FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una certa conoscenza sulla classificazione moderna delle Iris contribuirà alla comprensione di questa scheda  leggi.

 

 

Iris aucheri

 

Una bellissima specie del sottogenere Scorpiris  originaria di zone rocciose e siccitose del sudest della Turchia, del nord dell'Iraq, Iran e della Siria. La pianta raggiunge l'altezza di 25-50 cm. Le foglie sono verde chiaro, lucide, lunghe fino 10cm, i fiori bianco-celesti, profumati, sbocciano all'inizio della primavera. Non presenta difficoltà nella prima stagione dopo la messa a dimora in autunno, ma esige condizioni molto simili ai luoghi assolati di origine per dare soddisfazioni anche in seguito. Durante l'estate è importante la totale siccità e friabilità del terreno, pena il deterioramento del bulbo. Si può affermare che le condizioni devono essere molto simili a quelle che assicurano successi pluriennali con Fritillaria imperialis.

 

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Iris bucharica

 

Una splendida e facile specie del sottogenere Scorpiris  originaria dei pendii sassosi dell'Asia Centrale, dove vive tra ciuffi d'erba resistente alle condizioni siccitose estive. La pianta raggiunge l'altezza di 25-35 cm. Le foglie sono verde lucido, lunghe fino 30 cm e larghe fino 5 cm. Gli steli fiorali portano all'inizio della primavera fino a sette fiori gialli e bianchi, leggermente profumati. La rusticità di questa specie permette la coltivazione per svariati anni senza dover dissotterrare i bulbi. La pianta è particolarmente adatta a giardini rocciosi, dove è vantaggioso piantarla insieme con varietà pregiate di muscari, creando delle composizioni estremamente attraenti. I bulbi sono assai grandi e dotati di grosse radici tuberizzate. L'apparato ipogeo va piantato in autunno in una zona assolata alla profondità doppia della sua altezza totale. E' necessario prestare molta attenzione per non danneggiare le radici. I bulbi devono essere distanziati tra di loro almeno quanto è largo il loro diametro (secondo la regola "uno sì e uno o due no"). Il terreno preferito è molto permeabile, eventualmente ammendato con sabbia di fiume nel caso fosse troppo argilloso. L'apporto di acqua durante la primavera deve essere moderato ma frequente. Tre o quattro volte conviene concimare le piante in vegetazione con un fertilizzante complesso liquido diluito. Durante l'estate il substrato deve rimanere asciutto. Nel caso non si possa assicurare tale situazione è necessario dissotterrare i bulbi alla fine del ciclo vegetativo all'inizio dell'estate e conservarli all'asciutto, possibilmente sommersi in sabbia fine.

 

Altre specie del sottogenere Scorpiris non possono essere presentate come geofite di facile coltivazione. Sono molto legate alle condizioni pedoclimatiche della loro provenienza, come già indicato nel caso dell'Iris aucheri. Floriana Bulbose propone altre specie di iris Juno sia nei cataloghi generali che nelle liste di geofite rare. Possono essere citate p.es. Iris cycloglossa, Iris graeberiana, Iris magnifica 'Alba' (vedi).

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Iris danfordiae

 

