'O. arabicum. Generalmente i bulbi di questa specie vengono lasciati indisturbati per svariati anni, procedendo alla loro separazione solo quando l'affollamento diventa eccessivo ed influenza negativamente la fioritura.
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Ornithogalum magnum
Come indica lo stesso nome, questa specie originaria della Georgia e di zone limitrofe caucasiche, è particolarmente grande. Gli steli possono raggiungere l'altezza di 90. I fiori sono riuniti in un racemo conico molto ricco e sono di colore bianco, con una striscia verde sulla pagina inferiore dei tepali. Le foglie sono lanceolate, lunghe e crescendo formano una larga rosetta basale. Fiorisce a lungo verso la fine della primavera e all'inizio dell'estate. La specie O. magnum è molto rustica e resiste a bassissime temperature. I grandi bulbi vanno interrati almeno due volte più profondi della loro altezza. La distanza tra le piante dovrebbe corrispondere ca. al triplo del loro diametro (uno sì, tre no). Il substrato deve essere permeabile, mediamente ricco e leggermente umido solo quando le piante sono in vegetazione. In posti soleggiati queste piante possono essere naturalizzate con molto successo.
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Ornithogalum narbonense
La specie è originaria del Mediterraneo e in Asia dalla Turchia fino in Iran. Le piante sono rustiche. Gli steli raggiungono l'altezza di 45 cm con infiorescenze apicali con fiori di colore bianco o bianco crema, con una costola verde sulla pagina inferiore dei tepali. I fiori sbocciano verso la fine della primavera e il loro diametro supera di rado 2,5 cm. Essendo essi però molto numerosi, l'effetto, soprattutto su uno sfondo scuro, è molto decorativo. I bulbi vanno piantati alla profondità pari al doppio della loro altezza e possono essere anche assai fitti, per esempio distanziati uno dall'altro solo quanto sono larghi (secondo la regola "uno sì, uno no"). Le piante sono in grado di fiorire bene anche in mezzombra e sono poco esigenti. Vista la loro dimensione sono adatte a formare folti gruppi anche in zone marginali e incolte ventose. Durante il ciclo vegetativo primaverile è necessaria una sufficiente umidità del suolo, ma d'estate non è necessario somministrare acqua con l'irrigazione artificiale.
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Ornithogalum nutans
La specie è originaria del Sud Europa e si trova naturalizzata in molte zone del mondo. Dagli inglesi questi fiori vengono chiamati affettuosamente Silver Bells a causa del particolare colore argentato, dovuto alla parziale trasparenza dei tepali con la lamina superiore bianca e la parte centrale del lato inferiore verde o verde-grigio. I fiori raccolti i racemi densi si schiudono alla fine della primavera e all'inizio dell'estate. Gli steli fiorali raggiungono l'altezza di 45 cm e anche le foglie sono assai lunghe: 30 cm o più. Questa pianta predilige zone ombreggiate e fresche. La specie è molto adatta ad essere naturalizzata nel sottobosco o su declivi orientati a nord o nord-est. Anche d'estate il terreno, in cui le piante ed i loro bulbi possono essere lasciati indisturbati per diversi anni, non dovrebbe essiccarsi completamente. I bulbi vanno piantati in grandi gruppi piuttosto fitti, anche secondo la regola "uno sì, uno no", per ottenere un effetto di abbondanza. Nel caso dovessero essere naturalizzati, vano piantati alla profondità doppia della loro altezza e distanziati tra di loro secondo la regola "uno sì, due o tre no".
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Ornithogalum pyramidale
La specie è originaria dell'Europa centro-meridionale e dei Balcani fino alla Romania, ma si trova anche in Asia Occidentale. Si tratta di un ornitogalo particolarmente rustico, simile alla specie O. nutans, ma più alta e con fiori bianco puro in infiorescenze allungate che possono contenere fino a trenta fiori. I racemi possono occupare fino a 40 cm degli steli alti ca. 70 cm. Le foglie sono relativamente strette e frequentemente al momento della fioritura, tra la fine di maggio e l'inizio di luglio, si trovano già in senescenza. Le piante sono coltivate relativamente poco per scopi ornamentali, nonostante assicurino la fioritura molto prolungata e siano facili in terreni freschi anche in mezzo all'erba. I bulbi devono essere piantati alla profondità almeno pari al doppio della loro altezza e distanziati secondo la regola "uno sì, due o tre no". La posizione migliore è in zone con insolazione parziale. I giovani getti vengono talvolta consumati in maniera simile agli asparagi. Per questa pianta viene frequentemente usato il nome italiano volgare Latte di gallina maggiore, più di rado Lampagione bianco. Quest'ultimo nome può ingannare, perché, come tutti gli ornitogali, anche la specie O. pyramidale è dotata di una certa tossicità.
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Ornithogalum umbellatum
Questa specie di ornitogalo è la più diffusa in Italia ed in generale in Europa, dalla Gran Bretagna fino alla Turchia, abbondante anche in Nordafrica e naturalizzata negli Stati Uniti d'America ed in Canada. E' apprezzata per i suoi bei fiori bianchi che sbocciano anche nei prati ed in zone incolte. I fiori sono situati in ombrelle rade (corimbi) all'apice di corti steli (12-18 cm). Ogni pianta può portare fino a 20 fiori, ma generalmente sono solo 5-6. All'esterno i tepali sono verdi e i fiori chiusi sono poco appariscenti. Essi si aprono in primavera a forma di stella solo nelle ore diurne. A questa caratteristica è dovuto il nome inglese Star of Bethlehem, mentre i nomi volgari italiani sono Latte di Gallina e Cipollone bianco. Questa è una delle bulbose più facili in coltivazione. Generalmente non esige alcuna cura, anche se una debole concimazione con un fertilizzante liquido per piante fiorite può contribuire allo sviluppo delle piante ed alla fioritura abbondante nei molti anni in cui può essere lasciata indisturbata. I piccoli bulbi possono essere piantati anche molto fitti per ottenere un effetto di abbondanza, ma, nel caso si desideri naturalizzare questo ornitogalo, conviene lasciare tra i bulbi lo spazio pari almeno al triplo del loro diametro (non meno di 3 cm).
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alla pagina degli Ornithogalum forniti in primavera _________________________________________________________________________________
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