Questa specie appartiene al sottogenere Hermodactyloides ed è molto simile all'Iris reticulata, con la quale condivide le esigenze colturali e l'aspetto, ma non il colore. Si tratta di una pianta di bassa statura (ca. 10 cm) al momento della fioritura a fine inverno, con foglie del tipico aspetto delle Iris reticulata (sottili a sezione rettangolare) che successivamente continuano a crescere fino alla lunghezza di 30 cm. I fiori solitari sono di colore giallo brillante, sottilmente macchiate di giallo verde o arancione sui tepali esterni. I fiori sono leggermente profumati. I piccoli bulbi vanno piantati in autunno alla profondità almeno doppia della loro altezza in un suolo comune di giardino, ben drenato, il quale destate non deve essere umido, ma a fine inverno ed in primavera necessita di una umidità sufficiente per sostenere la fioritura, la cui durata è significativamente legata proprio all'umidità presente nel suolo. La distanza tra i bulbi deve essere pari almeno a due volte il loro diametro (seconda la regola "uno sì, due no"). Conviene somministrare due volte del concime liquido per piante fiorite: poco prima e dopo la fioritura. Il ciclo vegetativo è breve e generalmente si conclude dopo un mese e mezzo. Frequentemente i bulbi si dividono in più bulbi piccoli che abbisognano di alcuni anni per raggiungere la giusta dimensione per la fioritura. Pertanto può essere utile lasciarli indisturbati solo in zone destinate alla naturalizzazione dei bulbi, mentre in giardini rocciosi o piccole aiuole conviene dissotterrare i bulbi a maggio o giugno, ripiantarli subito in un luogo dove possono ingrandirsi per fioriture negli anni successivi. Particolarmente attraenti sono gruppi folti di Iris danfordiae accanto a varietà di Iris reticulata a colori scuri. Queste piccole iris si prestano anche ad essere piantate sopra bulbi di grandi dimensioni a fioritura tardiva. In questa maniera può essere assicurata la lunga fioritura nello stesso posto. Per permettere ai bulbi di sopravvivere è comunque necessario lasciare maturare il fogliame per nutrire i bulbi. La pianta non produce semi perché si tratta di un triploide sterile appositamente sviluppato per il commercio.

 

 

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Iris DARDANUS

 

Una cultivar del gruppo Regeliocyclus, ottenuta con l'incrocio tra iris arillate mediorientali. La pianta è affascinante soprattutto per l'interessante disegno sui tepali esterni (sulle ali). Non è particolarmente difficile in coltivazione. Il breve rizoma va piantato in autunno poco profondo in un terriccio molto permeabile. Fiorisce in primavera e solo in questo periodo esige di un sufficiente apporto di acqua. Generalmente conviene dissotterrare il rizoma a termine del ciclo vegetativo e conservarlo in un letto di sabbia secca.                              

 

vedi

 

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Iris FRANK ELDER

 

Una cultivar dal fortunato incrocio Iris histrioides var. major x Iris winogradowii, presenta un disegno affascinante sui tepali ed un accostamento di colori molto particolari. Il colore base passa da un celeste chiaro a crema. Al momento della fioritura in primavera, più tardi dell'altro famoso risultato di un incrocio dell'Iris histrioides 'Major' denominato KATHERINE HODGKIN, la pianta sarà alta ca. 15 cm. Ha tepali affusolati e fiori relativamente piccoli. Da molte persone viene scambiata per un'orchidea.

 

 

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Iris GEORGES

 

Un ibrido tra Iris histrioides e Iris reticulata, questa cultivar è caratterizzata dalla fioritura molto precoce con fiori blu porpora. Mentre le specie Iris histro e histrioides, originarie della Siria  e Turchia, sono difficilmente reperibili, gli ibridi con altre iris del sottogenere Hermodactyloides sono assai comuni e facili in coltivazione. Infatti, varie cultivar generalmente presentate come selezioni di specifiche specie hanno nel loro pedigree la specie Iris histrioides. La coltivazione della cultivar GEORGES è facile come quella dell'Iris danfordiae.  

 

vedi

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Iris KATHERINE HODGKIN

 

Famoso ibrido dall'incrocio di Iris histrioides 'Major' con un'altra iris della sottospecie Hermodactyloides. Gli autori di saggi sulle iris non sono sicuri quale è stato l'altro genitore, Iris danfordiae oppure Iris winogradowii. Comunque è lo splendido risultato che conta. Il fiore presenta un disegno ricchissimo sui tepali e molti colori vivaci ed è relativamente grande, portato su steli alti fino 15 cm. La fioritura è molto precoce. La coltivazione  è semplice quanto quella dell'Iris danfordiae e delle selezioni di Iris reticulata. Conviene piantare KATHERINE HODGKIN in gruppi fitti non mescolando i bulbi con quelli di altre iris. Conviene dissotterrare i bulbi a fine ciclo vegetativo, separare quelli grandi, capaci di rifiorire, da quelli piccoli e conservarli in un luogo fresco in trucioli o vermiculite. Grazie allo sforzo di coltivatori olandesi, questa cultivar è diventata ultimamente molto più accessibile anche dal punto di vista economico.

 

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Iris latifolia (o anglica) - le cultivar dette "Iris inglesi"

 

Iris latifolia (vedi) fa parte del sottogenere Xiphium. E' originaria dei Pirenei e del nordovest della Spagna, ma viene frequentemente chiamata Iris anglica, perché ha trovato in Gran Bretagna molti ammiratori e qui sono state effettuate le selezioni. Attualmente sono disponibili sul mercato quasi esclusivamente le cultivar derivate da tale lavoro di selezione. L'aspetto dei fiori è simile a quello delle Iris x hollandica, ma i fiori sono più grandi ed hanno ali più larghe e tondeggianti. La gamma dei colori è più ristretta di quella delle iris olandesi. Si limita al bianco e varie sfumature di celeste, blu, porpora e rosa. Queste cultivar preferiscono zone fresche anche d'estate e durante il ciclo vegetativo devono ricevere abbastanza acqua. Infatti, la specie I. latifolia allo stato selvatico cresce soprattutto in prati umidi delle vallate ad alta quota. I bulbi sono caratterizzati da sottili radici che in buona parte si rinnovano ogni anno. Devono essere piantati in autunno ad una profondità maggiore del doppio della loro altezza in un suolo relativamente ricco, neutro o acido, dotato di una discreta permeabilità. Sopportano, a differenza di altre iris bulbose, una posizione a mezzombra. La distanza tra i bulbi deve essere pari al triplo del loro diametro (la regola "uno sì, tre no"). Durante il periodo di dormienza i bulbi non devono essere sottoposti ad eccessiva siccità e conviene generalmente dissotterrarli e conservarli fino all'autunno successivo. La fioritura avviene nella seconda metà o verso la fine della primavera. Tre o quattro somministrazioni di un fertilizzante liquido per piante fiorite giovano sia allo sviluppo delle piante che alla formazione dei nuovi bulbi. Queste piante si prestano ad essere coltivate in miscugli multicolore in gruppi più possibile numerosi.

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Iris reticulata  e le sue cultivar

 

La specie è originaria del Caucaso, della Turchia e del Nord dell'Iraq e dell'Iran. E' stata introdotta in coltivazione in Europa relativamente presto (1808) rispetto ad altre iris bulbose. Essendo questa l'iris di coltivazione più semplice del sottogenere Hemerodactyloides, è stata sottoposta ad un intenso lavoro di selezione. Le numerose cultivar oggi disponibili sono frutto di questo approccio e di occasionali incroci, soprattutto con Iris histrioides. La gamma di colori è quasi esclusivamente basata su tonalità di viola e blu, ma esistono anche cultivar con fiori rossicci e bianchi. Importante è pure il colore variabile della striscia mediale sulle ali, chiamata frequentemente segnale, con colori che vanno dal bianco all'arancione, con varie combinazioni, nonché la presenza di macchiette molto decorative. Il grande pregio delle cultivar di Iris reticulata è il loro colore scuro, spesso intenso, che alla fine dell'inverno è molto inconsueto tra fiori prevalentemente gialli e bianchi. Questa caratteristica può essere sfruttata per ottenere splendidi contrasti in coltivazioni estese, rese possibile anche dal prezzo molto contenuto dei bulbi. Vincenti sono soprattutto impianti insieme con altre bulbose con la fioritura di fine inverno: con Iris danfordiae, crochi, bucaneve e narcisi precoci della divisione dei ciclaminei. I piccoli bulbi delle varietà di Iris reticulata possono essere piantati sopra bulbi grandi a fioritura tardiva, per esempio narcisi, tulipani, agli, fritillarie imperiali ecc. Vantaggioso è anche il ciclo vegetativo breve che permette di coltivare queste iris intorno a cespugli di rose senza complicare l'aspetto del roseto al momento della sua fioritura, ma creando effetti di grande intensità quando le rose non hanno nemmeno prodotto le prime foglie.

La coltivazione della specie Iris reticulata e delle sue cultivar è identica a quella già descritta per Iris danfordiae. Vanno piantate sempre in un luogo assolato d'inverno e possibilmente ombreggiato d'estate (sotto arbusti o alberi decidui).                           

                                                                   

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Iris xiphium

 

Specie originaria della Spagna, del Portogallo e del Sud della Francia. Si trova anche in Africa nord-ocidentale ed occasionalmente in Italia meridionale. Si tratta di una specie molto variabile, con fiori generalmente porpora bluastro, ma anche bianchi, giallastri e blu. Questa variabilità è stata alla base di numerose varietà orticole chiamate "Iris spagnole" e successivamente ha influito nello sviluppo delle "Iris olandesi". Le piante raggiungono l'altezza di 60 cm e portano uno o due fiori in tarda primavera. Da alcuni autori viene affermato che la sua varietà praecox è stata incrociata con I. tingitana per ottenere le "Iris olandesi". Altri studiosi della materia esprimono dubbi su questa affermazione.                       

                                                                   

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Iris x hollandica -  le cultivar dette "Iris olandesi"

 

Mentre prima le iris derivate da Iris xiphium venivano chiamate esclusivamente "Iris spagnole", dall'inzio del XX secolo si è diffuso il nome "Iris olandesi" per descrivere delle piante la cui origine non è molto chiara e le "Iris spagnole" sono diventate introvabili. I progenitori sono certamente da cercare tra le specie più rustiche del sottogenere Xiphium e probabilmente tra le selezioni preesistenti dette "Iris spagnole". Certo è che le prime iris chiamate "olandesi" sono state introdotte dal famoso vivaio Tubergen in Olanda ed erano dovute al lavoro di miglioramento genetico dei fratelli Hoog. Lo sviluppo più importante di queste iris è avvenuto dagli anni cinquanta e attualmente sono moltissime le cultivar in commercio. Queste piante sono caratterizzate da steli alti (40-90 cm), fiori del diametro fino ca. 13 cm con colori sempre più interessanti, soprattutto nelle cultivar colorate diversamente nei vessilli e nelle ali. I fiori sbocciano normalmente in piena primavera, prima delle cultivar di Iris anglica, ma grazie alla facile conservazione dei bulbi, la fioritura può essere programmata anche per periodi più tardivi. Molte di queste cultivar sono usate nell'industria dei fiori recisi e grazie allo sviluppo dettagliato delle condizioni di conservazione dei bulbi, è possibile trovare queste iris recise in commercio praticamente tutto l'anno. Per la coltivazione in giardino è disponibile una discreta gamma di varietà, delle quali i bulbi vengono venduti sia in autunno che in primavera. Il clima medio italiano permette di mettere i bulbi a dimora già in autunno. Solo in località dove si verificano episodi di gelo intenso è consigliabile piantarli in primavera, a meno non si desideri allungare significativamente la fioritura fino all'inizio dell'estate, piantando eventualmente i bulbi progressivamente (per esempio ogni tre settimane) da ottobre fino a maggio. La conservazione prolungata dei bulbi deve essere effettuata a bassa temperatura ed in un ambiente in cui non si verifica un'eccessiva perdita di umidità. Le piante vanno allevate in pieno sole in un suolo ricco e permeabile, possibilmente leggermente alcalino, in buche assai profonde, ca. tre volte la loro altezza e distanziati tra di loro almeno il doppio del loro diametro medio (secondo la regola "uno sì, due no"). Possono essere piantati miscugli che danno molta soddisfazione per l'interessante diversità dei colori dei fiori, ma ancora più spettacolari sono gruppi molto numerosi di singole varietà. I bulbi possono rimanere indisturbati nel terreno per alcuni anni, ma generalmente si osserva una progressiva riduzione del numero di piante capaci di fiorire.

Queste iris sono tra le geofite ornamentali più facili in coltivazione.

 

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                    Un campo di Iris x hollandica

 

                                    

 

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